La fiera JustMad cambia tutto per l’edizione 2018. Nuovo spazio, nuovo format

Sede, format, curatori, comitato di selezione e un tema: il dialogo con il Sud America, forse nel tentativo di riempire un vuoto lasciato da ARCOmadrid?

La nuova sede di JustMad9
La nuova sede di JustMad9

Sono sempre più attive, vivaci, piene di sorprese le fiere d’arte boutique o collaterali: cambiano sede, offrono iniziative speciali, danno vita a vere e proprie rivoluzioni riflettendo sul proprio format, in una sfida con le “grandi” che, non potendo misurarsi sul mercato o sulle dimensioni, si gioca sulla qualità dei programmi. Un fenomeno, questo, che in Italia abbiamo già visto con The Others e Paratissima, Flashback a Torino, SetUp a Bologna, che cambiando location rivoluzionano anche il progetto, e con Granpalazzo, passata nel 2017 da Zagarolo ad Ariccia. In Spagna, novità anche JustMad, che si rifà il look.

La nuova sede di JustMad9
La nuova sede di JustMad9

COSA CAMBIA

La fiera dedicata all’arte emergente presenta dal 20 febbraio 2018 la sua nona edizione nella Casa Palacio Carlos Marìa de Castro. Diretta nel 2017 da Gregorio Cámara, negli spazi su Calle Hortaleza, ha selezionato un numero di gallerie ridotto (35 in tutto), in un dialogo tra spazi spagnoli e artisti stranieri curato da Tim Goossens. Nel 2017, invece, con l’aiuto dei curatori spagnoli Semíramis González e Daniel Silvo, ha disegnato un dialogo tra Europa e Sud America, con l’obiettivo implicito di attrarre il forte bacino di collezionisti latinoamericani. Occasione quanto mai ghiotta nell’anno in cui ARCOmadrid rinuncia alla “formula del paese invitato”, per costruire un percorso sul futuro, guidato dalla supercuratrice spagnola Chus Martinez.

LA SEDE E IL COMITATO DI SELEZIONE

Il progetto dei nuovi direttori artistici si è ispirato alle fiere del passato nelle quali le gallerie esponevano in un unico ambiente, come già peraltro era stato per JustMad qualche edizione fa. JustMad9 si svolgerà in un edificio su due piani, con 50 spazi espositivi, una sala conferenze, un giardino con vecchie stalle, adibite a luogo espositivo. Molti i collezionisti (e i galleristi) nel comitato di selezione: Pilar Citoler, con una collezione di 1200 pezzi, Oliva Arauna, gallerista spagnola, Guillermo Rozenblum, argentino, direttore della Rozenblum Foundation, Norberto Dotor, gallerista madrileno, Basola Vallés, collezionista, amante dell’arte emergente, ma anche esponenti delle gallerie Herrero de Tejada, Madrid, Loo&Lou Gallery, Parigi, Scan, una piattaforma che promuove il dialogo tra Spagna e Sud America.

Santa Nastro

www.justmad.es

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.