A Stoccolma vanno in scena gli Absolut Art Award 2017. Vincono Anne Imhof e Huey Copeland

Dalla metà degli anni Ottanta, Absolut sostiene attivamente artisti contemporanei, grazie a un premio consistente e alla commissione di numerosi progetti ambiziosi. I vincitori dell’edizione 2017 dell’Absolut Art Award sono l’artista tedesca Anne Imhof, nella categoria Art Work e lo storico dell’arte, critico e curatore americano Huey Copeland nella sezione Art Writing. Siamo andati per voi alla premiazione e alla cena di Gala che si tengono a Stoccolma nell’ambito dell’Absolut Art Award Weekend. In anteprima le immagini.

Eliza Douglas in Anne Imhof, Angst II, 2016 © Photo Nadine Fraczkowski, Courtesy the artist, Galerie Buchholz, and Galerie Isabella Bortolozzi
Eliza Douglas in Anne Imhof, Angst II, 2016 © Photo Nadine Fraczkowski, Courtesy the artist, Galerie Buchholz, and Galerie Isabella Bortolozzi

Era il 1985 quando Andy Warhol venne invitato a creare una serie di pubblicità ispirandosi all’iconica bottiglia del marchio Absolut e a dare il via all’Absolut Art Collection. A lui, nel corso degli anni, si sono aggiunti numerosi altri artisti — più di 550 per oltre 850 progetti commissionati — tra cui Keith Haring, Damien Hirst e Louise Bourgeois che hanno contribuito ad arricchire la collezione. Per celebrare i trent’anni di collaborazione tra Absolut e l’arte è nato nel 2009 l’Absolut Art Award, vinto nella prima edizione da Keren Cytter. Per dOCUMENTA (13) Absolut ha supportato il “The Maybe Center for Conviviality”, piattaforma di discussione, incontri e performance che si sono svolti per tutti i 100 giorni di durata della manifestazione, e l’Absolut Maybe Bar, struttura progettata dagli artisti Ryan Gander e Mario Garcia Torres presso la Ständehaus, edificio storico in stile neorinascimentale. Spinti da un “profondo interesse per la mixologia”, i due artisti hanno invitato altrettanti colleghi a proporre alcuni cocktail, dal Beetle Juice di Pierre Huyghe che includeva un’ape morta essiccata a quello provocatorio e volutamente imbevibile di David Shrigley che era composto da “urina proveniente da 2 sorgenti”. Absolut sostiene inoltre la serie “Conversations” ad Art Basel e ha varie partnership con fiere e istituzioni tra cui Art Dubai e Palais de Tokyo di Parigi.

ABSOLUT ART AWARD

Dopo aver conquistato quest’anno il Leone d’oro alla Biennale di Venezia in veste di artista rappresentante del padiglione tedesco ed essersi aggiudicata nel 2015 il prestigioso Preis der Nationalgalerie, Anne Imhof (Gießen, Germania, 1978) vince l’Absolut Award 2017 per la sezione Art Work. Un premio consistente che prevede oltre a uno “stipendio” di 20mila euro, 100mila euro per la realizzazione di un progetto. L’artista produrrà un nuovo lavoro che si svilupperà nel deserto di sale nella Death Valley in California. La performance e la partitura musicale prodotte per questo progetto diventeranno materiale per la realizzazione di un film.
È invece lo storico dell’arte, critico e curatore americano, Huey Copeland ad aggiudicarsi l’Absolut Award nella categoria Art Writing. Lui riceverà uno stipendio di 20mila euro e 25mila euro per la produzione di una nuova pubblicazione d’arte in collaborazione con una casa editrice internazionale. Copeland ha proposto un libro dal titolo Touched by the Mother, raccolta di saggi che investigano l’arte contemporanea americana e i suoi metodi negli ultimi cinquant’anni e una lettura “dal punto di vista di un autore gay di colore”. Saskia Neuman, Global Art Manager di Absolut, ha così commentato: “Daniel Birnbaum, presidente della giuria, insieme agli altri membri del comitato hanno selezionato i vincitori tra un gruppo incredibile di partecipanti. Siamo entusiasti di collaborare con gli artisti ed eccitati nell’aiutarli a realizzare i loro progetti nei prossimi mesi”. Daniel Birnbaum è il direttore del Moderna Museet di Stoccolma dal 2010. I membri della giuria di questa edizione del premio sono: Simon Castets, Elena Filipovic, Polly Staple e Jack Bankowsky.

ABSOLUT ART BAR

Oltre al premio, Absolut ha realizzato in collaborazione con artisti internazionali una serie di Bar temporanei site-specific. Il primo a collaborare è stato Jeremy Shaw con il suo Kirlian presentato al Volkshaus di Basilea durante la fiera nel 2012. Tra i più recenti: João Vasco Paiva ad Hong Kong quest’anno, Seth Troxler e RUN ad Ibiza (2016), Clemens Behr alla Berliner Liste (2016), IIja Karilampi durante l’Absolut Art Award Weekend a Stoccolma (2015). In occasione della celebrazione dei vincitori dell’Absolut Art Award 2017 (che si tiene oggi, 23 settembre 2017, a Stoccolma), il collettivo svedese Studio Barnhus, etichetta musicale fondata nel 2010 dai produttori e DJ Axel Boman, Petter Nordkvist e Kornél Kovács, ha creato un Art Bar “immersivo” dal titolo Mareld, che sta per bioluminescenza. Collocata nel cuore della città di Stoccolma l’installazione site-specific sarà animata dalle immagini dell’artista e illustratore Leo Hallin, da un programma di musica live di Sophia Kennedy e Erobique. Nell’Art Bar Mareld vi sarà anche una selezione di cocktail d’artista creati dallo Studio Barnhus ispirati alle foreste svedesi.

COSA VEDERE A STOCCOLMA

La città, costruita su ben 14 diverse isole — l’intero arcipelago ne comprende 30mila — ha un’offerta artistica e culturale di grande qualità. Tra i musei, le istituzioni e le fondazioni private da non perdere: Moderna Museet, Bonniers Konsthall, Index. Molte anche le gallerie private, alcune delle quali, tra cui Nordenhake e Andréhn/Schipchenko sono concentrate lungo la via Hudiksvallsgatan.

Daniele Perra

www.absolut.com/se/news/articles/absolut-art-award-2017/

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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per i media e la comunicazione. Editorialista e responsabile della copertina di “ARTRIBUNE”, collabora con “GQ Italia” “GQ.com”, "SOLAR". È consulente strategico per la comunicazione della FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE e docente di Contemporary Art e Visual Culture allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". Ha lavorato come Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall, Svezia, e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary di Vienna. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e allo IED e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano (2004-2005). È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano”.