Palermo Capitale della Cultura, 4 mostre da non perdere in questi giorni. Da McCurry a Boldini

L’arte fa da padrona a Palermo in occasione di questo 2018, anno che sta vedendo il capoluogo siciliano impegnato nel ruolo di Capitale Italiana della Cultura. In attesa delle grandi mostre su Antonello da Messina, l’arte fiamminga e Gino De Dominicis, ecco 4 esposizioni in corso e di prossima inaugurazione in questi giorni da non perdere

Giovanni Boldini, ritratto di Donna Franca Florio, dettaglio
Giovanni Boldini, ritratto di Donna Franca Florio, dettaglio

Arte, musica, teatro, letteratura, cinema: si susseguono a ritmo incalzante i primi eventi del calendario di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, con un programma di manifestazioni costellato da mostre, concerti, festival e convegni che animerà il capoluogo siciliano fino al prossimo dicembre. Non dimenticando, naturalmente, il sempre più atteso appuntamento fissato per il 16 giugno, data in cui a Palermo verrà inaugurata la dodicesima edizione di Manifesta, la biennale d’arte contemporanea itinerante che per il 2018 ha deciso di sviluppare sul territorio siciliano le sue riflessioni intorno alle dinamiche sociali e geopolitiche che interessano il mondo di oggi. In questi giorni di fermento – diciamo pure che in città si respira un’aria quasi di eccitazione –, arricchiti anche da iniziative private come la promozione di bandi e l’apertura di nuovi spazi espositivi, Palermo Capitale scalda i motori con 4 mostre che toccano tutte le epoche della storia dell’arte, da quella antica a quella contemporanea: la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis ospita un inusuale confronto tra Francesco Laurana, Antonello da Messina e Steve McCurry; Villa Zito accoglie in pompa magna il ritratto della “Regina di Palermo” Donna Franca Florio, opera di Giovanni Boldini ritornato nel capoluogo siciliano dopo una lunga e turbolenta asta; a Palazzo Riso è attesa la mostra che vedrà protagonisti Alessandro Bazan, Fulvio Di Piazza, Francesco De Grandi e Andrea Di Marco, esponenti della “Scuola di Palermo”; e infine all’oratorio di San Mercurio, nell’ambito della rassegna Sacrosanctum, presenterà un intervento site specific l’artista Francesco Simeti. Ma adesso ecco tutti i dettagli sulle 4 mostre.

– Desirée Maida

www.palermocapitalecultura.it

1. ARTE ANTICA E FOTOGRAFIA A CONFRONTO A PALAZZO ABATELLIS

Antonello incontra Laurana a Palazzo Abatellis

L’idea è singolare: far guardare tra loro opere diverse per natura – un dipinto la prima, una scultura la seconda – che dal 1954 si trovano custodite a Palazzo Abatellis ma in stanze separate, e ciononostante sembrano richiamarsi nelle pose e nelle espressioni. Le opere sono due capolavori del Quattrocento: l’Annunciata di Antonello da Messina e il Busto di Eleonora d’Aragona di Francesco Laurana, che fino al prossimo 22 aprile saranno messe a confronto e in dialogo con un altro ritratto, questa volta contemporaneo. Si tratta di Sharbat Gula, la celebre ragazza afgana dagli occhi verdi e il mantello rosso fotografata da Steve McCurry nel 1984. La mostra costituisce il preludio della programmazione che Palazzo Abatellis dedica al Rinascimento in pittura e scultura, partendo dalle sue opere manifesto, per arrivare all’attesissimo appuntamento che per la prima volta, dai musei d’Italia e d’Europa, porterà la pittura di Antonello da Messina a Palermo e a Palazzo Abatellis.

Palazzo Abatellis // Fino al 22 aprile 2018
Antonello incontra Laurana e… McCurry
www.regione.sicilia.it/beniculturali/palazzoabatellis/home

2. IL RITORNO DI DONNA FRANCA FLORIO

Giovanni Boldini, ritratto di Donna Franca Florio, dettaglio

​Il 30 aprile dell’anno scorso, la tela di Giovanni Boldini raffigurante Franca Florio, dopo lunghe vicissitudini, è stata battuta all’asta. Prima di lasciare la Sicilia, ovvero fino al 2015, il dipinto si trovava al Grande Hotel Villa Igiea di Palermo, antica residenza dei Florio diventata poi albergo di lusso. Da allora il dipinto non è più stato esposto a Palermo, e l’asta aveva messo in dubbio il suo ritorno in Sicilia. Ma grazie ai marchesi e mecenati Berlingieri che lo hanno acquistato per 1milione e 133mila euro, in accordo con la Fondazione Sicilia il ritratto torna a essere visibile a Villa Zito, facendo così rivivere quel mito della Belle Époque tanto caro ai palermitani. A rendere ancora più affascinante questo quadro e l’appuntamento a Villa Zito è anche la scoperta fatta di recente dopo gli studi condotti sul dipinto. Per molto tempo si è creduto che esistessero due dipinti a figura intera di Franca Florio realizzati da Boldini, il primo databile all’indomani dalla commissione ricevuta da Ignazio Florio, nel 1901, e l’altro del 1924, poi esposto a villa Igiea e arrivato fino ai giorni nostri. Le ricerche hanno permesso di capire che la tela è una soltanto e che sotto il dipinto attuale se ne celano altri due: nel primo, l’abito ha maniche lunghe e una gonna più vaporosa; nella versione successiva Franca Florio indossa invece un vestito più malizioso (il dipinto risalirebbe agli anni della Prima guerra mondiale); e infine il terzo strato, che è la versione del dipinto arrivata fino a noi.

Villa Zito // Fino all’8 maggio 2018
Il ritorno di Donna Franca Florio
www.fondazionesicilia.it

3. LA SCUOLA DI PALERMO A PALAZZO RISO

Andrea Di Marco

Al Museo Riso il prossimo 22 marzo si apre una mostra che racchiude gli artisti della cosiddetta “Scuola di Palermo”: Alessandro Bazan, Francesco De Grandi, Fulvio Di Piazza e Andrea Di Marco (scomparso sei anni fa). Un’operazione inedita, questa condotta per Riso dal curatore Sergio Troisi, con la collaborazione di Alessandro Pinto, e che per la prima volta mette a fuoco e rilegge in chiave critica questa stagione felice dell’arte contemporanea in Sicilia che ha visto il ritorno alla pittura come linguaggio d’elezione di una generazione di artisti. “Nata in un momento in cui la pittura declinava in favore di un diverso orizzonte di proposte concettuali e di nuovi media, la Scuola di Palermo”, spiega Troisi, “ha individuato il punto di convergenza e irradiazione dei quattro percorsi nell’idea stessa della pittura, della sua materia e della sua stratificata memoria, come luogo di esplorazione del sentimento contemporanee”. L’allestimento prevede un continuo gioco di dialoghi, confronti e contrappunti in cui la figurazione di un universo futuribile e metamorfico di Di Piazza, le periferie e i sospesi e melanconici frame quotidiani di Di Marco, gli allarmati, inquieti e fantastici scenari urbani e paesaggistici di De Grandi e la divagante affabulazione figurale imbastita da Bazan compongono un mosaico aperto il cui centro è la geografia immaginativa del nostro tempo.

Museo Riso // dal 22 marzo al 25 aprile 2018
La scuola di Palermo

4. FRANCESCO SIMETI ALL’ORATORIO DI SAN MERCURIO

Oratorio di San Mercurio, Palermo

Il prossimo 22 marzo presso l’oratorio di San Mercurio, gioiello architettonico della seconda metà del Cinquecento custodito nel giardino di San Giovanni degli Eremiti che conserva al suo interno stucchi realizzati negli anni Ottanta del Seicento da Giacomo Serpotta, si inaugura l’ottavo appuntamento della seconda edizione di Sacrosanctum, manifestazione curata da Adalberto Abbate e Maria Luisa Montaperto e promossa dall’associazione Amici dei Musei Siciliani. La kermesse ha come scopo la valorizzazione e la tutela del patrimonio monumentale palermitano grazie all’apporto degli artisti invitati che realizzano un’opera site specific, appositamente pensata per l’oratorio, che indaga il rapporto tra l’arte e il sacro. Attraverso i ticket di ingresso, le offerte dei visitatori e l’eventuale vendita delle opere, vengono finanziati interventi di risanamento e restauro per l’oratorio. Protagonista della prossima mostra sarà l’artista Francesco Simeti che, invitato a confrontarsi con il tema del sacro, ha scelto di ricreare un lussureggiante Eden, un luogo di delizie perdute gremito di fiori e piante variopinte. Le immagini, modificate e ricomposte in pattern, si aggrovigliano e affollano in accattivanti wallpaper, in cui lo splendore dei colori serve spesso da maschera a particolari più allarmanti. Il repertorio figurativo di Simeti, che trae nutrimento dai quotidiani e dalle riviste patinate, associa infatti a un forte appeal visivo una profonda riflessione critica, sollevando domande sulla vera natura delle immagini e sul ruolo che queste giocano nella società contemporanea.

Oratorio di San Mercurio // dal 22 marzo al 10 aprile 2018
Sacrosanctum – Francesco Simeti
www.amicimuseisiciliani.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.