Grand Tour en Italie a Palermo. La residenza artistica ispirata al viaggio di Goethe

Il progetto, tra gli eventi collaterali di Manifesta 12, raccoglie un gruppo di artisti mid-career chiamati a riflettere sui temi del viaggio e della migrazione attraverso la realizzazione di un particolare carnet de voyage.

Grand Tour en Italie, Palermo 2018. Elena El Asmar, quaderno
Grand Tour en Italie, Palermo 2018. Elena El Asmar, quaderno

L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito. Qui è la chiave di ogni cosa”. Con questa frase – tra le sue citazioni più celebri – Johann Wolfgang von Goethe nel 1787 sintetizzava nel suo Viaggio in Italia le suggestioni in lui suscitate dai paesaggi e dal patrimonio storico-artistico della Sicilia. Quella del letterato tedesco rappresenta inoltre una delle opere più note e rappresentative del genere del diario di viaggio, per la precisione del Grand Tour, pratica diffusa tra i giovani aristocratici europei che, soprattutto tra il XVIII e il XIX secolo, andavano alla scoperta dei Paesi e delle città del continente considerati fondamentali per la loro formazione. Una tappa decisiva era l’Italia, con Roma e la Sicilia in particolare, per la presenza di testimonianze delle civiltà romana e greca. A oltre due secoli di distanza dalla “moda” del Grand Tour, un progetto che vede protagonisti un gruppo di artisti contemporanei prova a tornare indietro nel tempo e a evocare, nella Palermo odierna, le atmosfere di quell’esperienza.
Grand Tour in Italie è il titolo della residenza artistica – tra gli eventi collaterali di Manifesta 12 –, curata da Michela Eremita insieme a Susanna Ravelli, che in questi giorni si sta svolgendo nel capoluogo siciliano presso Palazzo Campofranco: un invito al viaggio come occasione di incontro con l’altro da sé, momento di conoscenza di luoghi, tradizioni e culture lontani da quelli di appartenenza. Ma anche una migrazione intesa come opportunità, che stimoli lo scambio e la conoscenza, in antitesi con l’accezione contemporanea del migrare motivato dall’emergenza e del conflitto.

Grand Tour en Italie, Palermo 2018. Sophie Ko, Sporgersi nella notte
Grand Tour en Italie, Palermo 2018. Sophie Ko, Sporgersi nella notte

IL PROGETTO

Grand Tour en Italie si sviluppa all’interno del programma itinerante d’arti contemporanee Grand Tour in Residence, che esplora luoghi nella formula della “residenza flessibile”, invitando artisti ed esponenti della cultura e delle scienze a condividere il viaggio e la relazione con i punti di riferimento e gli elementi di forte connotazione dei paesaggi.
Palermo, con le sue stratificazioni architettoniche e naturali, la sua storiografia e le millenarie connessioni con l’Africa del Nord e il Medioriente, è stata scelta per far partire il Grand Tour in Residence e, fino al 16 settembre, ospiterà Maura Banfo, Elena El Asmar, Stefano Graziani, Michele Guido, Sophie Ko, Francesco Lauretta, Valeria Manzi, Concetta Modica e Pierluigi Pusole. “Il progetto nasce da un’idea di confronto con un luogo e dall’idea che tutti gli artisti sono migranti perché hanno dentro di sé una condizione che li porta a confrontarsi con situazioni altre rispetto a quella di appartenenza”, spiega ad Artribune Michela Eremita. “Palermo, in particolare, è una città che permette di vivere una condizione di apertura verso l’esterno, e chi non è del luogo riesce comunque a trovare un proprio punto di appartenenza”.

Grand Tour en Italie, Palermo 2018. Michele Guido. Photo Susanna Manzi
Grand Tour en Italie, Palermo 2018. Michele Guido. Photo Susanna Manzi

GLI ARTISTI

Attraverso i linguaggi del disegno, della pittura, della fotografia, della performance e della scrittura gli artisti realizzeranno un carnet de voyage personale, un album che raccoglie il racconto visivo ed emotivo dell’esperienza immersiva nella città. I lavori di ricerca sono esposti, nell’ultimo weekend di residenza, dal 14 al 16 settembre, presso il quartier generale della residenza a Piazza Croce de’ Vespri, mentre i diari sono presentati all’Orto Botanico, presso la biblioteca Radiceterna. “Oltre ai diari personali”, continua Eremita, “verrà realizzato un libro che conterrà una pagina tratta dal diario di ogni artista, così da avere un carnet unico che racconti nel complesso l’esperienza della residenza”. Caratteristica della residenza è quella di aver invitato artisti dalle differenti vicende biografiche, ricerca e linguaggi a confrontarsi con la città e il tema del viaggio: “Gli artisti sono molto diversi tra loro, c’è chi segue la traccia della visione, chi dell’emozione, confrontandosi con la materia o la parola”. Pierluigi Pusole, ad esempio, racconta lo spazio attraverso il disegno architettonico, alternato a visioni immaginifiche; Francesco Lauretta racconta la sua esperienza di artista siciliano che ha lasciato l’isola realizzando un diario di viaggio a ritroso, partendo quindi da questi giorni di residenza per tornare fino al momento in cui è andato via dalla Sicilia; Maura Banfo sta realizzando un lavoro basato sull’ascolto e i luoghi di mare; Valeria Manzi darà vita a un diario fatto di parole “performate”.

Desirée Maida

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.