Wow, il Signor G ri-nasce

“Wow, Spazio Fumetto di Milano, 12 gennaio. È già nata, sì, una mostra”. “Ma come è bella, tutta suo padre”. “No, tutta sua madre, ma che dici? Sì, sì, tutto bene, parto naturale, non se n’è neanche accorta”. Il Signor G rigorosamente al tratto. Niente fiori, solo balloon.

G&G – Gaber a fumetti - veduta della mostra presso il WOW, Milano 2012

Una delle cose che rendeva speciale Giorgio Gaber era la spudorata ammissione della sua ordinarietà, il suo essere armato di debolezze. E quale arte, meglio di una delle ex “minori” come il fumetto, poteva aiutare GG a rinchiudere in un mezzo semplice e diretto la poesia ben celata nelle brutture della realtà?
WOW Spazio Fumetto di Milano offre la possibilità di visitare tavole e vignette dedicate a lui nella mostra G&G – Gaber a fumetti. In bianco e nero è un figurino, ma Sergio Gerasi (autore delle tragifavole) qua e là nel volume realizzato a quattro mani con Davide Barzi e ispirato alle storie del Signor G aggiunge una cravatta rossa che insegue i sobbalzi del cantattore.
Oltre alle tavole originali tratte dal libro (edizioni ReNoir, notevole copertina di Gerasi), allo svoltare dell’angolo altri Gaber sorridono o si agitano.
Quello di Ennio Bufi attraverso l’uso massiccio del nero è elevato dai bianchi. Nella tavola di Alberto Ponticelli il microfono e la sigaretta si sospendono davanti a un pubblico che offre le spalle. Werner Maresta propone un Gaber-scienziato che analizza fra le dita un’italietta grande tre fili, gli stessi che compongono la sua chioma. La tecnica di Antonello Dalena, come quella di Roberto Meli, approfondisce il chiaroscuro, che a ben pensarci di Gaber è forse prerogativa. Ruggente la visione di Alessandro Vitti fra ritagli di giornale, quasi intenerisce l’Io se fossi Gaber… di Federica Salfo, una delle rare presenze femminili.

Dettaglio da “L’ospite sgradito”, Dylan Dog n. 233 (Michele Medda e Angelo Stano)

È stato trainato in mezzo anche il povero Dylan Dog: nel numero 233 della collana dell’indagatore dell’incubo è sceneggiata una storia fatta di terrori notturni e paranoie, ispirata dal monologo Il grigio di Luporini e Gaber.
Da leggere e osservare. Prima o dopo i pasti, quel che conta è concimarsi: “Il fiore già appassito è stato trascurato. Orbene affinché nel confronto quel fiore non ci perda, diamogli un po’ di merda”, si ammonisce giustamente in Io mi chiamo G.
Fra l’altro, nel segno della contaminazione, a fine gennaio il museo ha proposto anche uno spettacolo di teatro-canzone illustrato con i Formazione Minima e Sergio Gerasi.
Comico ergo tragico, questo milanese. Sempre estremamente calato nel quotidiano, anche nelle sue paradossali circostanze. Afferrare gli intellettualismi con la mano e sbatterli in teatro, accessibili a tutti. Comunicarli, esternarli nella voce, nei segni del volto, nelle rughe del pensiero. Pochi possono farlo e alcuni non capirlo.
G come Gaber, G come gesto. Gaber come gesto.

Lucia Grassiccia

Milano // fino al 5 febbraio 2012
G&G – Gaber a fumetti
WOW SPAZIO FUMETTO
Viale Campania 12
02 49524744
[email protected]
www.museowow.it


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Lucia Grassiccia
Lucia Grassiccia è nata a Modica (RG) nel 1986. Dopo una formazione tecnico-linguistica ha studiato presso l’Accademia di belle arti di Catania, dove ha contribuito a fondare e dirigere un webzine sperimentale (www.hzine.it) gestito da un gruppo di allievi dell’accademia. Per hzine ha svolto principalmente attività di giornalista, titolista, editing. Dal 2008 scrive saltuariamente per il quotidiano web locale Nuovascicli Ondaiblea, soprattutto recensioni su libri e mostre. Nel 2010 inizia la collaborazione con Exibart che a breve si sospende e prosegue con la redazione di Artribune. Cura saltuariamente i testi critici per alcune associazioni e gallerie (vedi The White Gallery, Milano). Nel 2013 pubblica il romanzo ebook Elevator (Prospero Editore) e inizia a collaborare occasionalmente con la rivista Look Lateral. Nello stesso anno completa gli studi in arteterapia clinica presso la scuola Lyceum Vitt3. Attualmente vive a Milano.
  • mario raviele ARTISTA

    …FELICISSIMO DI QUEST’OMAGGIO AL GRANDE GABER…NON SONO MAI TROPPI,,,,PECCATO CHE SE NE SIA ANDATO TROPPO PRESTO…….LA SUA IRONIA, IL SUO SARCASMO, LA CAPACITA’ DI METTERE IN MUSICA CON IL SUO TEATRO-CANZONE LA SQUALLIDA COMMEDIA UMANA E LE MALEFATTE DEL POTERE, CI MANCA TANTO……………BEN VENGANO ALTRE MANIFESTAZIONI….