Il 27 luglio Casa Morra ospiterà la performance musicale di Terry Riley e del figlio Gyan. Celebrando uno dei pionieri del sound minimalista.

In esclusiva nazionale Terry Riley e il figlio Gyan suoneranno per la prima volta a Napoli nel cortile settecentesco di Casa Morra il 27 luglio. Generazioni a confronto tra folk e jazz, trovano il proprio apice nel sound minimalista ripetitivo occidentale di cui Terry è stato il fondatore, quando negli Anni Cinquanta studiava a San Francisco e a Berkeley.
All’epoca Terry già sperimentava su tape loop e sistemi delay con performance sonore che duravano fino all’alba e solo dieci anni dopo, negli Anni Sessanta, diventa poi artefice dei rave underground. Il punto di forza della lunga carriera di Riley è basato proprio sulla “ripetizione”, sul loop sound, che gli ha permesso di girare il mondo e apprezzare nuovi suoni e culture fino a quando in India arriva l’esperienza decisiva: pur rimanendo fedele al proprio stile, introduce nella sua produzione suoni-trance.
Nel 1968, con In C, l’opera discografica più importante, presenta a livello internazionale la sua musica elettronica. Una lunga e ricca carriera tracciata da singolari collaborazioni ‒ da David Harrington al poeta Michael McClure ‒ ma il featuring più importante di sempre è senza dubbio con il figlio Gyan, con cui dal 2011 divide il palco. A consacrare il duo ‒ ufficializzato nel 2015 nel panorama musicale internazionale come The Rileys: Terry & Gyan ‒ è stato il primo album, Sri Moonshine. Questo è un tour che segna un nuovo capitolo nella carriera del capostipite della musica minimalista, in cui il padre al pianoforte e il figlio alla chitarra si cimentano in un intreccio di ritmi e sound vibranti per un’esperienza profonda e suggestiva. Organizzato da Fondazione Morra con E-M Arts, il live punta a calcare i palcoscenici mondiali più interessanti come quelli di Londra e Barcellona.

Allan Kaprow, Stockroom (1957-64), 2016, Casa Morra, Napoli. Photo Amedeo Benestante
Allan Kaprow, Stockroom (1957-64), 2016, Casa Morra, Napoli. Photo Amedeo Benestante

CASA MORRA

Nel quartiere Materdei di Napoli, nello storico Palazzo Cassano Ayerbo D’Aragona, nasce nel 2016 Casa Morra, un archivio di arte contemporanea dove il fondatore Giuseppe Morra ha pianificato un calendario artistico programmato per cento anni, fino al 2116.
Come il Gioco dell’Oca, i cicli espositivi sono scanditi dai numeri 3 e 7 che corrispondono di volta in volta al numero degli artisti, di opere o mostre. Si tratta di un progetto della Fondazione Morra dedicata alla promozione e alla ricerca della cultura delle comunicazioni visive e rientra nel progetto, in continua evoluzione, Quartiere dell’Arte, sottoscritto nel 2004 con le sedi Museo Hermann Nitsch, Associazione Shozo Shimamoto, la Vigna di San Martino e, appunto, Casa Morra.
Tra le collezioni figurano le opere di Julian Beck, Marcel Duchamp, Giulio Paolini, Giuseppe Zevola, Marina Abramović, Joseph Beuys, Hermann Nitsch, Allan Kaprow. Oltre a essere residenza per artisti e studenti Erasmus, Casa Morra è uno spazio dinamico aperto a qualsiasi forma d’arte e ospita l’Archivio Living Theatre, unico al mondo, con materiale originale tra documenti, corrispondenze, testi e costumi di scena di Judith Malina e Hanon Reznikov. Inoltre, l’Archivio Mario Franco custodisce circa cinquant’anni di cinema sia analogico che digitale, del regista e storico del cinema Mario Franco.
Il prossimo 15 settembre il Museo Nitsch compirà dieci anni e per l’occasione è previsto un nuovo allestimento, 2018-2020 Relitti della 152° Azione, e saranno inaugurati scala Vico II Avvocata, Exil. Convivium e il terrazzo dei colori e dei profumi. Inoltre, il 12 ottobre Casa Morra inaugurerà il terzo anno di mostre con le nuove sale dedicate a 3PPP+B, acronimo di Cesare Pietroiusti, Vettor Pisani, Luca Maria Patella e Nanni Balestrini.

Fabio Pariante

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AutoreTerry Riley
Spazio espositivoCASA MORRA
IndirizzoSalita San Raffaele - Napoli - Campania
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Fabio Pariante
Napoletano e giornalista freelance, si interessa di arte, new media e fotografia. Laureato magistrale in Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea, nel 2011 con il patrocinio della Presidenza della Repubblica, ha vinto il Premio Giovanni Giovannini – Nostalgia di Futuro per la tesi di laurea triennale in Storia dell’Arte Contemporanea, “Net.art: l’arte di fare network”. Tra le altre cose, è appassionato dell’arte di Caravaggio, Modigliani, Dalí, Pollock, ed è co-founder del MAI, progetto artistico di Marina Abramovic.