Il silenzio è d’oro. Alla scoperta di Milano con Ferruccio Ascari

Un percorso da fare a piedi o in bicicletta, tre luoghi di culto straordinari per valore storico e artistico. E otto opere per riscoprire angoli preziosi nel cuore della città.

Ferruccio Ascari, 2017
Ferruccio Ascari, 2017

Da bambino Ferruccio Ascari (1949) cadde in un recipiente colmo di acqua bollente, e le gravi scottature riportate ovunque sul corpo lo fecero stare sospeso tra la vita e la morte per diversi giorni. Non è assurdo supporre che questo trovarsi a metà, appeso alla precarietà dell’esistenza, abbia segnato il cammino esistenziale e creativo dell’artista in modo decisivo. Uomo colto e riservato, generoso nella conversazione, Ascari vive e lavora a Milano. Qui, a partire dagli Anni Settanta, ha dato vita a numerosi progetti artistici all’insegna della contaminazione fra arti visive, musica, danza e performance, con un’apertura dialettica e sperimentale nei confronti dei diversi linguaggi dell’arte. Tra molto altro, sua è l’ideazione di arteyoga, un percorso in cui tecniche meditative dello yoga ed espressione creativa si fondono, per giungere a una conoscenza più profonda dello spazio interiore e delle potenzialità individuali.

BRERA PER POCHI

In Silenzio percorriamo insieme Milano, partendo dal Chiostro piccolo di San Simpliciano, attiguo alla Facoltà di Teologia, dove è collocata Luogo presunto, una coreografia immobile in filo di ferro e garza, monumento alla precarietà e al sogno. Se il suono non può rimbalzare su gambe tanto esili, rimane il silenzio. “Qui la garza si trasforma in rete metallica non solo per una ragione di carattere logistico”, spiega Ascari, “l’installazione in questo luogo è infatti esposta alle intemperie, ma anche perché lo spazio in cui l’opera è collocata mi fornisce sempre nuovi spunti per variazioni su di un tema”.

Ferruccio Ascari, Silenzio, Milano 2017
Ferruccio Ascari, Silenzio, Milano 2017

SACRO SINCRETICO

La seconda tappa è la seminascosta chiesa di San Raffaele, quasi dirimpetto allo Straf Bar e inghiottita tra gli strapiombi architettonici e acustici del centro, dove trovano riparo Silenzio, una sorta di sindone minimale, con scritta ricamata in oro e sospesa sulla navata centrale; Amen, trittico pittorico che sintetizza, come un’ibrida professione di fede, iconostasi orientale, affresco duecentesco e arte bizantina; e Logos, ovvero il Verbo con cui apre il Vangelo di Giovanni, un uovo d’oro collocato nel grembo più sacro e inaccessibile della chiesa: il ciborio. Uovo come simbolo di vita e di cosmogonia, ma anche dislocato riferimento a Piero della Francesca.

TRILOGIE

Il tragitto termina e culmina al santuario di San Bernardino alle Ossa, dove il vestibolo del celebre Ossario rivestito di teschi ospita tre traforati Ex-Voto (“tre piccole opere che stabiliscono un rapporto di continuità con il luogo”) e il video Rumore, interpretato da artista e curatrici (Daniela Cristadoro e Matilde Scaramellini), in cui un enigmatico personaggio a piedi nudi, di cui non vediamo mai il volto, percorre il tragitto dall’uno all’altro dei tre luoghi in cui si snoda la mostra. Per poi abbandonare la terra e dissolversi nel nulla.

Margherita Zanoletti

Evento correlato
Nome eventoFerruccio Ascari - Silenzio
Vernissage13/10/2017
Duratadal 13/10/2017 al 01/12/2017
AutoreFerruccio Ascari
CuratoriDaniela Cristadoro , Matilde Scaramellini
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoCHIOSTRI DI SAN SIMPLICIANO - FACOLTA' TEOLOGICA DELL'ITALIA SETTENTRIONALE
IndirizzoVia Dei Cavalieri Del Santo Sepolcro 3 - Milano - Lombardia
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Margherita Zanoletti
Margherita Zanoletti è bibliotecaria presso l’Università Cattolica di Milano e ricercatrice di arte e scrittura moderna e contemporanea. Dottorata presso la University of Sydney, sta collaborando alla prima traduzione italiana di Stradbroke Dreamtime della scrittrice aborigena Oodgeroo Noonuccal, sulla quale ha curato di recente con Francesca Di Blasio il volume We are Going, e a una monografia su Bruno Munari.