Annunciati a Düsseldorf i vincitori del premio “Blooom Award” promosso dalla birra Warsteiner

Annunciati durante la fiera Art Düsseldorf i vincitori del premio internazionale di arti visive promosso dalla birra Warsteiner per sostenere gli artisti emergenti. E tra i dieci finalisti c’era anche l’italiano Antonio Guiotto.

One year of Spam (Antonio Guiotto)
One year of Spam (Antonio Guiotto)

I premi per i giovani artisti rappresentano sempre di più una strada per entrare nel sistema dell’arte o per far conoscere il proprio lavoro. Spesso sono un’opportunità importante anche dal punto di vista economico per poter produrre nuovi lavori. Con le 2.300 adesioni arrivate da 90 paesi il Blooom Award, il premio internazionale per le arti visive sostenuto dalla birra Warsteiner, si conferma anche in questa ottava edizione come uno dei premi più ambiti. Il premio, finanziato dalla marca di birra tedesca Warsteiner che è tra le più importanti del mondo, offre a giovani artisti, designer, fotografi provenienti da tutto il mondo tre riconoscimenti che hanno da un lato uno scopo formativo e dall’altro permettono ai vincitori di mostrare il proprio lavoro all’interno della fiera Art Düsseldorf. E tra i dieci finalisti è stato selezionato anche un italiano.

I VINCITORI

I vincitori sono stati annunciati durante Art Düsseldorf, la fiera d’arte contemporanea che si è svolta nella città tedesca dal 17 al 19 novembre 2017. Il primo classificato è l’americano Julian Harper che ha vinto con il video It’s Getting Hot In This Cosby Sweater, in cui indaga gli aspetti razziali nelle relazioni tra gli esseri umani, un programma di formazione di un anno e un viaggio ad Art Basel Miami o all’Art Basel Hong Kong. Il secondo classificato è, invece, l’artista pakistana Arshia Sohail premiata per l’installazione Freedom con una mostra personale in una galleria e un viaggio all’Art Paris Art Fair. Il terzo classificato, infine, è l’artista cinese Yun- Ling Chen che trascorrerà la giornata con un esperto d’arte. I vincitori sono stati scelti da una giuria composta da sei membri: Catharina Cramer, proprietaria e Director Warsteiner, Yasha Young, direttore e curatore del museo di Berlino “Urban Nation”, Walter Gehlen, co-direttore dell’Art Dusseldorf e Blooom Fair, Stephan Berg, Direttore del Kunstmuseum di Bonn, Alain Bieber, Direttore di NRW-Forum e Uwe Flade, regista di video musicali.

IL FINALISTA ITALIANO

Tra i 10 finalisti del Blooom Award è stato selezionato quest’anno anche l’italiano Antonio Guiotto (Padova, 1978) con un lavoro che mette in discussione l’iperproduzione di informazioni che paradossalmente genera una mancanza di conoscenza generalizzata. Per la sua opera l’artista padovano ha prima archiviato le 1300 mail di spam che la sua casella di posta che ricevuto in un anno per poi raccoglierle in 270 pagine word e stamparle su 12 fogli. Questa marea di informazioni generalmente considerate spam si trasformano in qualcos’altro. L’ispirazione di quest’opera” racconta Guiotto, “nasce da un concetto di stratificazione, applicato a qualcosa che la gente considera spazzatura e, grazie a questa trasformazione, è diventato qualcosa di bello. Da diverso tempo lavoro sul concetto di stratificazione: noi siamo il ‘risultato’, la somma delle esperienze di vita, dei libri letti, delle persone incontrate, della musica ascoltata, dei film visti e… sì, anche delle mail spam che riceviamo! Ho pensato, infatti, a questa opera quando il giorno del mio compleanno, ero piuttosto frustato e triste perché nella mia posta elettronica non avevo nessuna buona notizia, solo 3 mail da amici e 27 email di spam, ho deciso di cambiare questa percezione”.

   Mariacristina Ferraioli

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.