Venticinque anni fa cadeva il muro di Berlino. Lo ricorda la Sagra Musicale Umbra

Numerosi festival estivi, da Ravenna a Salisburgo, hanno ricordato l’inizio della Prima guerra mondiale: un tema che torna prorompente in numerose stagioni liriche 2014/2015. La Sagra Musicale Umbra, in programma dal 6 al 14 settembre, ci ricorda invece che quest’anno occorre celebrare la caduta del muro di Berlino e, quindi, il ritorno di una buona parte d’Europa alla “libertà”.

Orchestra da Camera di Perugia

Numerosi musicologi sono rimasti un po’ sorpresi dalla scelta del tema di quest’anno – la caduta del muro di Berlino – poiché per tradizione la Sagra Musicale Umbra, giunta alla 69esima edizione, è dedicata alla “musica dello spirito”. È Luciano Pellicani, sociologo della politica decisamente “laico”, a ricordarci che in numerose società, antiche e moderne, la religione e la libertà di religione sono le prime e le più potenti forme di ribellione nei confronti di regimi autoritari. Quindi c’è un nesso forte tra i cori della rivoluzione francese che verranno intonati in piazza della Repubblica a Perugia il pomeriggio del 6 settembre, i “canti di prigionia” di Dallapiccola che il 7 settembre si ascolteranno al Museo di San Francesco di Montefalco e il concorso finale di giovani compositori che avrà luogo nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi.
Il concorso ha come tema il Pater Noster. Le ultime parole della preghiera recitano “libera nos a malo” e la liberazione dal male che affligge l’umanità è attesa universale che supera ogni confine di confessione religiosa e di orientamento politico, particolarmente per le nostre generazioni, figlie degli orrori totalitari del secolo da poco concluso. Anche Die Entfürung aus dem Serail di Mozart nell’edizione critica della Akademie für Alte Musik di Berlino – dirige René Jacobs – non viene presentata come una farsa, secondo le letture abituali, ma come una parabola illuminista di un Wolfgang al tempo stesso cattolico, rivoluzionario e massone.
Gli undici concerti della Sagra tornano nei tradizionali spazi di Perugia – la Chiesa templare di San Bevignate, la Cattedrale di San Lorenzo, lo storico Teatro Morlacchi e, per la prima volta, piazza della Repubblica – e in alcuni fra i più suggestivi ed evocativi luoghi dell’Umbria: Montefalco, Castel Rigone, Torgiano, Gubbio, San Gemini e, in chiusura, sabato 13 settembre, la Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi. Il cast annovera Robin Johannsen, Mari Eriksmoen, Mauro Peter, Julian Prégardien, Dimitry Ivashchenko, Cornelius Obonya.

Aylin Sengun Tasci - Ensemble Selale
Aylin Sengun Tasci – Ensemble Selale

Anna Calabro, presidente della Fondazione Perugia Musica Classica, ci dice: “La Sagra Musicale Umbra è con la sua storia entrata a far parte del patrimonio culturale di Perugia, unica tra le manifestazioni culturali ad avere un reale sviluppo regionale. Per realizzare questa edizione abbiamo dovuto fare grandi sacrifici: la situazione debitoria della gestione della Sagra precedente alla realizzazione della Fondazione Perugia Musica Classica, che le Istituzioni pubbliche non sono riuscite a sanare, ha prodotto un forte calo della disponibilità economica .La carenza di risorse ha comportato uno sforzo ancora maggiore da parte del direttore artistico, che ha dovuto sopperire con grande generosità di invenzione e fantasia creativa. Sarà il pubblico a giudicare, ma mi sento di assicurare che il programma, che presentiamo è degno di grande interesse per l’originalità della proposta e per la validità dell’offerta artistica”. E il direttore artistico Alberto Battisti aggiunge: “La musica ha lasciato testimonianze altissime di questa aspirazione costante alla libertà, sia in senso religioso che nella copiosa mèsse di lavori scaturiti dall’impegno civile dei compositori. Ripercorrere questo itinerario significa anche sprofondare nella cognizione del dolore ma al tempo stesso alimentarsi della speranza in un mondo migliore, liberato dal male”.

Giuseppe Pennisi

http://www.perugiamusicaclassica.com/sagra-musicale-umbra-pres.cfm

 

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.