A Macerata l’opera è allo Sferisterio

Si è conclusa la 49esima stagione dello “Sferisterio Opera Festival”, al secondo anno di direzione artistica di Francesco Micheli. Molte le novità, con un più articolato festival off, attività in tour in varie località della provincia di Macerata, una nuova attenzione verso i giovani e giovanissimi, una notte bianca dell’opera con il videomapping dello Sferisterio e un insolito flashmob diretto dal regista Marco di Stefano. Abbiamo intervistato il direttore artistico.

Sferisterio Opera Festival

Un festival che ha diminuito le opere in cartellone ma ha aggiunto molto di più: Britten, balletto, spettacoli, un nuovo approccio con la città e soprattutto il territorio (pensiamo alle iniziative in tour). Quali sono state le motivazioni di questa scelta e qual è il bilancio provvisorio?
Aumentare le iniziative in città, interagire con il tessuto culturale di Macerata e della sua provincia non è un’alternativa alle opere allo Sferisterio, al contrario è un modo per garantire partecipazione e quindi futuro alla stagione lirica. Lo Sferisterio e in generale la cultura musicale sono uno straordinario patrimonio dei maceratesi: è giusto che maceratesi e turisti lo vivano il più possibile, senza muri e divisioni. Per questo è nato il Festival Off. Certo, questa partecipazione corale della città e della provincia è un sostegno in più per attraversare momenti difficili. Per il 2013 avevamo annunciato tre opere in cartellone, due nuove produzioni di Nabucco e Il trovatore e la ripresa di Bohème nell’allestimento con cui l’anno scorso Leo Muscato ha vinto il Premio Abbiati per la miglior regia.

Poi cos’è successo?
La riduzione dei finanziamenti (a cui a si è aggiunto il taglio del FUS che ha decurtato ulteriori 70mila euro al budget della stagione in corso) ci ha costretti a tagliare la ripresa di Bohème. Abbiamo realizzato un dittico dedicato a Britten, che raramente si vede altrove. E i risultati ci hanno dato ragione: Il Piccolo Spazzacamino di Brockhaus è stato un successo strepitoso di pubblico, grazie alla partecipazione della città, dei bambini e dei ragazzi delle scuole che hanno curato le scene e che hanno recitato e cantato in scena. E poi mi sono messo in gioco direttamente, visti i tempi e i mezzi a disposizione, per realizzare l’altro omaggio a Benjamin Britten: Sogni di una notte di mezza estate, uno spettacolo del tutto originale, che unisce le parole di Shakespeare alle note delle musiche di Mendelssohn e dell’opera di Britten, con Lella Costa nel ruolo del folletto Puck e il soprano Carmela Remigio. Bisogna anche segnalare uno sbalorditivo Andrea Concetti nella parte di Bottom, vecchia conoscenza dello Sferisterio nella discussa e originale interpretazione di Leporello nel 2009, ma anche nell’interpretazione di Papageno nel Flauto Magico. Anche in questo spettacolo le risorse della città sono state determinanti per la riuscita: l’allestimento è stato curato dagli studenti dalla Accademia di Belle Arti, Tombolini ha realizzato i costumi, e le piante vere, alte fino a sei metri, per riprodurre la foresta di Atene sul palcoscenico dello Sferisterio sono state fornite da Pellegrini Garden. Tutte sinergie che ci hanno permesso di ottenere risultati straordinari contenendo i costi. E l’anno prossimo le produzioni torneranno a essere tre: nuove produzioni di Aida e di Tosca e la ripresa della Traviata degli specchi.

Sferisterio Opera Festival
Sferisterio Opera Festival

Un arricchimento anche di relazioni internazionali importanti in Russia e Spagna. Si vedono già i primi frutti? Siete stati supportati anche da altri in questa impresa?
La vocazione internazionale del festival ha radici profonde sia per il valore artistico delle stagioni che si sono succedute sia perché è in grado di far dialogare arte, tradizione, territorio, vocazione turistica dei luoghi e mondo dell’impresa. Abbiamo presentato il festival all’Istituto Italiano di Cultura a Madrid e alla Fiera Internazionale del Turismo di Mosca, Paese con cui molte aziende marchigiane hanno rapporti commerciali, ospitando poi alla prima di Nabucco il ministro russo del turismo Alexander Ratkov, in visita nelle Marche. Il festival è sicuramente un punto di riferimento culturale, luogo di incontro e scambio, di attrazione e volano per tutta l’economia del territorio.

La tecnologia sul muro dello Sferisterio nel Nabucco: finalmente! Chi, cosa e come?
Il muro dello Sferisterio è uno schermo naturale e l’uso delle nuove tecnologie visuali è la prosecuzione di una vocazione multimediale che è alla radice del melodaramma fin delle origini. L’opera è un palinsesto in cui diverse arti si fondono per diventare teatro. In Nabucco, Gabriele Vacis e Roberto Tarasco hanno usato il muro come uno schermo su cui proiettare scene di vita quotidiana nella Gerusalemme di oggi e come un display per mostrare la pianta della città e poi la grande composizione di bandiere. Nel concerto dedicato a Beniamino Gigli, ho utilizzato tutta la superficie per riprodurre una sorta di album di famiglia con immagini storiche, mentre per i Sogni di una notte di mezza estate abbiamo realizzato un vero film muto con l’orchestra dal vivo, per introdurre il pubblico alle relazioni tra i personaggi. Infine, durante la notte dell’opera abbiamo utilizzato la facciata esterna dello Sferisterio per il mapping e le proiezioni 3D.

Sferisterio Opera Festival
Sferisterio Opera Festival

Si riscontra una nuova attenzione a sensibilità diverse (non vedenti e bambini) e una nuova sinergia con l’Accademia di Belle Arti di Macerata…
L’attenzione per i non vedenti è una tradizione pluriennale dello Sferisterio, l’audioguida, realizzata dall’Accademia di Belle Arti di Macerata e dall’Unione Ciechi, viene fornita gratuitamente prima dell’inizio dello spettacolo e permette alle persone con disabilità visive di avere una narrazione completa del soggetto, dell’allestimento scenico, dei costumi e degli interpreti dell’opera. Oltre a questa iniziativa realizziamo due percorsi tattili guidati, sia dietro le quinte dello Sferisterio per conoscere i costumi, gli oggetti di scena, trucchi e scenografie, sia in scena raccontando aneddoti e curiosità sull’opera e i suoi protagonisti.
Quanto agli spettatori più giovani, già l’anno scorso eravamo riusciti a ottenere un incremento significativo di presenze non solo alle prove ma anche alle rappresentazioni. È il risultato di un impegno continuativo che inizia con i laboratori dedicati ai titoli in cartellone durante l’anno scolastico e prosegue con l’apertura delle prove generali, e le numerose iniziative che compongono il Lunedì Young, la prima giornata del Festival Off.
Ma i giovani non sono coinvolti solo come spettatori, e qui si innesta il percorso comune con l’Accademia di Belle Arti. Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti hanno realizzato l’allestimento scenico del Piccolo Spazzacamino e dei Sogni. L’Accademia cessa di essere “accademia” in senso deteriore e, grazie ala disponibilità e all’entusiasmo del corpo docente, diviene per gli studenti opportunità concreta di mettere in pratica direttamente quello che studiano e di lavorare a fianco di grandi professionisti.

L’archivio delle passate edizioni del festival sul sito è diventato “museo virtuale”: iniziano le celebrazioni del cinquantenario?
La storia dello Sferisterio è un patrimonio non abbastanza conosciuto. Alle soglie della 50esima stagione lirica ci siamo dati l’obiettivo di valorizzarlo e renderlo accessibile a tutti sul sito. Nell’ambito della creazione del nuovo sito è stata realizzata la sezione museo, nella quale è possibile reperire con facilità informazioni e immagini su tutte le rappresentazioni, a partire dall’Aida del 1921 che diede vita alla stagione lirica. Proprio da Aida ripartiremo per la 50esima stagione, che per la prima volta abbiamo presentato prima  dell’inizio della stagione in corso: anche la biglietteria è già aperta. Titolo della nuova stagione è L’opera è donna e a celebrare le tre eroine Aida, Tosca e Violetta saliranno sul podio tre donne: Julia Jones, Eun Sun Kim e Speranza Scappucci.

Simona Caraceni

www.sferisterio.it

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Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci NetMagazine poi MagNet, la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS ed il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, ed in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. E' M. Phil. in Technology e Ph.D. Researcher in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM, fa parte dell'Executive Board di AVICOM ed è Coordinatore della Commissione Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia. Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design.