Due generazioni a confronto. Giuseppe Stampone e Ugo La Pietra a Foligno

Ciac, Foligno ‒ fino al 30 settembre 2018. A Foligno vanno in scena Ugo La Pietra e Giuseppe Stampone, due artisti a confronto che trovano un punto di contatto proprio nella loro diversità.

Ugo La Pietra. Exhibition view at CIAC, Foligno 2018. Photo Emanuele Gurini
Ugo La Pietra. Exhibition view at CIAC, Foligno 2018. Photo Emanuele Gurini

Il Ciac di Foligno ospita una doppia esposizione: Ugo La Pietra (Bussi sul Trino, 1938) con Istruzioni per abitare la città e Giuseppe Stampone (Cluses, 1974) con Perché il cielo è di tutti e la terra no?
Il segreto del successo di questa mostra è celato nella diversità che contraddistingue il modo di vedere il passato e la tradizione artistica dei due artisti.
Da una parte Ugo La Pietra, poliedrico sperimentatore dall’occhio vigile, in grado di cogliere ciò che ai più sembra sfuggire, con le sue opere pregne di quel desiderio di libertà che pervadeva i giovani degli Anni Settanta, bramosi di liberarsi del passato e in grado di elaborare nuove forme d’arte concettuale. Dall’altra parte Giuseppe Stampone, l’intrepido, che invece di liberarsi del passato ne comprende l’importanza e, come un abile fantino, si mette in marcia sulle spalle dei giganti.

Ugo La Pietra. Exhibition view at CIAC, Foligno 2018. Photo Emanuele Gurini
Ugo La Pietra. Exhibition view at CIAC, Foligno 2018. Photo Emanuele Gurini

LA PIETRA

Analizzando i lavori dei due artisti, osserviamo che le opere di Ugo La Pietra mostrano l’iter mentale che l’artista utilizza nello scomporre e ricodificare lo spazio urbano, compresi gli oggetti che lo abitano: cartelli stradali, piloni di cemento, ecc. La Pietra rompe le regole imposte dalla società riguardo al modo di utilizzo di questi oggetti ormai stereotipati e ci sprona, prendendoci per mano, a fare un passo verso un nuovo punto di osservazione dell’universo cittadino, sconvolgendo il nostro punto di vista: è il caso della serie di opere intitolate La città scorre ai miei piedi, dove la città si fa torrente e scorre in piena tra due argini; o la serie di immagini intitolata Riconversione Progettuale, dove oggetti dell’ambiente cittadino vengono trasformati in prodotti di uso domestico.

Giuseppe Stampone. Exhibition view at CIAC, Foligno 2018. Photo Emanuele Gurini
Giuseppe Stampone. Exhibition view at CIAC, Foligno 2018. Photo Emanuele Gurini

STAMPONE

Nelle opere di Giuseppe Stampone, invece, è evidente e forte il desiderio di riappropriazione del tempo: è il caso di Origine du Monde o Spazio Schengen, dove l’artista, attraverso un metodo di conversione analogico personale, recupera immagini dalla Rete e le riproduce manualmente con la penna Bic. Il procedimento lungo e intenso va avanti per mesi, durante i quali Stampone lavora sovrapponendo innumerevoli strati d’inchiostro, cosicché il tempo impiegato nella realizzazione dell’opera possa contrastare l’immediatezza delle immagini virtuali, simbolo della globalizzazione. Ma ad attrarre l’attenzione è anche l’immensa mappa del mondo delle dimensioni di dodici mq, perennemente work in progress, dove vengono recuperati e mostrati tutti i luoghi comuni delle diverse nazioni nel mondo.

Emanuele Gurini

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CuratoriGiacinto Di Pietrantonio , Italo Tomassoni , Giancarlo Partenzi
Generidesign, arte contemporanea, personale
Spazio espositivoCIAC - CENTRO ITALIANO ARTE CONTEMPORANEA
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Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoCIAC - CENTRO ITALIANO ARTE CONTEMPORANEA
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Emanuele Gurini
Emanuele Gurini (Loreto, 1989) è critico d’arte e curatore indipendente. Si occupa prevalentemente di arte e teoria dell’arte e del rapporto che intercorre tra le arti visive e le nuove tecnologie. Tra i suoi interessi, la poesia verbo-visiva e gli scambi tra immagine e parola nella cultura italiana del secondo Novecento.