Palazzo Ducale di Genova cerca un nuovo direttore ma il bando è a rischio bluff

Dopo ventisette anni dalla nomina di Pietro da Passano alla direzione di Palazzo Ducale a Genova, il consiglio direttivo ha deliberato finalmente un bando per la nomina del prossimo direttore. Ma potrebbe essere un bluff e i giochi sembrano già fatti.

Palazzo Ducale, Genova
Palazzo Ducale, Genova

Genova sempre più in difficoltà per quanto riguarda le istituzioni culturali. Se da un lato la situazione di Villa Croce, come vi abbiamo raccontato in tanti nostri articoli, sembra ormai sempre più compromessa, dall’altro anche Palazzo Ducale si appresta a vivere settimane roventi. L’istituzione museale è alla ricerca di un nuovo direttore per i prossimi cinque anni. Finisce così, dopo 27 anni, la direzione di Pietro da Passano (Genova, 1946), ininterrotta dal 1992, anno in cui Palazzo Ducale venne riaperto al pubblico, dopo un lungo restauro, in occasione delle celebrazioni in onore di Cristoforo Colombo. Il consiglio direttivo ha dato il via libera alla tanto invocata selezione del nuovo direttore da cercare, come da prassi internazionale, attraverso un bando. Questione risolta, dunque? Non proprio. Tutti in città sono pronti a scommettere che il nome del prossimo direttore sia in realtà già deciso.

UN DIRETTORE (IN PENSIONE)

Per capire bene la complessità della situazione in cui riversa Palazzo Ducale e per comprendere anche i termini del bando, è necessario fare un passo indietro e spiegare come si è arrivati alla situazione attuale. La prima anomalia riguarda proprio la direzione del settantaduenne Pietro da Passano, genovese doc, in pensione ufficialmente da 2012 ma che ha continuato a ricoprire il suo ruolo grazie ad incarichi di consulenza rinnovati ogni anno con il placet della presidenza della Fondazione, prima facente capo a Luca Borzani, oggi, invece, ricoperta dal comico Luca Bizzarri. Un’anomalia tutta italiana che ha permesso a Pietro da Passano di percepire una pensione e contemporaneamente di ottenere un incarico retribuito per svolgere la stessa identica professione per cui è in pensione.

L’INCARICO PER CINQUE ANNI

Genova, piazza Leopardi, Le cicale. Luca Bizzarri. Foto di Marco Balostro, freaklance
Genova, piazza Leopardi, Le cicale. Luca Bizzarri. Foto di Marco Balostro, freaklance

Un’altra anomalia riguarda la durata dell’incarico. Come si evince dal bando appena pubblicato sul sito della Fondazione il prossimo direttore sarà in carica per cinque anni, dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2023, quindi più a lungo rispetto alla giunta comunale che “scadrà” nel 2022. Pare sia stato proprio il presidente, Luca Bizzarri, ad aver voluto una durata più ampia. Scelta insolita considerato che le nomine di Palazzo Ducale sono sempre state, almeno fino ad oggi, condivise con l’amministrazione. L’incarico avrà inizio il 1° gennaio 2019, con un periodo di prova della durata di sei mesi. Tra le funzioni del direttore ci sarà la gestione organizzativa ed amministrativa della Fondazione, la programmazione delle attività culturali, il fundraising e la redazione del bilancio preventivo e consuntivo. Chi sarà nominato dovrà avere, quindi, requisiti manageriali, oltre ad un’esperienza nel settore. Il trattamento economico sarà di Euro 80.000 lordi annui.

IL BANDO SENZA COMMISSIONE DI SELEZIONE

La cosa assai bizzarra, leggendo il bando, è la mancanza, come da prassi internazionale, di una commissione di selezione che giudichi i curricula formativi e professionali dei candidati. Al punto due del bando, pubblicato sul sito di Palazzo Ducale, si legge che “la scelta sarà effettuata dal Consiglio Direttivo della Fondazione, che valuterà a suo insindacabile giudizio i curricula formativi e professionali e il progetto. L’esito della valutazione del Consiglio Direttivo, sarà pubblicato sul sito istituzionale della Fondazione. Tale pubblicazione avrà valenza di notifica a tutti gli effetti nei confronti dei candidati. La Fondazione si riserva la facoltà di non dare corso alla copertura della posizione in presenza di candidati non ritenuti in possesso delle caratteristiche ricercate, ovvero di prorogare, sospendere, modificare o revocare in qualsiasi momento la presente procedura”. Dunque, sarà la Fondazione a scegliere il futuro direttore di se stessa.

UN DIRETTORE ANNUNCIATO

Serena Bertolucci
Serena Bertolucci

Un bando a rischio bluff dato che in città già da tempo si vocifera che sarà Serena Bertolucci (Camogli, 1969), professionista assai ben voluta dall’entourage del potente governatore regionale Toti, a prendere il posto di Pietro da Passano. La storica dell’arte, che nel 2015 è stata nominata dal MiBACT alla direzione di Palazzo Reale a Genova (uno dei super direttori di Franceschini insomma) sarebbe, dunque, pronta a lasciare il suo incarico per trasferirsi alla guida della più importante istituzione museale cittadina. Insomma, Genova continua a guardare solo a Genova, senza alcuna intenzione di aprirsi. Così è stato per Pietro da Passano, così per Serena Bertolucci, Carlo Antonelli (Novi Ligure, 1965), così per Luca Bizzarri (Genova, 1971) ed anche per il suo predecessore Luca Borzani (Genova, 1955). Una scappatoia c’è: che al bando nonostante tutto partecipino grandi nomi, manager preparati, magari giovani di belle esperienze e mettano in difficoltà la commissione (che non c’è) e la spingano ad una scelta più coraggiosa.

Mariacristina Ferraioli

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Spazio espositivoPALAZZO DUCALE DI GENOVA
IndirizzoPiazza Giacomo Matteotti 9 - Genova - Liguria
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.