Da Venezia a Buenos Aires. Cecilia Alemani racconta come sarà la sua Art Basel Cities

A una settimana dalla nomina di direttore artistico di Art Basel Cities Buenos Aires, la curatrice italiana svela ad Artribune le prime anticipazioni sul progetto di valorizzazione culturale che nel 2018 lancerà la città argentina sulla scena culturale internazionale. Con un primo obiettivo: promuovere gli artisti emergenti locali.

Cecilia Alemani. Photo Marco De Scalzi
Cecilia Alemani. Photo Marco De Scalzi

C’è una considerevole componente italiana in Art Basel Cities, la divisione progettuale promossa dal colosso fieristico Art Basel che ha come scopo la creazione di partnership con tutte quelle città che vogliono sviluppare progetti culturali di risonanza internazionale, offrendo loro un supporto in termini di organizzazione, network e contatti. Con questa iniziativa, la fiera nata in Svizzera e successivamente sviluppatasi sulle piazze di Miami e Hong Kong, amplia la sua area di interesse, proponendosi come soggetto che produce eventi culturali su larga scala, lavorando a stretto contatto con amministrazioni e istituzioni di città di tutto il mondo. Come annunciato nel 2016, Buenos Aires sarà la prima città che entrerà a dare l’avvio al progetto, con la creazione di un programma finalizzato al potenziamento e alla valorizzazione delle risorse culturali della capitale argentina che verrà diretto dalla curatrice italiana Cecilia Alemani. Arte Basel Cities: Buenos Aires inaugurerà ufficialmente nel settembre 2018, con una settimana di appuntamenti culturali diffusi.

Buenos Aires
Buenos Aires

SOSTENERE GLI ECOSISTEMI CULTURALI

Negli ultimi mesi del 2017, la partnership si concentrerà sulla fornitura di un sostegno strutturale alla comunità artistica locale, con iniziative volte a facilitare le collaborazioni professionali, a catalizzare il sostegno a progetti culturali e a rafforzare l’arte del territorio. Art Basel Cities: Buenos Aires sarà presentato dal 2 al 5 novembre 2017 con l’apertura della Art Basel Cities House, quartier generale dell’iniziativa che ospiterà una serie di eventi, workshop e talk che si svolgeranno durante tutto l’anno, aperti ai partner locali che potranno così documentarsi sui programmi futuri. Inoltre, Buenos Aires accoglierà una delegazione di collezionisti, curatori e direttori di musei e spazi senza scopo di lucro provenienti da tutto il mondo, favorendo così i contatti e il confronto tra la scena artistica locale e quella internazionale.

Cecilia Alemani - photo Marco De Scalzi
Cecilia Alemani – photo Marco De Scalzi

IL DIRETTORE ARTISTICO CECILIA ALEMANI E I PROTAGONISTI DEL PROGETTO

Oltre a questi progetti a lungo termine, Art Basel e la città di Buenos Aires lanceranno, dall’11 al 16 settembre 2018, una settimana “ad arte”, diretta da Cecilia Alemani, curatore del Padiglione italiano alla Biennale di Venezia 2017, con il quale ha risollevato le sorti della presenza dello Stivale in Laguna, direttore artistico di High Line Art a New York e curatore della sezione no profit di Frieze NY. Mesi intensi, dunque, per la curatrice originaria di Milano, sposata con un’altra star della curatela come Massimiliano Gioni, che lavorerà a stretto contatto con i partner culturali di Buenos Aires, città che negli ultimi tempi sta provando a farsi strada nel trovare il suo posto nel panorama culturale internazionale, consapevole del suo potenziale ma anche delle sfide da dover affrontare: “Penso che le sfide corrispondano in questo caso ai motivi di interesse”, spiega ad Artribune Cecilia Alemani. “Si tratta di una città il cui panorama artistico è ricchissimo, in cui ci sono istituzioni importanti, ed è soprattutto una città che va ben oltre l’interesse puramente artistico. Allo stesso modo, forse per la sua posizione geografica, è una città che non è sempre tra le mete dei circuiti dell’arte contemporanea. Per me Buenos Aires è una città misteriosa, ricca di storia e di cultura, ma anche di segreti e di storie difficili da categorizzare. Mi piace pensare a come Borges definisse Buenos Aires: ‘ho da sempre la sensazione che ci sia qualcosa che mi piaccia a Buenos Aires. Mi piace talmente tanto che non mi piace che piaccia ad altre persone’”.

FOCUS SUI TALENTI EMERGENTI

La Alemani, inoltre, anticipa quali saranno le linee generali che seguirà per la realizzazione del programma della manifestazione che si svolgerà il prossimo anno: “il programma è ancora da definire, ma consisterà in una settimana di full immersion nella scena artistica argentina. Ci saranno progetti di arte pubblica in città, e il mio obiettivo è quello di lavorare con i tanti artisti emergenti che vivono ancora a Buenos Aires. Mi interessano le sinergie e i rimandi che si possono tessere tra la scena locale e quella internazionale, ma anche con la storia della città e l’architettura di alcuni dei suoi quartieri. Spero che i visitatori locali e internazionali possano vedere Buenos Aires con occhi nuovi, e scoprire nuovi luoghi raccontati dagli artisti”.

– Desirée Maida

Buenos Aires // dall’11 al 16 settembre 2018
Art Basel Cities: Buenos Aires
Sedi varie
www.artbasel.com

CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.