Arte contemporanea e tessuti. La storia di Antonio Ratti in mostra a Roma

Terme di Diocleziano, Roma ‒ fino al 20 maggio 2018. Due racconti intrecciati negli spazi delle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano evocano le due grandi passioni di Antonio Ratti, quella per il tessuto e quella per l’arte contemporanea. Un originale ritratto di mecenate e imprenditore, in un allestimento impeccabile.

Renée Green, Space Poem #6 (Tracing), 2016. Courtesy l’artista, FAM Free Agent Media e Fondazione Antonio Ratti, Como. Photo credits © Electa – photo S. Castellani
Renée Green, Space Poem #6 (Tracing), 2016. Courtesy l’artista, FAM Free Agent Media e Fondazione Antonio Ratti, Como. Photo credits © Electa – photo S. Castellani

Antonio Ratti (Como, 1915-2002) è personaggio noto a chiunque si occupi o s’interessi di arte contemporanea: il Corso Superiore per le Arti Visive, promosso dalla sua Fondazione ‒strutturato come un workshop e animato da prestigiosi visiting professor ‒ è stato per anni un punto di riferimento nell’alta formazione per giovani artisti e, spesso, è stato una fucina di talenti, soprattutto per la generazione che lo ha frequentato tra la fine degli Anni ‘90 e i primi Anni Zero. La mostra Arabesques, ideata in prima battuta per il Palazzo Te di Mantova, ora allestita negli spazi monumentali delle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano a Roma, più che una celebrazione del personaggio, è articolata come un doppio racconto: c’è, appunto, l’arte contemporanea ‒ attraverso la presenza di opere di artisti che nel loro percorso hanno incrociato quello della Fondazione Ratti, o quello di Ratti mecenate ‒ e c’è il tessuto, l’altra febbrile passione dell’imprenditore comasco della seta, che collezionava e archiviava stoffe antiche per trarne nuove ispirazioni e che ha promosso un Textile Center a lui intitolato, ospitato in seno al Metropolitan Museum di New York.

Matt Mullican, Untitled, 2006. Courtesy l’artista e MAI36, Zurigo. Photo credits © Electa – photo S. Castellani
Matt Mullican, Untitled, 2006. Courtesy l’artista e MAI36, Zurigo. Photo credits © Electa – photo S. Castellani

RACCONTO D’IMPRESA

Se in Italia la figura di imprenditore illuminato per antonomasia è quella di Adriano Olivetti, vale allora la pena di far conoscere al grande pubblico un’altra storia aziendale che nacque legata a una manifattura tradizionale ‒ come è quella del tessile nel comasco ‒ e che visse una stagione felice di successo e innovazione, non solo tecnologica, ma culturale.
Su questo binomio s’innesta l’incessante attività di Ratti, iniziata nel 1945 con un’impresa locale che poi diventerà il Gruppo Ratti, eccellenza internazionalmente nota: alla crescita economica dell’azienda, corrisponde, quindi, un continuo interesse di Ratti per la diffusione della cultura ‒ testimoniato dalle attività proposte ai dipendenti nella Palazzina dei Servizi Sociali, del complesso disegnato da Tito Spini e più tardi, appunto, dalla nascita della Fondazione, dall’ideazione di corsi per giovani artisti e dalla sponsorship di grandi eventi espositivi ‒ e per la ricerca, intesa come miglioramento dei processi produttivi e come riscoperta delle radici storiche dell’arte tessile.
Il percorso espositivo, curato dalla figlia Annie Ratti, da Lorenzo Benedetti e da Maddalena Terragni, è allestito da Philippe Rahm e Irene d’Agostino accostando alle opere di arte contemporanea il racconto d’impresa, testimoniato da teche e librerie. Oltre cento libri campionario, i primi disegni realizzati tra gli Anni Trenta e Quaranta dallo stesso Ratti, alcuni pregevoli esempi della sua collezione di tessuti antichi: un velluto veneziano quattrocentesco, broccato e raso cinese, stoffe giapponesi, le curiose cravates femminili; è un’installazione di Luigi Ontani a concludere questo percorso nel percorso: il suo acquerello Mostri comaschi su astri diventa un modulo, moltiplicato sul cotone.

Yona Friedman, No Man’s Time, 2018. Courtesy l’artista, De Vleeshal, Middelburg e Fondazione No Man’s Land. Photo credits © Electa – photo S. Castellani
Yona Friedman, No Man’s Time, 2018. Courtesy l’artista, De Vleeshal, Middelburg e Fondazione No Man’s Land. Photo credits © Electa – photo S. Castellani

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Non è semplice rapportarsi con le Grandi Aule, o con la solennità degli spazi immediatamente esterni: c’è una intrinseca, scarna austerità che spesso rischia di inghiottire le opere esposte. In questo caso il bilanciamento appare perfetto: in alcune installazioni ‒ come quelle di Yona Friedman, di Matt Mullican o di Hans Haacke ‒ è la qualità mobile del tessuto a giustapporsi alla grandiosità dei resti archeologici, in altri casi ‒ come per i video di Joan Jonas, Rä di Martino, Jimmie Durham, Melanie Gilligan e Julia Brown ‒ l’immagine digitale riverbera e risuona nelle ampie architetture.
Cesare Pietroiusti indaga il potere evocativo di alcuni capi di vestiario, allineando una serie di stampe fotografiche (One Hundred Pieces of Clothing); con Other (184 persons house), Rossella Biscotti fa del tessuto jacquard l’elemento di un confronto inedito con le componenti socio-politiche; gli stendardi sospesi di Renée Green (Spacing Poem #6 – Tracing) riportano i nomi di giardini dell’antichità, ora scomparsi.
Quel che colpisce è l’eterogeneità delle opere proposte, non solo per quanto concerne la varietà dei media utilizzati dagli artisti, ma per le tante dimensioni della sfera umana ‒politica, intima, sociale, etica ‒ toccate: in questo senso, si compone il miglior ritratto, sia pur parziale, di un uomo, attraverso una delle sue passioni.

Maria Cristina Bastante

Evento correlato
Nome eventoArabesques. Antonio Ratti il tessuto come arte
Vernissage13/03/2018 ore 18,30 su invito
Duratadal 13/03/2018 al 20/05/2018
AutoriMelanie Gilligan, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Jimmie Durham, Rossella Biscotti , Cesare Pietroiusti, Matt Mullican , Rà Di Martino, Diego Perrone, Joan Jonas, Hans Haacke, Yona Friedman , Mario Garcia Torres, Julia Brown, Renée Green
CuratoriLorenzo Benedetti, Annie Ratti, Maddalena Terragni
Generiarte contemporanea, collettiva, moda
Spazio espositivoMUSEO NAZIONALE ROMANO - TERME DI DIOCLEZIANO
IndirizzoViale Enrico De Nicola 79 - Roma - Lazio
EditoreELECTA
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