Genius Loci, ecco il progetto artistico del duo TTOZOI pensato per i siti Unesco italiani

Partirà il prossimo 14 novembre presso la Reggia di Caserta la serie di interventi site specific che indagherà il rapporto tra arte contemporanea e il “genius” dei luoghi storici. Attraverso una tecnica d’eccezione: la proliferazione delle muffe sulla juta.

Reggia di Caserta
Reggia di Caserta

È un’indagine sulla natura dei luoghi storici condotta attraverso la peculiarità dei linguaggi dell’arte contemporanea Genius Loci, il progetto realizzato dal duo di artisti TTOZOI, curato da Gianluca Marziani e patrocinato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che si svilupperà in più tappe, coinvolgendo, nell’ordine, la Reggia di Caserta (dal 14 novembre), il Parco Archeologico di Pompei (9 e 10 dicembre) e il Colosseo a Roma (gennaio 2018).

Gianluca Marziani e TTOZOI
Gianluca Marziani e TTOZOI

ARTE CONTEMPORANEA E “GENIUS LOCI”

Genius Loci, ideato da Stefano Forgione (Avellino, 1969) e Giuseppe Rossi (Napoli, 1972) del duo TTOZOI, nasce dall’idea di realizzare opere d’arte direttamente in luoghi storici prescelti, attraverso la tecnica della proliferazione naturale di muffe su juta, con interventi pittorici successivi. In che modo quindi si innesca il rapporto tra l’opera d’arte e il luogo prescelto per la sua creazione? Proponendo in chiave contemporanea una rilettura delle opere che anticamente venivano realizzate “su commissione” per cattedrali e palazzi nobiliari – una sorta di opere site specific ante litteram – Forgione e Rossi realizzano i loro lavori “sul posto”: il processo naturale delle muffe, utilizzato come medium artistico, risulta fortemente influenzato dalle caratteristiche microclimatiche del luogo di esecuzione. Le opere, così, riescono a “catturare” l’anima del luogo, trasferendo sulla tela la memoria del sito, il genius che in esso è custodito.

TTozoi, Senza Titolo, cm 90X90, tecnica mista su tela di juta e muffa, 2014
TTozoi, Senza Titolo, cm 90X90, tecnica mista su tela di juta e muffa, 2014

IL PROCESSO NATURALE E ARTISTICO DEI TTOZOI

Nello specifico, i TTOZOI collocano sulla juta materie organiche (farine di vario tipo), acqua e pigmenti naturali, per poi riporre la tela all’interno di una teca chiusa, La particolari condizioni che si vengono a creare all’interno della teca favoriscono la proliferazione di muffe che, nutrendosi della sola parte organica, interagiscono con l’opera secondo uno schema ignoto e apparentemente caotico. Monitorando la progressione delle spore, gli artisti decidono di intervenire interrompendo il processo solo quando il risultato appaga il loro gusto estetico. A questo punto le tele vengono pulite, lasciando visibile solo le tracce del passaggio della natura sviluppatosi sulla tela. Il tutto viene poi fissato con delle resine utilizzate al solo scopo protettivo, senza alterare la “naturalità” del risultato.

IL LEGAME TRA ARTE E NATURA

“La muffa diventa puro codice linguistico, un applicativo biologico che conduce la pittura al punto limite delle sue possibili mutazioni”, spiega il curatore Gianluca Marziani. “La grammatica dei TTOZOI rigenera i modelli archetipici di Calzolari e Penone, riportando l’orbita iconografica nei perimetri evolutivi del quadro. L’azione naturale non si disperde ma avviene su superfici circoscritte, sotto il controllo dello spazio d’azione. Un evento tra casualità e controllo che radicalizza il legame tra Arte e Natura, rendendo la biologia un fenomeno elaborativo e partecipativo. Una dialettica viva che porta il fattore creativo nel cuore pulsante del ciclo naturale”. Dall’1 al 31 luglio 2018 è prevista una mostra personale del duo all’interno della Reggia di Caserta. Una seconda mostra si terrà, infine, in una sede museale capitolina, dove saranno esposte le opere realizzate alla Reggia, al Parco Archeologico di Pompei e al Colosseo.

– Desirée Maida

 

 

Dati correlati
Spazio espositivoREGGIA DI CASERTA
IndirizzoVia Douhet 22 - Caserta - Campania
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.