Genova, la rinascita urbana parte dalla danza

Ambientazioni metropolitane sono lo scenario di Corpi Urbani/Urban bodies 2014, festival internazionale di danza in paesaggi urbani. A Genova tra scomposizioni, cadute, frammenti, simbiosi, mimesi e soprattutto incontri.

Cornigliano, Genova. Siamo a pochi passi dal polo siderurgico dell’Ilva, dal balcone di Villa Durazzo Bombrini, che ospita il penultimo atto della rassegna Corpi Urbani, si vedono i container da anni in stallo alla foce del fiume Polcevera. E si danza, Dans la Rue della periferia industriale genovese.
Il festival, che prevede un ciclo di performance itineranti di danzatori e coreografi provenienti da tutto il mondo, è curato dall’Associazione culturale ARTU (Arti per la Rinascita e la Trasformazione Urbana), fondata da alcuni giovani professionisti di arti performative e danza “per dare alla città di Genova un personale e innovativo contributo nel campo dell’arte urbana”, suggerendo un “modo di vivere la città partecipato attraverso le forme d’arte che difficilmente trovano spazio”. La poetica dell’iniziativa punta sul concetto di “pari opportunità nell’arte”, sul diritto di espressione e divulgazione delle forme creative più sperimentali. Affidare il lavoro ad artisti di spessore internazionale chiamati a lavorare in spazi metropolitani “caratterizzati da particolarità storico-architettoniche o che hanno acquisito un valore altro per interventi di recupero o riqualificazione”, diventa la chiave.
Seguendo questa linea curatoriale, da diversi anni Corpi Urbani sceglie esterni e interni di luoghi imperdibili. Spazi storici riadattati e ristrutturati per via delle trasformazioni industriali del territorio si accostano antiteticamente, ma senza stridore, all’eleganza della strutture architettoniche di Villa Durazzo Bombrini. Nelle sue stanze barocche, i due coreografi Roberta Petracco e Tommaso Serratore hanno presentato al pubblico il primo esito della loro sinergia creativa, portando in scena la performance La leggerezza del divenire.La coreografia è il risultato di un progetto di collaborazione tra Mosaico Danza di Torino e Associazione ARTU che ha coinvolto i due artisti, ligure lei e piemontese lui (che non si conoscevano) per la realizzazione di un work in sharing.
L’idea si è sviluppata a partire da un’ispirazione legata al film Ferro 3. La casa vuota di Kim Ki-duk.

Roberta Petracco e Tommaso Serratore, La Leggerezza del Divenire, Genova 2014 - photo Maura Ghiselli
Roberta Petracco e Tommaso Serratore, La Leggerezza del Divenire, Genova 2014 – photo Maura Ghiselli

L’incipit è un’analisi sul concetto di ospitalità, che Petracco e Serratore hanno interpretato sulla base delle loro esperienze personali, estendendo la ricerca di ricevere/dare accoglienza allo spazio scenico, analizzando le dinamiche dell’abitare e del prendersi cura dell’altro.La leggerezza del divenire è una coreografia giocata sulla sottrazione, sulla ricerca dell’essenziale e sull’irripetibilità del gesto. Come ci raccontano gli autori, la performance è interamente strutturata sulla successione continua e regolare di movimenti e azioni con l’obiettivo di far cadere la barriera mentale che ci impone di percepire prima e dopo, consentendo l’estraniazione da ciò che si sta vivendo pur vivendolo attraverso un atto di conciliazione tra le due dimensioni, quella del tempo e quella dello spazio, inalterabili se pur in continuo divenire.
I due coreografi, al tempo stesso interpreti e autori della performance, hanno lavorato sul luogo inteso come territorio da abitare, lasciando una traccia del loro passaggio attraverso una complessa danza concentrata su fermo immagine che arrestano la percezione per ricreare una Stimmung di alienazione dalla realtà, da loro definita come “una situazione di ‘scollamento’ e di perdita di consequenzialità tra pensiero e azione”. Contesti consapevolmente onirici e studi formali della composizione scenografica diventano espressione iconologica di una poetica in equilibrio tra l’impalpabile eleganza del corpo in movimento e la razionalità dello spazio urbano.
La mise en scène a Villa Bombrini è solo la prima parte di una ricerca di cui i coreografi mostrerannoin seguito un secondo esito (il 20 ottobre) in occasione di #Inside/Off!, l’annuale work in progress di danza contemporanea organizzato e curato dallo e nello Spazio Performativo di Mosaico danza di Torino.

Maura Ghiselli

www.associazioneartu.it

 


 

 

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Maura Ghiselli
Maura Ghiselli, nata a Genova nel 1981. Vive tra la sua città e Milano. Si laurea in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Ha frequentato corsi di Storia dell’Arte e Antropologia Culturale presso l’Università Miguel Hernandez di Alicante e ha ultimato il suo percorso formativo post-universitario seguendo un master all’Istituto Europeo di Design e un Master alla Fondazione FORMA per la Fotografia, entrambi a Milano. Collabora per diversi anni con la galleria d’arte contemporanea Satura Art Gallery a Genova, come curatrice e critico d’arte (tra le mostre curate la Rassegna Il Muro, presso Mikalojus Konstantinas Čiurlionis National Art Museum di Kaunas, Lituania, con il patrocinio del Mikalojus Konstantinas Čiurlionis National Art Museum e Istituto Italiano di Cultura Vilnius e la Rassegna Volando con la Gazza Ladra, presso Palazzo Ducale di Genova, in collaborazione con la Fondazione per la Cultura Genova Palazzo Ducale). Collabora anche con Studio44, un’altra galleria del circuito genovese, per la quale cura la critica relativa ad alcuni eventi. Dal 2011 recensionista per Exibart, nel 2014 passa ad Artibune.