Al Museo Christian Andersen di Roma in mostra i “fantasmi” di Massimiliano Alioto

L’artista Massimiliano Alioto si confronta con le opere dello scultore e pittore norvegese Hendrik Christian Andersen in una mostra nel museo romano a lui dedicato sospesa tra sogno e memoria, ricostruzione filologica e immaginazione.

Alioto, Ghost town
Alioto, Ghost town

I fenomeni paranormali ci affascinano da sempre. E anche se viviamo in un’epoca ipertecnologica dominata dalle grandi scoperte scientifiche, nessuno è mai riuscito a sconfessare le presenze che si materializzano non di rado nelle diverse parti del mondo. Esistono i fantasmi oppure no? Molti diranno di no, altri continueranno a cercare la conferma della loro esistenza. Il 24 novembre aprirà al Museo Christian Andersen di Roma la mostra “Ghosts?” di Massimiliano Alioto (Brindisi 1972), in collaborazione con M77 Gallery, nella quale l’artista si confronterà con le “presenze” della famiglia dello scultore e pittore norvegese Hendrik Christian Andersen (Bergen, 1872 – Roma, 1940), nato esattamente cento anni prima di lui.

LA MOSTRA

L’esposizione, curata da Gabriele Simongini, raccoglie le opere della serie “Ghost Town”, realizzate appositamente per la Villa Helene a Roma, la casa atelier di Andersen, un luogo appartato e ricco di suggestione. Tramite 33 quadri, 8 disegni e un’istallazione Alioto ci porterà alla scoperta della presenza spirituale di Hendrik Andersen, della sua vita artistica e dell’idea utopistica di una “Città Mondiale” destinata a essere un laboratorio internazionale dell’arte e della cultura. Saranno “evocati” anche i famigliari dello scultore: la madre, i fratelli e la sorella adottiva Lucia Lice dipinta come un vero fantasma, con il volto nascosto dietro a forme astratte simili alle larghe sgocciolature dei colori primari. È proprio nei ritratti di Alioto, alcuni realizzati ad olio, altri a matita, si sente il richiamo da un lato dei personaggi dipinti da Francis Bacon e dall’altro delle cosiddette fotografie “spiritiche” prodotte dai medium durante le sedute medianiche dell’Ottocento. La mostra “Ghosts?” intende suggerire l’esistenza di una realtà parallela e delle manifestazioni soprannaturali. I quadri di Alioto creano un’atmosfera mistica e nebulosa, quasi “dell’altro mondo”. Gli enigmatici paesaggi, privi della presenza umana, sembrano sospesi in un’aria umida, ma bella nei suoi contrasti, come se fosse appena passato un temporale.  

IL PROGETTO UTOPICO DI ANDERSEN

Tutto il progetto parte naturalmente dall’opera di Andersen che ha lavorato tutta la vita al progetto di una perfetta “Città-Mondiale“, colma d’arte, che avrebbe motivato l’umanità a perseguire uno stato quasi utopico.Ghost Town è nata dal sopralluogo che ho fatto intorno al perimetro dell’area preposta alla costruzione della città mondiale di Hendrik Andersen che era dove oggi si trova l’aeroporto di Fiumicino”, ci racconta Alioto, “Sono stato invitato dal curatore Gabriele Simongini e dalla direzione del museo ad interagire con l’opera e il sogno utopico di Andersen. Guardando il progetto esposto nel museo della planimetria di questa città mi è venuta subito la voglia di andare a curiosare là dove sarebbe dovuta sorgere la città mondiale. Oggi appunto troviamo l’aeroporto e tutta la campagna intorno. Ho dipinto quella campagna e nella mia ricerca pittorica ho tentato di coprirla giocando con la scomposizione della luce ovvero con l’uso dei colori primari immaginando una sorta di varco spazio-temporale per unire idealmente le sculture di Andersen che si trovano al piano terra del museo (e che erano state scolpite per arredare la città mondiale) con il paesaggio odierno di quel luogo. Con lo stesso intento ho concepito l’installazione nella sala delle sculture circondandole da strisce colorate dei colori primari appunto immaginando di aprire lo stesso varco spazio-temporale, quasi come un teletrasporto a basso costo, catapultandole concettualmente nelle mie tele. Non a caso, infatti, ho intitolato l’installazione “Utopia”.

– Anita Kwestorowska

Massimiliano Alioto “Ghost?” / 24 novembre 2017 – 4 febbraio 2018
Museo Hendrik Christian Andersen
Via Pasquale Stanislao Mancini, 20, 00196 Roma

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Anita Kwestorowska
Anita Kwestorowska, nata a Danzica, è giornalista dal 2007 iscritta nell’albo internazionale European Federation of Journalists IFJ a Bruxelles e dal 2005 nell’albo nazionale polacco SDP a Varsavia. Specializzata nei settori arte, moda e società, ha studiato filologia polacca presso l’Università Statale di Varsavia e storia dell’arte all’Università la Sapienza di Roma. In Polonia ha lavorato come annunciatrice nella televisione satellitare e come assistente al conduttore nella televisione nazionale polacca TVP. Ha fatto parte dell’ufficio stampa del Teatro dell’Opera di Varsavia. A Roma ha collaborato come corrispondente con le più importanti riviste d’arte in Polonia e ha gestito la rubrica culturale del mensile polacco in Italia “Nasz Swiat”. Attualmente scrive per il primo giornale polacco “Gazeta Wyborcza” e il mensile d’arte contemporanea “ARTeon”.