Quartetto Maurice. Suonare al buio

La rubrica “Octave Chronics” tenuta da Vincenzo Santarcangelo ci conduce oggi nel mondo privo di luci del Quartetto Maurice. Raccontando l’esecuzione indimenticabile di una partitura di Georg Friedrich Haas. Tutti al buio, musicisti e pubblico.

Il Quartetto Maurice

Viene naturale associare il Quartetto Maurice, composto da Georgia Privitera (violino), Laura Bertolino (violino), Federico Mazzucco (viola), Aline Privitera (violoncello), a In iij. Noct. (2001) di Georg Friedrich Haas. Il brano è suonato completamente al buio, come richiesto da partitura: memorabile l’esecuzione durante l’edizione 2013 della rassegna fiorentina [email protected]. Di in vain (2000/02), brano per organico più ampio – 24 strumenti – in cui il compositore austriaco già sperimentava con buio, luce e materiali sonori altrettanto contrastanti, Sir Simon Rattle ha scritto che si tratta di “an astonishing work of art that has become a cult wherever it is played, one of the first great masterpiece of the XXI century”. Difficile aggiungere altro su questi lavori, ancora più difficile, per me, scrivere di quella particolare esecuzione di In iij. Noct.
La storia del Quartetto ha inizio all’interno dell’Istituto Civico Corelli di Pinerolo dove, ancora giovanissimi, i musicisti hanno modo di studiare e suonare insieme, e prosegue presso il Corso Speciale di Quartetto della Scuola di Musica di Fiesole. Il 2002 è l’anno di battesimo e da allora il repertorio, da subito tenacemente ancorato al contemporaneo, non ha smesso di ampliarsi e ramificarsi, fino ad arrivare a comprendere, oggi, una gamma di suoni e autori davvero impressionante.
La consacrazione definitiva da parte del “mondo della musica” arriva nel 2013 quando, in ottobre, il Maurice viene invitato a suonare alla Biennale di Venezia. Ma questo Quartetto, lo avrete capito, non è certo una di quelle formazioni che si accontentano dei riconoscimenti ufficiali. Lo dimostrano alcuni degli ultimi appuntamenti che lo hanno visto esibirsi dal vivo:  al Bloom di Mezzago per Fuck Bloom? Alban Berg!, rassegna atipica diretta dai Der Maurer Enrico Gabrielli e Sebastiano De Gennaro; e poi all’interno della Rassegna di Nuova Musica di Macerata, la creatura del compianto Stefano Scodanibbio, dove è stato possibile ascoltare quella che è probabilmente la migliore esecuzione in circolazione di Natura morta con fiamme (1991) di Fausto Romitelli (di cui quest’anno ricorre il decennale della morte) e ancora Haas con In iij. Noct.

Vincenzo Santarcangelo

www.quartettomaurice.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #18
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Vincenzo Santarcangelo
Vincenzo Santarcangelo è dottore di ricerca in filosofia e membro del gruppo di ricerca LabOnt presso l'Università di Torino. È stato visiting PhD student presso il Cognition Institute della Plymouth University. Ha tenuto corsi di Estetica presso l'Università di Genova, il Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea (Rivoli) e il MADRE Museo di Arte Contemporanea DonnaRegina (Napoli). Collabora con il Corriere della Sera (La Lettura) e con Rai Cultura. Su Artribune cura le rubriche “Octave Chronics” e “Dialoghi di Estetica”. È direttore artistico della rassegna musicale “Dal Segno al Suono”, presso il MUSMA. Museo della Scultura Contemporanea (Matera), e consulente di "Firenze Suona Contemporanea" ed "EstOvest Festival".