Alla Galleria Nazionale del Kosovo di Prishtina diretta da Arta Agani, va in scena “love you without knowing”, la prima grande mostra di Sislej Xhafa nel suo Paese d’origine. La notte del 20 luglio, invece, Xhafa sarà in Italia, in occasione di Demanio Marittimo.Km-278 a Marzocca di Senigallia. L’artista presenta un nuovo progetto ispirato al litorale adriatico, “obbobobbobo dul peshku”, una installazione site specific che inaugurerà il giorno successivo, sabato 21 luglio, a pochi chilometri da Demanio Marittimo, sul lungomare di Marina di Montemarciano, all’altezza del ristorante Da Nialtri.

Nella piscina dei 12 scoiattoli nuotano tre bambini biondi, i loro tuffi e schizzi e spintoni infiniti sono un concerto di consonanti che si unisce alle cicale impazzite di luglio, instancabili e irrefrenabili, tutto intorno vento tra le foglie e l’acqua fresca del fiume che si sofferma in piscine naturali e canalizzazioni ordinate. Un sentimento di pienezza perfetta, l’happiness che il cinema francese ci ha insegnato a riconoscere. Sislej Xhafa è nato a Peja nel 1970, i genitori vivono ancora là, accanto alla piscina dei 12 scoiattoli ‒ un luogo che non c’è, un in-between che diventa Lost And Found, l’opera che ha rappresentato il Kosovo alla Biennale del 2017. Una metafora esistenziale che contiene ma supera i riferimenti alla storia e alle sue ferite, il ritorno a casa che non è un processo della nostalgia ma della riappropriazione; non la celebrazione della natura seppur sublime che da sola non basta, ma l’accesso a un paesaggio contemporaneo che offre contemplazione ma chiede di mettersi in cammino, affrontare l’attraversamento, aprirsi all’esperienza.

Sislej Xhafa, Sunshade, 2011. Courtesy Galleria Continua
Sislej Xhafa, Sunshade, 2011. Courtesy Galleria Continua

LA MOSTRA E LE OPERE

Cambio di contesto, stessa intensità. Again and again – la performance eseguita per la prima volta con la Antwerp Philarmonic Orchestra in Belgio nel 2000 – è stata presentata nella solennità del Parlamento dall’Ensemble della città di Gjakova. Adagio for Strings del compositore americano Samuel Barber è divenuta un unicum da brividi che non sarà più replicato, in un luogo simbolo della democrazia rappresentativa, dove la plasticità del gesto di togliere e mettere il passamontagna, la perentorietà del significato e la solennità del contesto – insieme alla sintassi struggente della musica ‒ hanno reso manifesta la forza spiazzante del rito. Un cortocircuito al di là di qualsiasi normalizzazione che interroga sul senso della responsabilità individuale e collettiva. Infine la Galleria Nazionale del Kosovo a Prishtina. Le 15 opere si rincorrono in un tempo tutto contemporaneo, dove ognuna è allo stesso tempo preveggenza, avanguardia e classico: da Piazza della Signoria (1998) a Stock Exchange e Future of Old (2001), da Merely (2005) a Sunshode e Barka (2011) fino a Woven soil (2018), il gruppo di otto mucche che abiteranno in un temporay space della Galleria Nazionale. In questa selezione così precisa c’è la forza di un pensiero cristallino e di un cuore che palpita ‒ con le parole, i gesti, i segni e si capisce bene che ogni opera è aperta, pronta ad accogliere presenza e immanenza, ad aumentare, dilatarsi e contenersi, un punto di contatto tra lo spirito del tempo e lo spirito dei luoghi. Alla ricerca dell’appartenenza, che sia in una bandiera o nel corpo amato, nella casa o nel viaggio verso una qualche terra promessa. Così il senso di love you whitout knowing, è l’estensione, la possibilità prima della conoscenza.

Sislej Xhafa, lost and found, 2017. Courtesy Galleria Continua
Sislej Xhafa, lost and found, 2017. Courtesy Galleria Continua

BENVENUTI

Negli opening diffusi, gentilissimo con la community dell’art world e la comunità originaria di questa terra inquieta, Sislej ha usato pubblicamente solo una parola/manifesto per sottolineare la profondità della condivisione – benvenuti (opera nell’opera) –, pronunciata nelle sue lingue, perché sia chiaro che non c’è primazia per lui che oggi è americano ma è nato là, ha studiato in Italia, ed è cittadino del mondo. Lo statement della curatela di Jerome Sans poggia sull’idea di un tempo circolare e infinito, con opere che si rigenerano e si espandono nel senso e nei significati, nella dimensione visibile e in quella invisibile per il tramite di tecniche le più diverse. Vecchi e nuovi lavori capaci di alternare le sensibilità anche opposte del paesaggio contemporaneo rispetto a questioni valoriali e stereotipi culturali.
Il progettodice Sans ‒ “è un ‘tribute to love’ perché la cultura è la sola cosa che possiamo condividere sotto lo stesso cielo, in un tempo globale ma dentro culture locali, uniche. Questa non è una mostra retrospettiva ma un processo introspettivo, non è la celebrazione di un ego ma il confronto individuale e collettivo di un’esperienza umana e intellettuale”. Sislej Xhafa chiede esperienza mentre offre, per dirla con Levinas, “l’identità nella relazione”, e in questa mancanza, o in questa abbondanza, sta tutta la ricerca, la nostalgia e l’energia che il suo lavoro, letto in prospettiva storica, contiene sin dalle origini.

Cristiana Colli

Prishtina // fino al 25 agosto 2018
Sislej Xhafa – Love you without knowing
GALLERIA NAZIONALE DEL KOSOVO
www.galeriakombetare.com/
www.mappelab.it/demanio-marittimo-km-278/

Dati correlati
Autore Sislej Xhafa
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Cristiana Colli
Cristiana Colli nata a Reggio Emilia nel 1964. Laureata in Scienze Politiche, giornalista dall’85, cura l’ideazione e l’organizzazione di progetti culturali, eventi, mostre, festival e iniziative di valorizzazione. Per istituzioni pubbliche e private, musei, aziende, ordini professionali, fondazioni realizza e promuove strategie di comunicazione sociale e culturale legate al paesaggio, all’architettura, all’arte contemporanea e al design. Sul fronte della ricerca economica e sociale dal 2003 collabora con il Consorzio A. Aster e dal 2007 lavora con Symbola-Fondazione per le Qualità Italiane. È direttore responsabile della rivista rivista MAPPE – Gagliardini.
  • burim krasniqi

    se questa è “arte”,io sono Da Vinci.