Nasce il Muzeum Susch, nuovo spazio per il contemporaneo sulle Alpi Svizzere

In un borgo remoto delle Alpi Svizzere, che conta solo 220 abitanti, arriverà una collezione di arte contemporanea di proprietà di una delle donne più ricche della Polonia. L’inaugurazione del nuovo museo è prevista per gennaio 2019. Tutti i dettagli…

Muzeum Susch
Muzeum Susch

Un po’ museo, un po’ laboratorio. È Muzeum Susch, nuovo spazio espositivo che aprirà al pubblico il 2 gennaio 2019. Ideato e fondato da Grażyna Kulczyk (Poznań, 1950) imprenditrice e collezionista di origini polacche, il museo sorge a Susch, una remota località delle Alpi svizzere collocata sull’antica via di pellegrinaggio che da Roma portava a Santiago de Compostela.

LA COLLEZIONE

Conta solo 220 abitanti la frazione di Susch, eppure dal 2019 si troverà ad ospitare una parte della collezione di arte contemporanea di una delle persone più ricche d’Europa. Considerata una vera e propria celebrità in Polonia, Grażyna Kulczyk è stata inserita da Forbes nella classifica delle persone più influenti al mondo. Con una fortuna da milioni di dollari ed una passione enorme per l’arte contemporanea, la Kulczyk ha già legato il suo nome ad un’altra struttura museale, The Museum of Contemporary and Performance Arts di Varsavia, la cui apertura è prevista per la fine del 2018 in occasione delle celebrazioni per il centenario dell’indipendenza polacca. La donna ha donato oltre 100 milioni di dollari per la costruzione del museo a Varsavia, progettato da Tadao Ando, e una parte della sua collezione che comprende circa 600 opere d’arte suddivise tra artisti polacchi, che la Kulczyk sostiene da sempre, e tra grandi nomi dell’arte contemporanea internazionale come Roman Opalka, Antoni Tàpies, Anselm Kiefer, Joan Mitchell e Andy Warhol.

IL MUSEO

Se il museo polacco è destinato ad ospitare parte della collezione e mostre più istituzionali, il Muzeum Susch avrà un approccio decisamente più sperimentale. Ospitato in un parco situato sul sito di un ex monastero del XII secolo, trasformato in un birrificio nel Novecento, il museo sarà interamente votato all’arte contemporanea. Il restauro degli spazi è stato affidato agli architetti svizzeri Chasper Schmidlin e Lukas Voellmy, che hanno volutamente conservato i segni della vita precedente della struttura, riducendo al minimo ogni intervento sul paesaggio circostante che, anzi, diventa elemento fondante. Nulla è stato toccato e anche un corso d’acqua che attraversa il sito è stato inglobato nella struttura. I 1500 metri quadri del museo (ne tantissimi ne pochi) ospiteranno in parte la collezione permanente e in parte mostre temporanee, ma anche un simposio annuale, un istituto di ricerca sulle questioni di genere in collaborazione con l’Institut Kunst di Basilea e una residenza per artisti, curatori e intellettuali.

LE OPERE

Gli spazi espositivi di Muzeum Susch saranno definiti da una serie di installazioni permanenti site-specific di artisti contemporanei internazionali che lavoreranno in sinergia con l’architettura e il paesaggio con tutti i suoi paradossi. A seconda delle stagioni, Susch può essere un posto molto piacevole in cui soggiornare (d’estate principalmente) o anche molto duro ed inospitale (gli inverni sono estremamente rigidi). La mostra inaugurale è curata da Kasia Redzisz, Senior Curator della Tate Liverpool. Tema? La nozione di femminile, la mostra ospiterà opere di 30 artisti che mettono in discussione l’idea di genere e le strutture di potere.

– Mariacristina Ferraioli
 
 
Muzeum Susch
Surpunt 78
CH-7542 Susch

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.