Il gesto codificato. Stefano Caimi a Milano

Galleria Angelo della Pergola 1, Milano – fino al 28 febbraio 2018. Una cornice insolita per i lavori avanguardistici dell’artista milanese Stefano Caimi. “Frammenti di Simbiosi” propone installazioni ingannevoli che indagano il rapporto uomo-tecnologia, mescolando fotografia e coding.

Chi è nato prima? L’uomo o la macchina? Sono queste le domande che ci porremo nel futuro presagito da Stefano Caimi (Merate, 1991). Quasi in disparte, i cinque lavori appesi su una parete di mattoni osservano il pubblico della galleria di design, che apre per la prima volta un dialogo con le arti visive. Con la sua narrativa cibernetica, Caimi ricorda il volto migliore del post-internet: sotto le lastre di vetro si nascondono intere cosmologie in scala di grigi generate da un algoritmo scritto in JAVA. L’artista riprende soggetti immobili o in movimento e fissa dei punti virtuali sui quali i suoni dell’ambiente al momento della ripresa sono stati impressi in forma di linee e cerchi. È l’algoritmo a produrre i negativi, stampati su carta fotografica, che prendono vita solo grazie al fissaggio artigianale con il pennello, apportando effetti di straniamento e leggerezza. Tagli di natura fontaniana equilibrano il tutto, separato dal resto del mondo da un cristallo volutamente specchiante, nel quale il pubblico può riflettere sulla co-evoluzione di macchine programmabili e uomini.

Marco Antelmi

Questo testo è stato realizzato durante il corso di Critical Writing del Biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali NABA – Nuova Accademia di Belle Arti.

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AutoreStefano Caimi
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