Dal testo all’interpretazione. Joseph Kosuth a Pescara

Galleria Vistamare & Clinica Villa Serena di Città Sant’Angelo, Pescara ‒ fino al 2 marzo 2018. Con una mostra personale e un’opera permanente, Joseph Kosuth si appropria delle frasi di due icone della cultura internazionale made in Abruzzo: Ovidio e Gabriele D’Annunzio.

Joseph Kosuth. Maxima Proposito (Ovidio). Galleria Vistamare, Pescara 2017. Courtesy the artist and Vistamare. Photo Filippo Armellin
Joseph Kosuth. Maxima Proposito (Ovidio). Galleria Vistamare, Pescara 2017. Courtesy the artist and Vistamare. Photo Filippo Armellin

Nella galleria Vistamare, ospite della mostra di Joseph Kosuth (Toledo, USA, 1945) intitolata Maxima Proposito (Ovidio), le uniche luci provengono dalle brevi frasi che l’artista prende in prestito da Le Metamorfosi di Ovidio, nato a Sulmona esattamente due millenni fa. Ogni stanza è tinta di un solo colore in cui le scritte rosso rubino, blu cobalto, giallo e viola fluttuano sulle pareti in lingua originale; sotto il testo latino, la traduzione inglese (e non letterale) degli aforismi. Le stanze monocrome sono dei bagni di colore cui la mente tarda ad abituarsi a causa del saturo scarto cromatico e, acquisendo questa temporalità, esplora con meraviglia i molteplici significati di ciascuna frase. Lo scarto fra il testo latino e quello inglese in alcune stringhe appare evidente e il successivo lavoro mentale di traduzione in italiano del singolo visitatore apporta un ulteriore livello di scarto concettuale. Questo il meccanismo tautologico intrinseco all’arte concettuale, che, nella sua apparente immediatezza, crea uno scarto del significato, facendo così trapelare le sottigliezze fenomeniche di ogni significante. Quell’arte concettuale che, secondo la visione di Kosuth, rende superfluo l’intermediario (il critico, il curatore), affidando la “traduzione” a ogni singolo fruitore.

Joseph Kosuth. Maxima Proposito (Ovidio). Galleria Vistamare, Pescara 2017. Courtesy the artist and Vistamare. Photo Filippo Armellin
Joseph Kosuth. Maxima Proposito (Ovidio). Galleria Vistamare, Pescara 2017. Courtesy the artist and Vistamare. Photo Filippo Armellin

PAROLA A D’ANNUNZIO

È tratto da Il fuoco di Gabriele D’Annunzio il testo serigrafato che scorre senza soluzione di continuità sul bordo superiore delle pareti grigie dell’auditorium di Villa Serena, dove trova dimora Un’osservazione grammaticale #10, Pescara, opera permanente di Kosuth. Tagli di luce sul soffitto illuminano le stanze e richiamano la punteggiatura al neon realizzata dall’artista: questa volta a brillare sono solo le pause del testo citato, attraverso le virgole, i punti e gli apostrofi.
All’inaugurazione sono presenti l’artista e Andrea Viliani, che dialogano sul rapporto fra opera, testo e contesto e sull’importanza dell’architettura come arte psicologica, “mental environment” capace di veicolare esteticamente al meglio il concetto. Ed è in questo senso che Kosuth trasforma le stanze di Vistamare rendendole spazi capaci di accogliere le tracce del pubblico che “abita” le frasi di Ovidio: all’artista rimane il compito dell’antropologo che lascia allo spettatore la facoltà di interpretare/tradurre/tradire il testo o l’opera.

Joseph Kosuth, Un’Osservazione Grammaticale #10, Pescara, 2012. Auditorium Villa Serena, Città Sant’Angelo 2017. Photo Francesco Di Cosimo
Joseph Kosuth, Un’Osservazione Grammaticale #10, Pescara, 2012. Auditorium Villa Serena, Città Sant’Angelo 2017. Photo Francesco Di Cosimo

ARTE E TERAPIA

A introdurre e concludere il dialogo fra Kosuth e Viliani è il dottor Sorbi che parla dell’effetto della fruizione artistica all’interno dei luoghi destinati alla cura. Villa Serena si pone in Abruzzo come un unicum che affida all’estetica del luogo pari importanza delle cure della medicina tradizionale destinate ai pazienti. Seguendo i passi delle illuminate università e cliniche americane, Villa Serena si è impegnata a realizzare un percorso alternativo di cura attraverso l’arte: risalgono al 2016 la cappella e l’obitorio realizzati da Ettore Spalletti. Altre opere sono presenti all’interno della clinica, alla portata di tutti i pazienti. Nell’intervento del neuropsichiatra si sottolinea l’importanza delle sale d’attesa ‒ anche qui, la pausa ‒ come luoghi deputati per agire sul paziente che risponde alla fruizione con un minor consumo di antidolorifici.

Martina Lolli

Evento correlato
Nome eventoJoseph Kosuth - Maxima Proposito (Ovidio)
Vernissage25/11/2017 ore 18,30
Duratadal 25/11/2017 al 02/03/2018
AutoreJoseph Kosuth
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoVISTAMARE
IndirizzoLargo Dei Frentani 13 - Pescara - Abruzzo
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Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.