Milano e la Mala. In arrivo a Palazzo Morando una mostra sulla storia criminale della città

Sarà inaugurata a novembre a Palazzo Morando una mostra che ripercorre la storia delle vicende malavitose del capoluogo lombardo che hanno attraversato la seconda metà del Novecento, dalla rapina di via Osoppo al temuto Renato Vallanzasca

Beppe Piroddi e Odile Rodin, Festa al Number One, Milano, 1968, Archivi Farabola
Beppe Piroddi e Odile Rodin, Festa al Number One, Milano, 1968, Archivi Farabola

Ci sono tanti modi per raccontare la storia di una città, attraverso le tradizioni, i costumi, le opere d’arte e persino attraverso la cronaca nera. Questo è il caso di Milano e la Mala. Storia criminale della città dalla rapina di via Osoppo a Vallanzasca, la mostra a cura di Stefano Galli che inaugurerà il prossimo 9 novembre a Palazzo Morando a Milano. 140 immagini d’epoca, video, documenti, reperti, periodici e quotidiani documenteranno la storia della criminalità nel capoluogo lombardo dagli anni Quaranta alla seconda metà degli anni Ottanta, raccontando dei primi gruppi improvvisati dell’immediato dopoguerra fino all’affermazione delle più sofisticate strategie malavitose, attraverso le imprese più clamorose e i profili dei suoi personaggi più importanti, dai protagonisti della rapina di via Osoppo a Luciano Lutring, da Francis Turatello a Renato Vallanzasca.

Renato Vallanzasca, 1979, Arresto Roma, Archivi Farabola
Renato Vallanzasca, 1979, Arresto Roma, Archivi Farabola

LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E I NOMI CELEBRI DELLA MALAVITA

Il percorso espositivo, ordinato cronologicamente, prenderà avvio dalla fine della seconda guerra mondiale e si dipanerà attraverso la famosa rapina di via Osoppo del 1958, definita “il colpo del secolo”: l’assalto di sette uomini a un portavalori che si impossessò di un bottino di oltre 614 milioni di lire senza neppure sparare un colpo.  L’episodio rappresentò l’apice della Ligera, una forma di delinquenza tutta milanese che ebbe origine già nel XIX secolo, composta da piccoli gruppi di criminali e spesso “romanticamente” ricordata anche nelle canzoni popolari. Negli anni 1960-1980, sarà la volta di una nuova forma di criminalità, strutturata in gruppi omogenei e diretta al controllo del gioco d’azzardo, della prostituzione e del traffico degli stupefacenti. Tra i protagonisti di questa stagione troviamo nomi del calibro di Francis Turatello, Angelo Epaminonda e Renato Vallanzasca, per citare quelli che sono passati alla storia.

I LUOGHI DELLA MALAVITA MILANESE

A questa temperie storica fa da sfondo Milano, una città in quei decenni in piena evoluzione a seguito del boom economico. La Milano della Mala è una città che vive anche di notte nelle bische, nei night club, nei circoli privati, tutte atmosfere che saranno evocate nella mostra, e che riporteranno alla luce i quartieri della criminalità di allora: il Giambellino, l’Isola, la casba di via Conca del Naviglio e il Ticinese. L’esposizione si chiuderà idealmente con la sezione dedicata a Renato Vallanzasca, il bandito della Comasina, ultimo rappresentante di una malavita milanese che dai primi anni ottanta lascerà il passo a nuove e più cruente forme di criminalità.

– Desirée Maida

Milano e la Mala. Storia criminale della città dalla rapina di via Osoppo a Vallanzasca
A cura di Stefano Galli
Dal 9 novembre 2017 all’11 febbraio 2018
Milano, Palazzo Morando
www.mostramalamilano.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.