Musica. Enore Zaffiri e la sonorità dell’istante

L’opera cardine di Enore Zaffiri rivive su Mazagran in versione digitale. Sottolineando l’importanza dell’istante nella poetica sonora del compositore torinese.

Enore Zaffiri, Musica per un anno. March 28th, 6 p.m. (Mazagran)
Enore Zaffiri, Musica per un anno. March 28th, 6 p.m. (Mazagran)

È molto difficile spiegare come succeda e perché succeda. È anche difficile sorprenderlo, scoprirlo. Parlo di quel minuto o di quell’ora, o di quel secondo, non importa, in cui a ogni nuovo risveglio la città si ritrova coperta dal silenzio”. È paradossale che Ritratto di città (1954), opera radiofonica composta da Luciano Berio e Bruno Maderna per mostrare le potenzialità del mezzo elettronico ai dirigenti RAI che di lì a poco avrebbe inaugurato lo Studio di Fonologia di Milano, inizi con parole che vanno alla ricerca del silenzio. Il fatto è che, a partire dal dopoguerra, le caratteristiche virtualmente illimitate della musica elettronica avevano alimentato un’utopia del suono che guardava più alle sfere celesti di Pitagora che ai rumori di Russolo o Schaeffer. Berio e Maderna sono interessati al contenitore-tempo: ciò che avviene al suo interno è accessorio, puro colore.

MUSICA PER UN ANNO

Questa tendenza è estremizzata in Musica per un anno di Enore Zaffiri (Torino, 1928): opera del 1968 dalla natura esplicitamente progettuale che è in realtà una partitura istanziabile in un’infinità di occorrenze. Diplomato in pianoforte, composizione e musica corale, anima dello Studio di Informazione Estetica, Zaffiri ha passato quasi tutta la vita nella sua città, dove ha fondato lo SMET e insegnato nella classe di musica elettronica del Conservatorio.
Già pubblicato da Die Schachtel in una versione analogica curata dall’autore, Musica per un anno rivede oggi la luce su Mazagran in versione digitale, a cura di Andrea Valle, con la partecipazione del sottoscritto nella realizzazione dei testi del booklet.

Enore Zaffiri, Musica per un anno. March 28th, 6 p.m. (Mazagran)
Enore Zaffiri, Musica per un anno. March 28th, 6 p.m. (Mazagran)

ISTANTI IRRIPETIBILI

Nel caso di questa nuova pubblicazione, l’assunto di partenza, condiviso con Zaffiri, è stato quello di ripartire dalla notazione testuale”, ci ha spiegato Valle. “Ho codificato le istruzioni in un programma che ha generato una versione digitale del brano. Quest’ultima è da un lato molto pura, fredda, rispetto alla versione di Zaffiri, ma dall’altro è estremamente precisa nel rispettare le lente, continue, inesorabili trasformazioni dei parametri sonori richiesti dalla partitura” che dà vita a un unico, infinito, evento sonoro che si trasforma impercettibilmente in relazione ai mesi, ai giorni, alle ore. Perché “ogni istante”, come ha scritto il maestro torinese, “ha la sua sonorità irripetibile”.

Vincenzo Santarcangelo

www.mazagran.org

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #36

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Vincenzo Santarcangelo
Vincenzo Santarcangelo è dottore di ricerca in filosofia e membro del gruppo di ricerca LabOnt presso l'Università di Torino. È stato visiting PhD student presso il Cognition Institute della Plymouth University. Ha tenuto corsi di Estetica presso l'Università di Genova, il Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea (Rivoli) e il MADRE Museo di Arte Contemporanea DonnaRegina (Napoli). Collabora con il Corriere della Sera (La Lettura) e con Rai Cultura. Su Artribune cura le rubriche “Octave Chronics” e “Dialoghi di Estetica”. È direttore artistico della rassegna musicale “Dal Segno al Suono”, presso il MUSMA. Museo della Scultura Contemporanea (Matera), e consulente di "Firenze Suona Contemporanea" ed "EstOvest Festival".