Inaugura PostmastersROMA. Nella sede della galleria 1/9unosunove con l’artista Sally Smart

Una mostra, la quinta dedicata all’artista australiana Sally Smart, la collaborazione con la Casa di moda Marni, un progetto che ha viaggiato in Asia, in Europa e negli States. Ma soprattutto l’approdo della galleria newyorkese Postmasters nella Capitale italiana che sceglie però la formula dello spazio pop-up, inaugurando negli spazi della galleria 1/9. Ne abbiamo parlato con la direttrice Paulina Bebecka.

Sally Smart con le sue opere ph. Gregory Lorenzutti
Sally Smart con le sue opere ph. Gregory Lorenzutti

Roma sempre più contemporanea e internazionale. Dopo Gavin Brown e Emanuel Layr, apre finalmente nella Capitale, come già annunciato da Artribune la scorsa primavera, la galleria newyorkese Postmasters Gallery. Ora finalmente quel momento è arrivato e PostmastersROMA inaugura il 20 novembre con una mostra dell’artista Sally Smart, che collabora con la sede di New York da oltre 10 anni. Ma ad accogliere il suo progetto non è uno spazio qualsiasi nel cuore della Capitale, bensì la galleria 1/9unosunove, dentro Palazzo Santacroce a Roma, a pochi passi dallo spazio del collega Lorcan ‘O Neill. Ma perché questa scelta di collaborazione? Ne abbiamo parlato con Paulina Bebecka, in precedenza co-direttore della galleria di New York, oggi alle redini del progetto romano. “Lavoro con la Postmasters gallery fin dal 2006”, ci ha spiegato. “Ora che vivo a Roma, come direttore at large di PostmastersROMA, la mia mission è quella di promuovere 34 anni di storia ed expertise valorizzando lo spirito anticonvenzionale della galleria. Postmasters è sempre stata lungimirante, audace e sperimentale, con una lunga lista di esperienze imprevedibili che hanno messo in discussione lo status quo. Il progetto romano segue questo spirito. Oggi i modi di fare galleria stanno cambiando. Tutti stanno cercando idee differenti e diverse soluzioni. Attraverso le piattaforme le persone sono connesse con successo con il pubblico globale e con l’arte del presente. La richiesta è quella di fare qualcosa di poco ortodosso anche quando si lavora con modelli di business tradizionali”.

Paulina Bebecka
Paulina Bebecka

LA COLLABORAZIONE CON 1/9

Con queste premesse, nasce anche la collaborazione con la galleria romana diretta da Fabio Ianniello. Il progetto italiano di Postmasters si concretizzerà in “un ramo nomade della sede newyorkese, senza una fissa dimora. La mostra inaugurale fa parte del nostro programma a tutti gli effetti e devo dire che il lavoro di Sally Smart è perfetto nel bellissimo spazio di 1/9. Siamo molto felici di collaborare con loro e che abbiano deciso di ospitare la nostra mostra. Ci hanno fatto sentire davvero benvenuti a Roma. Ogni progetto che faremo in futuro sarà realizzato con questo grado di sperimentazione in mente: spazio e location tagliati in maniera sartoriale sull’arte che presenteremo”, continua Paulina che si lascia scappare anche un’altra indiscrezione. Le mostre infatti non si svolgeranno solo in “luoghi d’arte”, ma invaderanno anche situazioni inedite. Le prossime mostre pop-up potrebbero tenersi in una vecchia macelleria, nella parte segreta di un palazzo, in un cortile, tra le rovine, oppure ancora in ufficio o in un teatro. “Vedremo. La città è piena di luoghi incredibili e le possibilità sono infinite. Potremmo anche espanderci oltre Roma, o nei dintorni, con possibili collaborazioni in Europa. È tutta una questione di sensibilizzare, connettere, essere globali”.

 

Sally Smart, Horse Craft (Blue), 2015, Synthetic embroidery thread 
and pins (two parts), 64 x 54 inches (162 x 137 cm)
Sally Smart, Horse Craft (Blue), 2015, Synthetic embroidery thread 
and pins (two parts), 64 x 54 inches (162 x 137 cm)

LA STORIA DI POSTMASTERS

Sono tantissimi gli artisti che sono passati e che ancora collaborano con la storica galleria di New York, dagli italiani Eva e Franco Mattes (0100101110101101.org) e Federico Solmi, assieme a Monica Cook, David Diao, Ernesto Klar, Steve Mumford, Serkan Özkaya, Anton Perich, Sally Smart, Chris Verene. Inaugurata nel 1984 nell’East Village, si è rilocata a SoHo nel 1989 e a Chelsea nel 1998. Del 2013 è l’arrivo a Tribeca. La prima mostra romana presenta una personale di Sally Smart, australiana classe 1960, che lavora sui temi attualissimi di corpo e identità femminili, immersi nel grande scenario della storia. Il progetto per l’opening si intitola The Coreography of Cutting, – dove il taglio assume un significato simbolico molto forte di nascita e morte, creazione e distruzione – nato nel 2015 e ancora in divenire. Dopo un tour che ha toccato Sydney, Adelaide, Londra, Canberra, Jakarta, New York, Melbourne e Yogyakarta, la mostra arriva a Roma con la sua significativa raffigurazione dei Balletti Russi, che diventano, nella pratica della Smart, ricami creati digitalmente tagliando le immagini dei costumi di scena, spesso disegnati da artisti del calibro di Picasso, Sonia Delaunay, Matisse, per fare qualche nome. Il tutto si coniuga con il fare artigiano delle donne indonesiane, che trasformano le sue immagini in morbidi tessuti. Culminando con la collaborazione tra l’artista e la casa di moda Marni, che ha creato una linea per la collezione Prefall 2017 Uomo/Donna, Autunno Inverno 2017, con le immagini della serie di Sally Smart.

Boundary Issues. Galleria 1-9 Unosunove, Roma 2017
La galleria 1/9 in una delle scorse mostre: Boundary Issues, Roma 2017

ROMA LA NUOVA MECCA?

Ma perché Roma? Quali sono le aspettative? “Amo Roma e mi sento incredibilmente ispirata da questa città. Ci piacerebbe presentare artisti che qui non hanno mai fatto delle mostre. Per noi venire qui è una opportunità per creare nuove cose, nuovi modelli e aprire nuovi mercati; così come per gli artisti è l’occasione per ritrovarsi in un contesto inedito. Non tutti hanno bisogno di andare a Londra o ad Hong Kong per espandersi”, spiega sorridendo, la direttrice. “Roma è sempre stato un posto eccezionale, pieno di storia, cultura e arte. Presentare arte contemporanea nel contesto di questa città antica rende l’essere qui meraviglioso. Inoltre, e questo non fa male, sia io che Magda Sawon e Tamas Banovich, fondatori di Postmasters, siamo tutti europei”.

– Santa Nastro

Roma// dal 20 novembre al 2 dicembre 2017

Sally Smart – The Choreography of Cutting
1/9unosunove
Palazzo Santacroce
Via degli Specchi, 20, Roma

www.postmastersart.com

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.