Il potere del teschio (non quello di Hirst)

Quale sarà il collegamento tra una vodka e un teschio? Innanzitutto il packaging, perché il teschio altro non è, fortunatamente, che una bottiglia di vetro; una bottiglia, però, molto particolare, creata dall’ex Blues Brothers Dan Aykroyd…

Rolling Stones, Sticky Fingers - edizione in cofanetto Crystal Head Vodka e Universal Music

La vodka, che si chiama Crystal Head Vodka, è distillata quattro volte e filtrata sette. Negli ultimi tre passaggi, il liquido viene purificato attraverso i “diamanti Herkimer”, cristalli di quarzo di cinquecento milioni di anni ritrovati solo in pochissimi posti al mondo, tra cui, appunto, la Contea di Herkimer, nello Stato di New York. I diamanti Herkimer sono i più preziosi, limpidi e potenti di tutti i cristalli di quarzo. Per la loro particolare conformazione, pare abbiano la capacità di irradiare e assorbire energia in un flusso continuo, e consentano di raggiungere elevate vibrazioni spirituali.
Ispirandosi alla leggenda dei teschi di cristallo, Dan Aykroyd – insieme all’artista John Alexander – ha ideato la bottiglia di Crystal Head con il preciso intento di vestire con un packaging eccezionale una delle vodke più pure al mondo, fatta con ingredienti canadesi di altissima qualità e senza alcun additivo. Il prototipo della bottiglia è stato realizzato dalla vetreria milanese Bruni; l’intero processo di design è durato più di due anni e ha dovuto superare grandissime complessità, ma a quanto pare ne è valsa la pena.

Dan Aykroyd & John Alexander, Crystal Head Vodka
Dan Aykroyd & John Alexander, Crystal Head Vodka

Dopo aver riscosso un enorme successo commerciale, il “teschio di cristallo” è infatti stato scelto dai mitici Rolling Stones come vodka ufficiale per i festeggiamenti del loro 50esimo anno sul palcoscenico internazionale. Crystal Head Vodka e Universal Music hanno così ideato un cofanetto in edizione limitata che i fan degli Stones non potranno farsi mancare: una teca con una vera e propria cerniera che riprende la copertina del leggendario album Sticky Fingers del 1971. All’interno sono custoditi la bottiglia-teschio, personalizzabile con un adesivo, un tappo-gioiello inciso con il celebre logo della “linguaccia” e due compilation di brani live registrati in esclusiva per questa edizione.

Sonia Pedrazzini

www.crystalhead.it

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #18

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

CONDIVIDI
Sonia Pedrazzini
Sonia Pedrazzini, designer. Consulente per l’agenzia Dieter Bakic Design a Monaco di Baviera, si è specializzata in packaging cosmetico. Nel 1996 ha aperto lo studio a Piacenza, un atelier creativo che spazia dal design all'arte, dalla grafica a progetti per l’editoria e la didattica e che oltre a realizzare prodotti per il mercato si occupa degli aspetti culturali e pop della società contemporanea, sviluppando nuovi concept e progetti più sperimentali e di ricerca. Ha ideato e coordinato il Master in Packaging Design per lo IED di Milano e ha svolto lectures, workshop e attività di docenza presso varie accademie e università. Nel 2001 ha fondato, con Marco Senaldi, la rivista Impackt Contenitori e Contenuti (Edizioni Dativo) di cui è stata anche il direttore editoriale. Ha scritto di design e di packaging per riviste quali Ottagono, Interni, Case da Abitare, ItaliaImballaggio e Artlab. Attualmente si occupa di design e autoproduzione e ha realizzato un' edizione limitata di candele ispirate alle nature morte di Giorgio Morandi. Un progetto in cui design, arte e packaging trovano un felice punto di unione.