Roma celebra Francesco Borromini. In programma mostre, lezioni e convegni con famosi archistar

In occasione del 350esimo anniversario dalla sua scomparsa, Roma si appresta a celebrare Francesco Borromini, architetto protagonista della grande stagione barocca capitolina. Si parte l’11 dicembre con un convegno di studi e una mostra ai Musei Vaticani. Il clou è previsto a marzo 2018 con un ciclo di conferenze al MAXXI con Massimiliano Fuksas, Frank O. Gehry e Arata Isozaki

Francesco Borromini, Prospettiva, Palazzo Spada

Una grande mostra, un convegno internazionale, un concorso fotografico. E poi visite, lezioni itineranti, giornate di studio e anche una “Missa”: così Roma si appresta a celebrare Francesco Borromini (Bissone 1599 – Roma 1667), architetto protagonista della grande stagione barocca capitolina di cui quest’anno ricorre il 350esimo anniversario dalla sua scomparsa. Le Celebrazioni, che si svolgeranno a partire dall’11 dicembre e si protrarranno fino a marzo 2018, sono promosse dai Musei Vaticani, l’Accademia Nazionale di San Luca e la Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma , con la partecipazione dell’Istituto Svizzero di Roma e il MAXXI.

Francesco Borromini, Sant'Ivo alla Sapienza, Roma - lanterna
Francesco Borromini, Sant’Ivo alla Sapienza, Roma – lanterna

LE OPERE E I TORMENTI DI UN GENIO INCOMPRESO

Considerato insieme a Gian Lorenzo Bernini uno dei massimi esponenti dell’architettura barocca a Roma, Borromini progettò per la Capitale edifici che, per peculiarità costruttive e stilistiche, hanno influenzato lo sviluppo dell’architettura europea dei secoli diciassettesimo e diciottesimo fino a oggi. Le sue opere più note sono la Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, la Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, la Chiesa di Santa Agnese a piazza Navona, la Casa dei Filippini, il restauro della Basilica Lateranense, il Collegio De Propaganda Fide e la cupola e il campanile della Basilica di Sant’Andrea delle Fratte, tutti edifici in cui Borromini rielabora i modelli classici attraverso l’uso creativo della geometria, dell’iconologia e della tecnica. Superfici asimmetriche, concavità, convessità, perimetri mistilinei, prospettive che contraggono o espandono lo spazio sono i “capricciosi” e “nervosi” elementi che contraddistinguono il linguaggio architettonico di Borromini e in qualche modo riflettono il suo temperamento turbolento e tormentato dal confronto con l’eterno rivale Bernini che, in sede papale, gli veniva preferito come architetto di corte. Un affronto che Borromini non fu più capace di tollerare e che lo condusse fino al suicidio, avvenuto il 3 agosto 1667.

Francesco Borromini, Sant’Ivo alla Sapienza

I PRIMI APPUNTAMENTI: IL CONVEGNO E LA MOSTRA

Le Celebrazioni per il 350° anniversario della morte di Francesco Borromini 1667-2017 si apriranno l’11 dicembre con un convegno di studi dedicato al grande architetto che si svolgerà fino al 13 dicembre presso i Musei Vaticani, l’Accademia di San Luca e la Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza e a cui parteciperanno, tra gli altri, studiosi internazionali quali Joseph Connors (Harvard University) e Werner Oechslin (ETH Zurigo). Il 12 dicembre, invece, presso i Musei Vaticani sarà inaugurata Francesco Borromini. I disegni della Biblioteca Apostolica Vaticana, mostra a cura di Alessandra Rodolfo che raccoglie un nucleo di disegni provenienti dalla Biblioteca Apostolica Vaticana. Le opere esposte provengono dai manoscritti Vaticano Latino 11257 e 11258 e dal manoscritto Chigiano P.VII.9, messo insieme e fatto legare per la propria biblioteca dallo stesso pontefice Alessandro VII Chigi (1655-1667) mentre era ancora vivente l’artista. La selezione, concentrata su pochi ma rilevanti esempi del corpus grafico borrominiano, focalizza l’attenzione in particolare sull’attività dell’artista durante il pontificato di Innocenzo X Pamphilj (1644-1655). Accanto al progetto per la Fontana dei Fiumi di piazza Navona, sono presenti testimonianze dell’iter progettuale elaborato dall’architetto per il rimodellamento e la sistemazione organica, nella stessa piazza, del palazzo di famiglia di Innocenzo X. In mostra anche il disegno della Collezione Paolo Portoghesi del progetto di ristrutturazione della Basilica di San Paolo fuori le Mura.

LA “MISSA” E IL CONVEGNO AL MAXXI CON GLI ARCHISTAR

Il 27 gennaio 2018 presso la Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza verrà eseguita la Missa Ecce Sarcedos magnus, composizione di Orazio Benevolo (1605-1672), uno fra i massimi esponenti nel panorama musicale romano del XVI secolo. Questa partitura, scritta per lo spazio a tre cantorie di Sant’Ivo, venne composta nel 1661 ed eseguita nello stesso anno nella chiesa progettata da Borromini. La Missa Ecce Sarcedos magnus verrà eseguita dalla Schola Romana Ensemble diretta da Stefano Sabene. Come nel Seicento, i cantori troveranno posto nelle tre cantorie della chiesa, riproponendo così l’effetto “stereofonico” concepito da Orazio Benevolo per l’opera di Borromini. Il prossimo marzo, invece, sarà la volta di uno degli appuntamenti più attesi delle celebrazioni in onore di Borromini. Presso il MAXXI e in collaborazione con la Facoltà di Architettura della Sapienza, sarà organizzato un ciclo di incontri-conferenze con alcuni dei maggiori protagonisti dell’architettura contemporanea internazionale e della critica e della cultura architettonica italiana, con i quali si discuterà dell’attualità del pensiero e dell’opera di Francesco Borromini. I nomi dei partecipanti? Mario Botta, Francesco Cellini, Francesco Dal Co, Massimiliano Fuksas, Frank O. Gehry, Arata Isozaki, Alessandra Montuori, Francesco Moschini, Paolo Portoghesi, Giancarlo Priori, Franco Purini, Luca Ribichini, Antonino Saggio, Alessandro Sartor, Carlo Severati e Luca Zevi.

– Desirée Maida

Evento correlato
Nome eventoFrancesco Borromini - I disegni della Biblioteca Apostolica Vaticana
Vernissage12/12/2017 su invito
Duratadal 12/12/2017 al 05/01/2018
AutoreFrancesco Borromini
CuratoreAlessandra Rodolfo
Generiarchitettura, disegno e grafica
Spazio espositivoMUSEI VATICANI
IndirizzoViale Vaticano - Roma - Lazio
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.