Alla fiera ArtVerona 82.500 euro per l’arte contemporanea. L’intervista a Giorgio Fasol

Abbiamo fatto il punto con il collezionista Giorgio Fasol sull’impegno del Gruppo Privato d’Acquisto, che quest’anno investirà ad ArtVerona ben 50.000 euro, raccolti grazie ai soci, collezionisti e imprenditori. Le opere andranno alla Galleria Civica di Modena.

Giorgio Fasol
Giorgio Fasol

È nato nel 2015 il Fondo Privato Acquisizioni, oggi Gruppo Privato d’Acquisto per l’arte contemporanea di ArtVerona. Alla prima edizione guidata da Adriana Polveroni, il Gruppo, ideato dal Comitato d’indirizzo della fiera e nato durante il “periodo Andrea Bruciati”, ex direttore della manifestazione, compie due anni. Che saranno festeggiati con un investimento nel 2017 di 50.000 euro (salito successivamente a 82,500 euro), che potrebbe aumentare qualora entrassero a far parte del progetto ulteriori collezionisti e imprenditori. L’obiettivo è quello di sostenere, attraverso le quote versate da soci e sostenitori, il sistema dell’arte italiano, con una predilezione per i giovani. Ma anche creare borse di studio, residenze, organizzare esposizioni e progetti, acquisire opere. Un impegno ambizioso, cui si aggiunge il desiderio di promuovere l’arte italiana all’estero. In occasione di ArtVerona il Gruppo acquisirà opere per il valore indicato. I lavori saranno selezionati dal Comitato Scientifico composto dai collezionisti Mauro De Iorio, Giorgio Fasol, Lorenzo Lomonaco, Cristiano Seganfreddo e Francesco Taurisano e presieduto da Gianfranco Maraniello, direttore del Mart – Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

ArtVerona
ArtVerona

Giorgio Fasol, come nasce questa idea? Da quali presupposti e da quali esigenze?

Si tratta di un’iniziativa che si fonda sui migliori presupposti perché trae spunto dalla passione, la stessa che ogni giorno accende gli animi dei collezionisti e degli imprenditori che perseguiranno insieme a noi questa avventura. Ci siamo rivolti infatti non solo a collezionisti, ma anche a imprenditori, convinti che la componente creativa ricopra un ruolo centrale nello sviluppo competitivo del nostro Paese in un rapporto tra tessuto socio-culturale e sistema imprenditoriale di reciproca e fertile influenza.

Come lavorerà il Comitato Scientifico e quali saranno le prime azioni?

Scoprire nuovi giovani talenti artistici; supportare la loro attività mediante acquisti; valorizzare il loro operato mediante mostre, eventi, prestiti; promuovere a livello internazionale il sistema dell’arte italiano, questi sono i nostri principali obiettivi.

Dal tuo punto di vista di collezionista qual è lo stato della giovane arte italiana?

In questo momento abbastanza buono; è certo che le nuove leve vanno sostenute con incentivi e favorendo occasioni di visibilità internazionale. E questo vale per tutto il sistema dell’arte che deve avere delle relazioni che facilitino tali operazioni. Il collezionista si deve adoperare per prestiti mirati, promuovere mostre. In questo ultimo mese ad esempio, io mi sono esposto per favorire l’incontro di quattro giovani artisti di talento con gallerie di ricerca che potrebbero affiancarli. In tal senso, il ruolo del collezionista diventa centrale, nevralgico, attivo.

Quali azioni il pubblico e il privato dovrebbero intraprendere per promuovere i nostri giovani in Italia e all’estero?

Sia dal punto di vista pubblico che privato va incentivato, ça va sans dire, l’acquisto delle opere. Sempre di più il collezionista dovrà supportare l’attività dell’artista finanziando fin dall’inizio l’opera, con una forma di nuovo mecenatismo. Tornando a scommettere sugli artisti, commissionando loro progettualità, contro l’attuale sistema dell’arte che legge solo l’investimento, puntando sulla cultura e sulla ricerca.

L’arte ha bisogno dell’impresa o viceversa?

Io credo che nel privato, l’impresa abbia bisogno dell’arte per aprire gli orizzonti, progredire, essere davvero competitiva; e che d’altro canto l’arte cerchi nelle imprese quella linfa che ahimè il pubblico in questo momento stenta ad avere.

La Galleria Civica di Modena
La Galleria Civica di Modena

E il settore pubblico?

Ma il pubblico può favorire l’arte, ridisegnando una nuova fiscalità, tutta da rivedere. Una necessità prioritaria, che preveda l’abbattimento dell’IVA per gli acquisti in arte e per i giovani artisti under 35, ad esempio.

Santa Nastro

www.artverona.it

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.