“Arte ribelle”. Una grande mostra in arrivo a Milano racconta i moti del Sessantotto

Inaugurerà il prossimo ottobre a Milano una mostra dedicata ai moti di protesta che tra gli anni Sessanta e i Settanta cambiarono l’assetto sociopolitico di molti paesi del mondo. Vincenzo Agnetti, Mario Schifano, Gianni Pettena ed Emilio Isgrò sono alcuni degli artisti coinvolti nell’esposizione, un excursus che indaga i linguaggi artistici di quegli anni “prestati” alla propaganda politica

Ercole Pignatelli, Doppioni, 1966, olio su tela, 80x90. Ph. Fabrizio Stipari
Ercole Pignatelli, Doppioni, 1966, olio su tela, 80x90. Ph. Fabrizio Stipari

Non è stato solo un movimento di protesta, ma un momento storico epocale che ha lasciato un segno indelebile dell’assetto della politica, della società e del costume contemporanei in tutto il mondo. A quello che è passato alla storia come “Sessantotto”, oggi la Galleria del Credito Valtellinese di Milano dedica una grande mostra, che si propone di indagare tutte quelle espressioni artistiche che in Italia si sono chiaramente ispirate alla protesta politica, alla speranza rivoluzionaria, alle spinte libertarie, e che si sono sviluppate a partire dal 1965 con le prime proteste per la guerra del Vietnam, per proseguire poi almeno sino alla metà degli anni Settanta.

IL RACCONTO DI UN’EPOCA DI GRANDI CAMBIAMENTI SOCIALI

Arte ribelle. 1968-1978 Artisti e gruppi dal Sessantotto è il titolo della mostra che inaugurerà il prossimo 12 ottobre nel capoluogo lombardo, un’esposizione ideata da Marco Meneguzzo e curata da Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra che analizza i linguaggi artistici degli anni Sessanta “prestati” alla propaganda politica, mettendo a confronto i linguaggi “alti” della pittura e quelli “bassi” dell’illustrazione di riviste e di fanzine. In mostra circa un’ottantina di opere, alcune di grandi dimensioni, e una serie di documenti illustrati e testimonianze fotografiche. Tra i protagonisti della mostra spiccano i nomi di Vincenzo Agnetti, Franco Angeli, Fernando De Filippi, Nanni Balestrini, Age, Paolo Baratella, Gianfranco Baruchello, Fabio Mauri, Mario Ceroli, Emilio Isgrò, Mario Schifano, Ugo La Pietra, Umberto Mariani, Franco Vaccari, Gianni Pettena, Gianni Emilio Simonetti, Giangiacomo Spadari e Franco Mazzucchelli, ai quali si affiancano coloro che in quel periodo, magari anonimamente, hanno operato nel campo dell’illustrazione, del muralismo e nelle diverse altre forme di comunicazione visiva, componendo così un affresco ragionato di uno dei momenti più creativi della cultura italiana del Novecento.

– Desirée Maida

Arte ribelle. 1968-1978 Artisti e gruppi dal Sessantotto
A cura di Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra
Dal 12 ottobre al 9 dicembre 2017
Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese
www.creval.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.