Romaeuropa 2011: Il Programma

SABURO TESHIGAWARA “Obsession” | 7-8 Ottobre| Teatro Eliseo | h 20.45 | Il Romaeuropa Festival è inaugurato quest’anno da Obsession, un’opera sublime di danza dal forte sapore contemporaneo, ma dall’essenza intimamente orientale. Eros e Thanatos, le due pulsioni vitali per eccellenza pervadono questo spettacolo, esaltando la coreografia creata e interpretata da Teshigawara, liberamente ispirata al […]

Trisha Brown

SABURO TESHIGAWARA “Obsession” | 7-8 Ottobre| Teatro Eliseo | h 20.45 |

Il Romaeuropa Festival è inaugurato quest’anno da Obsession, un’opera sublime di danza dal forte sapore contemporaneo, ma dall’essenza intimamente orientale. Eros e Thanatos, le due pulsioni vitali per eccellenza pervadono questo spettacolo, esaltando la coreografia creata e interpretata da Teshigawara, liberamente ispirata al cortometraggio di Luis Buñuel Un Chien Andalou. La pulsione erotica è la vera protagonista di questa prima italiana, e pervade il palcoscenico attraversando i due danzatori, Teshigawara e l’affascinante Rihoko Sato, come una scossa elettrica. Da questa scarica nascono dei movimenti rigorosi e fluidi, sviluppati attraverso un linguaggio originale in cui i corpi sono materiale plasmabile e mutevole.

 

LLOYD NEWSON | DV8 PHYSICAL THEATER “Can we talk about this?” | 12-15/10| Teatro Argentina | h. 21

I DV8, uno dei collettivi più interessanti della scena del physical theatre internazionale, portano in prima nazionale  Can we talk about this, opera del coreografo Lloyd Newson dal nuovo stile marcatamente documentaristico. Come tutti i lavori presentati dal collettivo, anche questa performance mostra una forte componente sociale in cui le tematiche trattate vengono sviscerate, per giungere a ciò che più preme a Newson, la decostruzione sostanziale del pensiero “politicamente corretto”.

TRISHA BROWN DANCE COMPANY “Early Works” | 18-19-22/10 | Maxxi

L’artista sarà presente al Romaeuropa Festival in due appuntamenti, uno al Maxxi e uno al Teatro Olimpico, articolati attraverso le sue più importanti performance. Il Museo delle Arti del XXI secolo si rivela essere luogo ideale per ospitare Early Works, una selezione dei lavori più significativi della Brown del primo periodo, in cui spiccano alcune prime italiane come Leaning Duets, Leaning Duets II, sperimentazioni sull’equilibrio e il disequilibrio e Scallops. Trait d’union delle opere e segno distintivo delle sue coreografie è un’ ironia rarefatta e una strutturazione ritmica al contempo formale e concettuale.

TRISHA BROWN DANCE COMPANY “Creazione 2011(titolo da definire)”| “Wartemotor” |”Les Yeux et l’ame” | “Opal Loop/Cloud Installation #72503” | “Foray,Foret” | 21-22/10 | T.Olimpico

A differenza del primo appuntamento dedicato agli Early Works, questa volta le opere sono state create appositamente per il palcoscenico. Tratti caratteristici di tutta la poetica della Brown quali fisicità, movimento multidirezionale, improvvisazione ed utilizzo del suono in tutte le sue sfaccettature, sono gli immancabili ospiti di questi 5 imperdibili appuntamenti al Teatro Olimpico.

 

RICCI|FORTE “Wunderkammer soap” | 27/10-3/11 | Luoghi vari

Presentato quest’anno per la prima volta nella sua integrità, il progetto Wunderkammer soap del collettivo Ricci/Forte, è l’insieme di sette performance che attraversano la Storia: partendo dall’estetica della meraviglia barocca, giungono alla contemporaneità reinterpretando il teatro di Christopher Marlowe.
Il titolo rimanda a quelle “stanze delle meraviglie” che tra ‘500 e ‘600 raccoglievano collezioni d’arte e stranezze della natura di vario genere. Ed è proprio attraverso questi luoghi che l’ensemble Ricci/Forte ci guiderà tra i passaggi smembrati dei sentimenti di personaggi atemporali, in uno spazio urbano anonimo e borghese.

 

HOFESH SHECHTER “Political Mother” | 27/10 | Auditorium Conciliazione

Una danza collettiva di strabiliante energia fisica al confine tra il marziale e il folklorico, è portata in scena al Romaeuropa Festival 2011 dall’israeliano Hofesh Shechter. Political Mother, prima creazione “lunga” di questo sorprendente coreografo, è la nuova performance presentata all’Auditorium Conciliazione dai connotati fortemente politici e sociali. In questo progetto i gesti individuali acquistano valore e potere nel movimento di gruppo, in cui le caratteristiche proprie della danza popolare vengono stravolte e riutilizzate per creare una performance poderosa ed intensamente evocativa. Il  tutto è musicato dal vivo da cinque percussionisti e quattro chitarristi sulle note di un rock duro e tagliente creato dallo stesso Shechter per dar vita a una vera e propria colonna sonora dal vivo.

 

TROUBLEYN/JAN FABRE “Prometeus-Landscape II” | 5-6/11 | Teatro Olimpico

Jan Fabre, presenza illustre del Romaeuropa Festival ormai da molte edizioni, quest’anno porta in scena Prometeus-Landscape II, la rilettura in chiave contemporanea del celebre mito di Prometeo.
La performance proietta lo spettatore nella versione aggressiva e poetica della nota storia del titano che, ribellantosi a Zeus, regalò il segreto del fuoco agli uomini. Due sono i testi di partenza su cui Fabre ha costruito l’opera, uno suo e l’altro di Jeroen Olyslaegers ispirato alla tragedia di Eschilo, Prometeo Incatenato. La scena ospita un Caucaso atemporale in cui un Prometeo moderno affronta la sua condanna con un marcato disprezzo per la morte e per la sofferenza. L’opera sviluppa un linguaggio complesso, dove il mito si intreccia con la storia dell’umanità, portando lo spettatore a riflettere sul significato che fu quel dono, primo vessillo della civiltà e sciagura al contempo, fatto all’uomo per il conseguimento della sua emancipazione dal Padre degli dei.

 

ROMEO CASTELLUCCI/ SOCIETAS RAFFAELLO SANZIO “Il Velo nero del Pastore” | Teatro Vascello

Il velo nero del pastore, performance di Castellucci liberamente ispirata all’omonima novella di Nathaniel Hawthorne, rappresenta il punto di arrivo di una sua lunga e articolata indagine teatrale sui limiti del linguaggio e del rappresentabile.  Protagonista dell’opera è una comunità di fedeli paralizzata di fronte alla scelta inaspettata del suo pastore di coprire per sempre il proprio volto dietro un velo. Questa sottrazione e la rinnovata attenzione comunitaria per dei sermoni altrimenti retorici e privi di linfa, sono per il drammaturgo italiano un ottimo terreno di riflessione sulle logiche che governano le dinamiche sociali e le forme espressive della collettività.

 

PETER BROOK “Un flauto Magico da Wolfgang Amadeus Mozart” | Teatro Argentina

Peter Brook torna a Roma portando con sé un grande omaggio a Mozart e a tutto il teatro musicale: Un Flauto Magico, rivisitazione della celebre opera mozartiana, rappresenta un viaggio in cui narratori raccontano l’epica dell’amore e dell’amicizia partendo dall’adolescenza e giungendo all’età adulta. Gli interpreti sono sei cantanti e due attori narratori che vengono accompagnati in scena da un pianoforte solo, strumento che vivifica l’atmosfera magica di soprese e repentine trasformazioni drammaturgiche. Con questo progetto Brook ha vinto il Premio Moliere 2011 per il teatro musicale.

 

MUTA IMAGO “Displace” | Teatro Vascello

Displace è un progetto pluriennale di Muta Imago, articolato in tre diverse parti disposte per la prima volta in un’unica performance dalle tinte fortemente energiche. Lo spettatore viene guidato attraverso un percorso “sensoriale” in cui i sentimenti più vorticosi dell’uomo contemporaneo, dal senso di smarrimento e perdita fino alla sublimazione o a contrapposti stati di rabbia rossa, sono evocati grazie all’uso innovativo di immagini e musica: il collettivo predilige infatti l’impiego di mezzi visivi e sonori molto potenti, dal momento che si propone il raggiungimento di tutte quelle emozioni più nascoste che il linguaggio verbale, da solo, non è in grado di decodificare.

 

DNA. DANZA NAZIONALE AUTORIALE

Danza Nazionale Autoriale, progetto nato dalla Fondazione Romaeuropa alla sua seconda edizione, guarda all’autorialità e alla sensibilità italiana in ambito coreografico performativo in modo trasversale tra processi creativi e le generazioni.  La prima serata è aperta dalla giovane coreografa e danzatrice Francesca Foscarini che porta in scena Cantando sulle Ossa, una performance dove il concetto ruota attorno alla libertà del movimento nel tempo e nello spazio e la bellezza dell’abbandono corporeo allo spazio, rispetto alla volontà spesso rigida della mente. Viola, creazione del giovane coreografo Marco D’Agostini, rimanda al colore simbolo del doppio, della transizione, della carica erotica e della volontà di distinguersi, ma anche alla terza persona del verbo “violare”. La performance ruota attorno alla violenza del porsi nei confronti della vita e alle conseguenze imprevedibili che spesso ne seguono. Francesca Paperini | Collettivo Cinetico presenta, a differenza degli altri due coreografi, uno studio in fieri sul “fruito, autoriale-performativo, spiegativo”.
La seconda serata di DNA si apre con una performance di Daniele Albanese | Compagnia Stalk, AnnotTtazioni, indagine sulle dinamiche di attrazione/ assenza. Ten Thousand Leaves, nuovo progetto di Immobile Paziente ideato da Caterina Inesi, investiga le logiche del movimento asimmetrico e delle ricostruzioni di modelli performativi preordinati come espressione di emozioni contrastanti. L’ultimo lavoro, Enduring Midnight di Francesca Grilli descrive l’avanzare del tempo come inteso come svuotamento costante di una vita-clessidra e l’energia che viene sprigionata dal momento in cui l’essere umano decide di divenite dipendetesalle proprie passioni. Accompagnano la performance il soprano ottantenne Lina Vasta e il pianista Diego Mattiello.
La terza ed ultima serata è interamente dedicata all’opera di Michele Di Stefano e del gruppo mk Instruction Series III: Orang Orang, in scena in prima nazionale nel suggestivo spazio dell’Opificio Telecom Italia. Tutte le persone chiamate a partecipare al progetto, sono state introdotte in qualità di autori e non come interpreti della performance, nata con l’intento di coinvolgere partecipanti di diversa derivazione, attraverso brevi e fulminee opere sviluppate in formato al contempo compatto ed elasticamente mutevole.

@Palladium 28/10 h. 20,30

-FRANCESCA FOSCARINI “Cantando sulle Ossa”

-MARCO D’AGOSTINI “Viola”

-FRANCESCA PENNINI | COLLETTIVO CINETICO Titolo Futuribile

@Opificio Telecom Italia 29 Ottobre h.20,30

-DANIELE ALBANESE | COMPAGNIA STALK “AnnoTtazioni”

-CATERINA INESI | IMMOBILE PAZIENTE “Ten Thousand leaves”

-FRANCESCA GRILLI “Enduring midnight”

@Opificio Telecom Italia 30 Ottobre h.20,30

-MK>SONIA BRUNELLI | CRISTIANA RIZZO |LUCA TREVISANI

SIGOURNEY WEAVER & GUESTS “Instruction series III: orang orang”

 

RADHOUANE EL MEDDEB “ Quelqu’un va danser” | Palladium

La presenza magnetica e la sua forte comunicatività hanno fatto di El Meddeb, coreografo e danzatore tunisino, una vera sorpresa per la critica e per il pubblico al suo debutto al Romaeuropa Festival 2010.
La nuova performance Quelqu’un va danser, presentata in prima nazionale al Palladium, si muove ai confini del tempo, attraversandoli con lo sguardo e il movimento. La forte attenzione per le sue origini, porta l’artista a rivisitare in chiave contemporanea le danze tradizionali del paese natìo, creando delle sinestesie in cui viene materializzato un teatro della memoria: il protagonista, accompagnato dalle musiche di Oum Kalsoum e di Cajkovskij, ritorna alle origini, alla famiglia, alla terra, alla scoperta della sessualità e delle proprie passioni attraverso un’esibizione di leggiadra ironia.

 

NACERA BELAZA “Les sentinelles” | “Le temps scelle” | Palladium
Nacera Belaza, coreografa e danzatrice franco-algerina, al suo debutto al Romaeuropa Festival con la prima nazionale Le temps scelle e Les Sentinelles , segna il punto d’arrivo di una meravigliosa ricerca, dove arte e vita sembrano intrecciarsi in un risultato che l’ha imposta sulla scena internazionale. La sua è una danza astratta, dove la narrazione lascia spazio alla spiritualità dei gesti e all’incedere rituale dei danzatori.
Il senso profondo delle coreografie della Belaza sta nell’espressione soggettiva, intima e trascendente della sue creazioni oniriche.

 

CONVEGNO CORPI RESISTENTI. Che ruolo per gli artisti della primavera araba?

L’inverno è alle porte, e a Romaeuropa è ancora primavera, quella araba! L’onda di rivolta che ha investito non senza difficoltà gli stati arabi, infatti, ha dato vita a una vera e propria “primavera della creatività” dei paesi coinvolti. Arrivano sulla scena romana alcune delle compagnie che rappresentano la nuova danza in Maghreb e nel Vicino Oriente, per mettere in scena i loro spettacoli e una serie di post-discussion con il pubblico.

SELMA E SOFIANE OUISSI “Here(s)” | Real time video performance

Selma e Sofiane Ouissi, un duo che si considera un artista solo, sono obbligati a lavorare in due paesi differenti: lei in Francia, Sofiane in Tunisia. Da questo impedimento fisico, i due hanno costruito una performance dal titolo emblematico Ici(s), dove i due, connessi via Skype, danzano a distanza in real time. Al termine della performance segue una in collegamento internet sulla loro esperienza lavorativa e personale.

MAHMOUD RABIEY “VITO” “Enshrined”

MUHANAD RASHEED “B-DreaM”

FARES FETTANE “La Fin ce n’est que le commencement”

La contaminazione tra danza contemporanea e ballo tradizionale si manifesta in queste performance dal carattere marcatamente metafisico di tre celebri danzatori e coreografi arabi. Mahmoud Rabiey presenta Enshrined, performance sulla relazione con divino e l’intellegibile e sui riflessi che questa ha sulla comunità di fedeli, i cui movimenti rimandano alle danze della filosofia sufi. Muhanad Rasheed porta al Palladium B-Dream, opera ispirata alla sua prima performance A Dream dove lo scorrere del tempo viene deliberatamente oscurato. Giovanissimo ballerino di Hip Hop, Fares Fettane negli anni si riavvicina alle sue origini dedicandosi poi alle danze folcloriche e tradizionali.

L’incontro in Francia con Nazera Belaza segna la svolta verso la danza contemporanea, siglata con la fondazione di una sua compagnia, la Cooperativa Culturale Wache, con cui presenta La Fin ce n’est que le commencement, performance evocativa che oscilla tra l’evanescenza e le emozioni del quotidiano.

ZIMMERMANN & DE PERROT | Gruppo Acrobatico di Tangeri “Chouf Ouchouf”

L’eccezionale successo che questo spettacolo ha suscitato al Romaeuropa Festival 2010 ha portato a replicare Chouf Ouchouf, ideato dal duo artistico Zimmerman & De Perrot per il Gruppo Acrobatico di Tangeri. L’esuberante fisicità circense, il senso del divertimento e leggerezza con cui vengono trattate tematiche attuali ed importanti e la passione con cui la performance viene eseguita sono alcuni dei motivi di successo di questo strabiliante spettacolo. Il titolo, dall’arabo “guarda e riguarda”, è un’espressione che sottolinea l’osservare con attenzione una società araba ironicamente rappresentata nel suo instabile equilibrio, scisso tra anacronismi e slanci verso il futuro.
SUONI

ZEITKRATZER PLAY LOU REED’S “Metal Machine Music”

Metal Machine Music è ricordato come il colossale fiasco commerciale di Lou Reed. Nel  1975, appena dopo tre settimane dalla pubblicazione, negli Usa venne ritirato dalle vendite. Poco dopo ci si rese  conto che aveva le sembianze di  un disco profetico, antesignano  di molte nuove tendenze, dal punk alla no wave, fino a diventare un testo di riferimento per la musica noise, industrial e per la nuova elettronica popolare. Nel 2002 gli Zeitkratzer , un ensamble indipendente che raccoglie musicisti di diversa provenienza formatosi nel 1999 da Reinhold Friedl a Berlino, tenta una follia: riproporre quella musica dal vivo arrangiandola per 9 strumenti classici amplificati  fra  archi, fiati,  pianoforte e percussioni.  Sulle prime lo stesso Lou Reed commenta così: “It can’t be done” ma l’impatto di quella trasposizione sonora è così forte che Metal Machine Music diviene un progetto dal sapore innovativo. In Italia per la prima volta nella sua trascrizione definitiva il 13 ottobre per Romaeuropa Festival.

 

MARIO BRUNELLO | TEHO TEADO “Bach:streetview. L’arte della fuga BWV 1080”

La fuga bvw 1080 è una delle più complesse e affascinanti partiture di Bach, una forma polifonica che si compone di un poderoso intreccio di linee musicali; nell’immaginario di Brunello queste voci arrivano a snodarsi come vicoli di una città, da qui il titolo Streetview,( come l’omonimo programma di Google). L’Arte della Fuga sarà eseguita in una nuova strumentazione realizzata espressamente per questo progetto da Mario Brunello, e prevede oltre al suo violoncello la presenza di Danilo Rossi alla viola, di Amerigo Bernardi al contrabbasso, e di Alexander Balanescu, eccellente violinista e compositore. A questa formazione si aggiunge il musicista del liuto torbato, Rolf Lislevand,  per ricreare il raffinato gusto dell’epoca in cui l’Arte della Fuga è stata creata. L’esecuzione sarà affiancata su uno schermo da una visualizzazione  immaginifica e simbolica della musica mentre l’accompagnamento dell’elettronica dal vivo è curato da Teho Teardo. Una nuova dimensione del classico  dunque, celebrato come uno stratificarsi di simboli, immagini, segreti e pervaso di intramontabile fascino.

JUSTE JANULYTE | LUCA SCARZELLA “Sandglasses”

Sandglasses è un concerto multimediale creato da Justė Janulytė, compositrice e giovane talento della scuola lituana e da Luca Scarzella, storico collaboratore di Studio Azzurro. Questo progetto impiega la tecnologia come punto di partenza per un processo di destrutturazione della percezione da parte dello spettatore al fine di ricomporla in maniera inedita ed avvolgente. Quattro violoncellisti sono racchiusi entro cilindri di tulle, emblema di Sandglasses che vuol dire appunto clessidre: da lì, obbedendo ognuno a una diversa pulsazione, contestualmente alle note, gli abitacoli si riempiono di luci e immagini, tra cui quelle degli stessi violoncellisti. Ma anche il suono, catturato e riproposto in tempo reale, viene aggiunto: finché immagini e suoni reali si sovrappongono e si mescolano, naturali e artificiali, come granelli di sabbia. “Teatro di suoni e di visioni”,  come è stato chiamato dai suoi autori, una commistione sapiente di immagine e nuances sonore.

 

YUVAL AVITAL “Cycles | Ombre, Sogni e Paesaggi | Horror Vacui | Leilit”

La ricerca musicale di questo giovane artista di Gerusalemme, classe 1977, residente tra Roma e Milano, si compone di un mix di sonorità mediterranee, di musiche del sud est asiatico fino alle tecniche contemporanee. Chitarrista e compositore, le sue partiture si caratterizzano per la presenza di strumenti musicali di origini diverse e, in questo caso,  abbinati in maniera inconsueta e originale. Il programma, ricco e variegato, spazia da composizioni come Music for 7 n. 1, un brano per 7 flauti dolci a tenore ispirato agli ensemble di strumenti di bambù del sud-est asiatico fino a brani come  Sogni, ombre e paesaggi, una Sonata per pianoforte eseguita dalla solista Maria Grazia Bellocchio che prevede un utilizzo dello strumento  in chiave percussiva, alla luce delle influenze mediorientali e di gusto novecentesco francese. Ancora, Music for 7 n. 6, Horror Vacui è una composizione intrecciata e poliritmica per sette fisarmoniche. Appositamente creato per il Festival Romaeuropa invece è Lelit che rappresenta un punto di incontro e di sintesi tra le antiche tradizioni orali e la musica contemporanea tipico della ricerca di Avital che sarà solista alla chitarra.

 

ANTONIO PAPPANO | GREGORY KUNDE | ORCHESTRA DELL’ACCADEMIO DI SANTA CECILIA

-Franz Liszt “Faust Symphonie”

-Matteo D’Amico “ Veni, veni mephistophilis”

Mito di fondazione della modernità, in Faust coincidono l’inesauribile slancio dell’uomo verso il sapere e la sua profonda corruttibilità di fronte al piacere. Faust dunque interpreta il perfetto eroe romantico che Liszt trasporta in una prodigiosa sinfonia grazie a un virtuosismo orchestrale, a una brillantezza armonica e una inventività tematica che l’hanno resa eterna, sarà al centro di un concerto diretto da Antonio Pappano con una prima assoluta di Matteo D’Amico e la Sinfonia a lui dedicata da Franz Liszt: Direttore musicale ceciliano da oramai sei anni, Pappano predilige architettare programmi che abbiano un tema conduttore: l’impaginato che presenta mette a confronto due trasposizioni musicali di diverse versioni della vicenda faustiana, quella di Marlowe e di Goethe, che oltre a un finale opposto, rispettivamente la dannazione e la salvazione del protagonista, propongono due Faust assai diversi.

 

LOD / KRIS DEFOORT & DIRK ROOFTHOOFT “ The Brodsky Concert”

Con the Brodsky Concerts, Dirk Roofthooft parte in un viaggio all’interno della lirica di Josif Brodskij, poeta russo premio Nobel scomparso nel 1996. Una sfida che trova un complice in quell’ artista del suono,  musicista e compositore che è Kris Defoort, pianista e improvvisatore capace di spaziare dal jazz,  alla musica antica, all’universo contemporaneo. The Brodsky Concerts di Dirk Roofthooft e Kris Defoort è un’incontro: di poesia, teatro, musica, nonché  suggestiva reinvenzione contemporanea del reading letterario.
Queste pagine di immenso lirismo propongono un’acuta riflessione sulla condizione umana, sul senso dell’esistere e del morire, il potere della poesia e il suo rapporto con la società; una lettura intima quella attraverso cui ci conducono Roofthooft e Defoort in cui emerge il tono di soliloquio meditativo, di conversazione intima tra lettore e scrittore che Brodskij dava alle sue poesie.

RICHARD GALLIANO | LA STRADA QUINTET “ Tribute to Nino Rota”

TRIBUTE TO NINO ROTA nasce dall’incontro tra il grande fisarmonicista francese Richard Galliano e lo storico compositore di musica per lo schermo Nino Rota, nel centenario dalla sua nascita. Nato vicino a Cannes in una famiglia di musicisti italiani immigrati, Galliano è uno dei protagonisti della risurrezione della fisarmonica francese a livello internazionale. Il suo repertorio si estende dalla “musette” al tango, dal jazz alla musica latina, dalla chanson d’autore alla musica classica, nella personalissima sintesi di tutti questi stili. Nelle partiture di Rota per il cinema ha trovato un terreno estremamente fertile per il suo talento: in particolare nelle colonne sonore dei film di Fellini. Ecco allora anche le celeberrime canzoni e passerelle dal sapore circense e brechtiano da 8 ½ a La dolce vita, fino ai Vitelloni. Il cinematografo dunque rivive in quel modo eclettico e sapiente di addizionare motivi e stili, in una panoramica ad ampio raggio tra le più famose melodie popolari italiane.

 

SENTIERI SELVAGGI ENSEMBLE “ Metropolis”

Sentieri Selvaggi è un ensemble di musica da camera fondato nel 1997 da Boccadoro, Del Corno e Angelo Miotto, che si è imposto a livello internazionale grazie a un suono compatto e nitido, funzionale a esplorare gli slanci più diversi della musica contemporanea anche, come in questo caso, verso l’universo della cultura pop. Al loro attivo prestigiose collaborazioni, tra gli altri con Philip Glass, Michael Nyman, Fabio Vacchi e Louis Andriessen. Con il concerto Metropolis l’ensemble Sentieri Selvaggi vuole offrire uno spaccato su un fenomeno intrigante: nel caotico e vivace panorama della musica contemporanea molti compositori trovano ispirazione nella altrettanto caotica e vivace realtà urbana. Ecco dunque come una strumentazione per molti aspetti “classica”, si fa vanto e regola di avventurarsi in territori diversi.

 

URI CAINE “Piano Solo”

Uri Caine, Fabio Cifariello Ciardi e il mercato azionario mondiale: con Nasdaq Match 0.2 i due musicisti duettano con le SpA, le società per azioni di tutto il mondo, riunite in una immaginifica orchestra che “suona la borsa valori”. Mentre Uri Caine siede al suo pianoforte infatti, i dati provenienti dal mercato azionario confluiscono in un computer che attraverso un algoritmo li trasforma in suoni digitali in tempo reale. La borsa intesa come musica dunque, soggetta a continue variazioni, che incalzano di secondo in secondo. Il progetto è ideato da Cifariello Ciardi grazie a un programma dal nome sMax toolkit  che interviene in tempo reale dividendo la borsa in sezioni come una vera orchestra. Duettare con questa “orchestra valori” significa pensare l’economia da un punto di vista creativo e ottimistico, restituendo vitalità a ciò che nel nostro immaginario collettivo si staglia come una realtà soffocata e depressiva.

 

THE IRREPRESSIBLE “Nude”

The Irrepressibles è una formazione britannica che propone un’ effervescente miscela di pop burlesco, spirito decadente e cabarettistico, iniettato di una grande esuberanza scenica. Tornano a Roma The Irrepressibles, per presentare il loro secondo album con un nuovo spettacolo, Nude,  guidati dalla carismatica voce del loro leader Jamie Mc Dermott. Uno spettacolo multimediale pensato come un raffinato incrocio di immagini, proiezioni, luci da un sofisticato design musicale. Originale anche l’orchestrazione che vede fronteggiarsi strumenti tipici del pop-rock (percussioni, chitarre elettriche, tastiere), con strumenti tipicamente classici come violini, viole, violoncelli, contrabbassi e la voce calda di clarinetto e saxofono. Una combinazione avvincente di pop britannico, art rock, spirito decadente e ironia burlesque.

 

 

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