Le arti della scena: parte Contemporanea Festival

Ai nastri di partenza l’undicesima edizione di Contemporanea Festival, che dimostra ancora una volta una spiccata vocazione alla multidisciplinarietà. A Prato fino al 12 ottobre.

Teatro Sotterraneo, BE LEGEND! Hamlet @ BE2013 © Alex Brenner

Giuseppe è un non vedente che da alcuni anni si prepara alla danza. Giuseppe/Pinocchio ci conduce al dettaglio e nelle varie scene ci mostra l’addentrarsi nei particolari, tra intimità e inquietudine […] Questo ‘Pinocchio leggermente diverso’ si avvicina al silenzio, corre adiacente a certi corpi come si possono vedere nelle albe di Piero della Francesca (‘Battesimo di Cristo’ a Londra, National Gallery), che emergono nei colori della luce del Tiepolo (‘Mosè salvato dalle acque’ a Edimburgo alla National Gallery), nell’incarnato del Bellini (‘Pietà Martinengo’ all’Accademia di Venezia)”. Con la consueta attenzione all’universo delle arti visive Virgilio Sieni costruisce e introduce il suo Pinocchio leggermente diverso, in scena al Teatro Magnolfi di Prato in occasione dell’undicesima edizione di Contemporanea Festival 13. La manifestazione diretta da Edoardo Donatini inaugura, dal 4 al 12 ottobre, le attività del Teatro Metastasio Stabile della Toscana della prossima stagione, innestando una serie di connessioni. La prima e più evidente è quella tra generazioni artistiche. Innanzi tutto Josef Nadj con Woyzeck di Büchner, il già citato Virgilio Sieni e Claudio Morganti con la prima nazionale di Mit Lenz, ancora da un testo di Büchner. I Kinkaleri propongono Someone in hell loves you, nuova riflessione sul potere del linguaggio ispirata a Burroughs, portata in scena dal poeta John Giorno, Roberto Latini dà vita al terzo movimento del programma Noosfera con MuseumTeatro Sotterraneo è alle prese con Be legend!, una docufiction a puntate che disegna l’identikit infantile di alcuni personaggi storici.

Teatro Sotterraneo, BE LEGEND! Hamlet @ BE2013 © Alex Brenner
Teatro Sotterraneo, BE LEGEND! Hamlet @ BE2013 © Alex Brenner

Silvia Costa è in scena con Quello che di più grande l’uomo ha realizzato sulla terra, lavoro finalista del Premio Scenario 2013, mentre Codice Ivan propone Muori: “un’indagine sul processo del morire e il decadere di ciò che forma l’identità”. Sono quattro i giovani gruppi in programma, selezionati attraverso il progetto regionale Teatri del tempo presente: i fiorentini Zaches Teatro con Mal Bianco, spettacolo ispirato al maestro giapponese Hokusai, Fattoria Vittadini, Carolina Balucani e Marco D’Agostin. Un’altra interessante connessione attiene al linguaggio, alla semantica scenica. In questa traiettoria si collocano i lavori dello spagnolo Pere Faura “che utilizza i titoli presi dai quotidiani come motore creativo e li traduce in scena come manifestazioni poetiche e coreografiche”, della performer inglese Lucy Suggate “che lavora sulla fluidità del corpo e danza come se facesse surf” e del duo spagnolo Jorge Dutor e Guillem Mont De Palol “che prende spunto dalla cultura pop per suggerire scenari dove il pubblico può ritrovare memorie personali e fare associazioni selvagge”. A tal proposito vale segnalare una proposta che ricorda da vicino certi lavori di fine anni Sessanta, “epifanizzanti” il quotidiano, di Douglas Hubler e di David Lamelas, o le passeggiate dadaiste di cinquant’anni prima: si tratta di The Walk. Percorsi Inediti, proposto da Cuocolo/Bosetti: “In ‘The Walk’ il pubblico, composto da quindici spettatori, è invitato a un viaggio a piedi nella città. Mettersi in cammino significa da sempre un rivolgimento verso se stessi e il proprio mondo. Camminare è una modalità del pensiero. È un pensiero pratico. È un triplo movimento: non farci mettere fretta; accogliere il mondo; non dimenticarci di noi, strada facendo. L’uomo scopre nel mondo solo quello che ha già dentro di sé; ma ha bisogno del mondo per scoprire quello che ha dentro di sé”.

 

Michele Pascarella

 

www.contemporaneafestival.it


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Michele Pascarella
Dal 1992 si occupa di teatro contemporaneo e tecniche di narrazione sotto la guida di noti maestri ravennati. Dal 2010 è studioso di arti performative, interessandosi in particolare delle rivoluzioni del Novecento e delle contaminazioni fra le diverse pratiche artistiche.