Sophie Calle e la morte. L’artista francese porta in Provenza la performance dei cimiteri

Dopo il cimitero di Ginevra e quello di Brooklyn, Sophie Calle presenta, per la prima volta in Francia, la performance in cui raccoglie i segreti delle persone nascondendoli poi sottoterra. Niente cimitero stavolta, ma una tomba costruita ad hoc in un bosco…

Sophie Calle, Dead End, Château La Coste © Stephane Abourdam Wearecontents.
Sophie Calle, Dead End, Château La Coste © Stephane Abourdam Wearecontents.

Dalle tracce dei vivi a quelle dei morti. Il passaggio, o meglio il punto di rottura tra il “prima” e il “dopo”, nella ricerca di Sophie Calle (Parigi, 1953) è rappresentato dalla morte della madre e dall’elaborazione di quel lutto sublimato nel video “Pas pu saisir la mort”, presentato nel padiglione francese della Biennale di Venezia 2007. Un’opera toccante, complessa, amata e criticata, che si è evoluta costantemente nel tempo, accumulando elementi e ricordi quasi in forma di diario a ritroso, così come se quella “incapacità di cogliere la morte” di cui parla il titolo diventasse volontà di perpetuare la vita. Negli ultimi anni la Calle ha continuato ad elaborare il tema della perdita e del distacco attraverso il progetto The Dead End per tutta l’estate in mostra allo Chateau La Coste a Le Puy-Sainte-Réparade, in Provenza, una delle aziende vinicole più note del paese.

LA PERFORMANCE

Sophie Calle - photo Jonas Haarr Friestad, Stavanger Aftenblad
Sophie Calle – photo Jonas Haarr Friestad, Stavanger Aftenblad

La mostra, intitolata appunto The Dead End, rappresenta la terza tappa espositiva dopo quelle di Ginevra e New York ed è per la prima volta presentata in Francia. Una mostra in due parti che comprende, come nei due casi precedenti, una performance dell’artista prevista per il prossimo 21 luglio. La Calle ha fatto costruire una tomba in un bosco in Provenza, nei pressi della quale accoglierà i visitatori per raccoglierne confessioni e segreti per poi trascriverli su fogli di carta e inumarli in un sepolcro con tanto di lapide ed obelisco da lei disegnati. Esattamente come è avvenuto nei cimiteri di Ginevra e di Brooklyn, a partire dal 21 luglio 2018 e per gli anni a venire. Una performance che gioca, neanche a dirlo, sui temi della morte, della perdita e dell’amore e, più in particolare, su come gestiamo queste emozioni, sia in pubblico che in privato.

LE MOSTRE

Argomenti simili sono trattati nelle due mostre che accompagneranno questa installazione permanente. All’interno del castello sarà esposta la Série Noire, che raccoglie fotografie scattate dalla Calle in alcuni cimiteri durante un viaggio all’inizio della sua carriera posti accanto ai lavori delle serie Ma mère, mon chat, mon père, nettamente più recenti. All’interno del Padiglione Renzo Piano, disegnato per lo Château La Coste dall’architetto genovese ed inaugurato nel 2017, sarà presentato Exquisite Pain, uno dei lavori più significativi della Calle. Divisa in due parti, “Prima del dolore” e “Dopo il dolore”, l’opera racconta un momento molto difficile della vita privata dell’artista. Ancora una volta, come avviene sempre nella ricerca della Calle, l’aspetto emozionale non ne oscura tuttavia il tratto analitico. L’artista lavora da sempre intorno a temi quali il distacco da una persona cara, la rottura amorosa, la vita intima in generale, accompagnando l’elaborazione culturale del vissuto personale attraverso un’organizzazione così precisa da risultare quasi ossessiva fatta di oggetti, video e testi: una sorta di mise-en-place perenne dove nulla è escluso, privato, non dato. In qualsiasi modo si giudichi il suo lavoro, Sophie Calle è una artista capace di muoversi in una dimensione profondamente intima, raccontando pezzi della sua storia e riuscendo a trascinare in una dimensione di immedesimazione che tocca le corde se non dell’empatia almeno della condivisione più assoluta. Ed è proprio lì che si stempera il senso della tragedia nell’opera di Sophie Calle in questa idea di partecipazione, vista come unica fonte possibile di salvezza.

Mariacristina Ferraioli

Le Puy-Sainte-Réparade // fino al 15 agosto 2018
Sophie Calle – The Dead End
Chateau La Coste
2750 Route De La Cride, 13610 Le Puy-Sainte-Réparade
https://chateau-la-coste.com

 

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AutoreSophie Calle
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.