La Fondazione Sandretto sbarca in Cina. La collezione in mostra al Rockbund Art Museum di Shanghai

Ennesima importante collaborazione internazionale per la fondazione torinese che inaugura una partnership con il Rockbund Art Museum di Shanghai, punto di riferimento per l’arte contemporanea in Cina.

Victor Alimpiev, Deer, 2002, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Victor Alimpiev, Deer, 2002, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo si conferma sempre più attiva in campo internazionale. Dopo l’annuncio dell’apertura della Fundación Sandretto Re Rebaudengo nella Nave 9 del Matadero di Madrid, prevista per la fine del 2019, ed una serie di collaborazioni con prestigiose istituzioni all’estero, la Fondazione si appresta a sbarcare per la prima volta in Cina. Il Rockbund Art Museum di Shanghai ospiterà, infatti, dal 24 marzo al 27 maggio 2018, Walking On The Fade Out Lines una mostra con opere della collezione Sandretto Re Rebaudengo a cura di Larys Frogier e Hsieh Feng-Rong, rispettivamente Direttore e Senior curator del Rockbund Art Museum.

LA PARTNERSHIP

La mostra che inaugurerà il prossimo 24 marzo al Rockbund Art Museum di Shanghai”, racconta ad Artribune Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente dell’omonima fondazione, “nasce da un lungo dialogo tra la Fondazione e il Rockbund Art Museum. Circa tre anni fa Larys Frogier, direttore del museo, venne a trovarmi a Torino e visitò la collezione. Nello stesso anno sono stata invitata a prendere parte alla giuria del premio annuale Hugo Boss Asia Art Award e nell’Advisory board del museo. Dialogando ci siamo resi conto che le “nostre” due istituzioni presentano notevoli affinità, come la volontà di sostenere i giovani artisti, le collaborazioni internazionali, l’interesse nei confronti delle ricerche di critici e curatori e da lì l’idea di creare una piattaforma di scambio è sorta in maniera naturale”. Una partnership annunciata ad ottobre 2016, durante Frieze a Londra per la creazione di una piattaforma culturale che presenterà, nelle due sedi, mostre con opere di artisti orientali e occidentali. Una collaborazione a 360 gradi che si esplicherà per il momento in due mostre, la prima che apre appunto a Shanghai tra qualche giorno, e una mostra a Torino di artisti asiatici che inaugurerà il prossimo 7 giugno ma che prevede anche un progetto futuro, ancora in via di definizione, che coinvolgerà la nuova sede della Fondazione a Madrid.

LA MOSTRA A SHANGHAI

La genesi della mostra è stata molto lunga”, ci racconta Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, “i due curatori del Rockbund Art Museum di Shanghai sono venuti spesso a Torino per visitare la collezione e selezionare, insieme al team curatoriale della Fondazione, le opere da esporre in mostra”. Una scelta laboriosa per un paese dove la censura è ancora forte. In mostra al Rockbund Art Museum (RAM) di Shanghai una piccola selezione di opere – 29 lavori di 23 artisti – esplicativa però del valore della collezione Sandretto Re Rebaudengo sia per la qualità delle opere sia perché gli artisti provengono da tutti i continenti. Il percorso espositivo presenta le opere di Victor Alimpiev, Massimo Bartolini, Vanessa Beecroft, Janet Cardiff e George Bures Miller, Maurizio Cattelan, Damien Hirst, Marine Hugonnier, Hassan Khan, Donghee Koo, Sarah Lucas, Mark Manders, Paul McCarthy, Gabriel Orozco, Paola Pivi, Navin Rawanchaikul, Charles Ray, Yinka Shonibare, Song Tao, Rudolf Stingel, Pae White, Lynette Yiadom-Boakye, Zhang Ruyi.

LA MOSTRA A TORINO

Se l’obiettivo della mostra a Shanghai è quello di presentare al pubblico una sorta di compendio del meglio della collezione Sandretto Re Rebaudengo con opere che spaziano dalle installazioni alla fotografia, dal video alla pittura, l’esposizione Tell me a story: Locality and Narrative che inaugurerà a Torino il prossimo 7 giugno, nasce con finalità diverse. “Gli europei raramente hanno la possibilità di vedere le opere di artisti asiatici contemporanei“, sottolinea la Sandretto Re Rebaudengo. E contemporanei lo sono davvero visto che tra i criteri di selezione c’è il fatto che siano artisti giovani e poco noti in Europa. Non solo opere di artisti cinesi, dunque, ma 12 lavori selezionati di artisti provenienti da tutto il continente asiatico nell’idea di portare per la prima volta a Torino una selezione della giovane arte contemporanea asiatica.

IL ROCKBUND ART MUSEUM DI SHANGHAI

Fondato dal miliardario di Hong Kong Thomas Ou Yaping, il Rockbund Art Museum (RAM) di Shanghai si trova all’interno del distretto di Bund, quartiere alla moda nel cuore della città dove inaugurerà presto una sede anche la galleria parigina Perrotin. Ospitato all’interno di un edificio Art Deco, ristrutturato dall’archi-star David Chipperfield, il museo che è stata inaugurato nel 2010 ed è un punto di riferimento imprescindibile per l’arte contemporanea in Cina. Con un giusto equilibrio tra mostre di artisti locali ed internazionali, il Rockbund Art Museum, oltre all’attività espositiva, è impegnato in programmi curatoriali e di ricerca sia in patria che all’estero.

– Mariacristina Ferraioli

Walking on The Fade Out Lines / 24 marzo – 27 maggio 2018
Rockbund Art Museum, No. 20 Huqiu Road, Shanghai
www.rockbundartmuseum.org

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.