Club To Club e la sinfonia per Torino

Tutto sold-out, vocazione internazionale, sperimentazioni e suggestioni fino alle prime luci dell’alba. Un’altra edizione è volata via, ma i suoni irriverenti del Club To Club continueranno a riempire la città sabauda con una sorta di omaggio a Torino.

Club To Club 2013 al Carignano - courtesy Club To Club 2013, Torino

La longevità c’è. Tredici edizioni la dicono lunga. C’è stato anche il pubblico, quest’anno più che mai, con i sold-out che parlano da sé. Non è mancato neanche l’eterogeneo programma, gli artisti inarrivabili, la creatività elettronica e gli interventi in giro per la città. Eppure, pare che a incantare il pubblico e  i media del Club To Club 2013 non siano stati né i numeri, né le performance, né gli alti decibel, ma una sorta di aura mistica. È l’aura del rituale musicale, tipica dei grandi festival d’oltreconfine. Un labirinto di situazioni, luoghi, club e persone che si fondono con il tessuto urbano, convertendo la manifestazione musicale in un vero e proprio meeting, con appuntamenti a tutte le ore del giorno e per diversi livelli di fruizione. Mettici poi che il Club To Club è andato crescendo, anno dopo anno, sotto la spinta della art week torinese – diventando anche partner ufficiale di Artissima – ed ecco venir fuori quello che potrebbe tranquillamente chiamarsi “fattore internazionale”.
In altre parole, carattere proattivo: portare il meglio della musica elettronica internazionale in Italia ed esportare il talento locale. C’è il Club To Club made in Italy che se ne va a Istanbul ogni Settimana Santa, poi il gemellaggio con il longevo festival canadese Mutek e i puntuali showcase londinesi, anche quelli rigorosamente firmati Alfa Romeo Mito Club To Club.

Club To Club 2013, Torino
Club To Club 2013, Torino

Insomma, Torino ha un festival all’avanguardia, dalla struttura solida, di cui pochi ricordano che per lungo tempo se n’è parlato più fuori dal Paese che non in casa. La cultura che avvolge il Club To Club, devotissima alla tecnologia e alla dimensione esperienziale del suono, si muove con fierezza in uno scenario sempre più attraente per l’odierna fusione tra musica, arti visive e new media.
Di queste fusioni sperimentali ne sanno qualcosa quanti hanno assistito alle performance site specific di James Holden al Teatro Carignano (dove il C2C a marzo porterà Nicolas Jaar), di Lee Gamble e Holly Herndon alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, di Dinos ChapmanJon Hopkins ai Cantieri OGR.
Fedeli al suo spirito urbano e itinerante, anche stavolta le bellissime location del festival hanno offerto alle performance cornici più che suggestive.
Un’altra edizione è volata via, ma i suoni irriverenti del Club To Club continueranno a riempire la città sabauda con una sorta di omaggio a Torino. A Great Symphony for Torino è un esperimento di musica concreta, un’opera aperta che Club To Club offre alla città e ai cittadini. Il progetto, coordinato da Kode9, ha coinvolto quattro artisti, un gruppo di studenti dello IED Sound Design e poi lo stesso Kode9, nellestrapolazione dei suoni di alcuni tra i luoghi più rappresentativi della città.

Club To Club 2013, Torino
Club To Club 2013, Torino

Una splendida opera elettronica, una studiatissima colonna sonora per Torino, che raccoglie  il suono naturale di luoghi come Piazza Palazzo di Città, il Polo contemporaneo Lingotto – Passerella, la Stazione Porta Susa, Piazza Carignano, le OGR e il  Monte dei Cappuccini. Ma questi suoni non sono stati rubati alla città, bensì rimessi in situ una volta creata la sinfonia. A Great Symphony for Torino è ascoltabile  interamente sull’apposito canale Soundcloud e sul sito dedicato, mentre le singole composizioni sono state reinserite nel luogo d’estrapolazione.

Enrichetta Cardinale Ciccotti

http://clubtoclub.it/2013-it/
http://agreatsymphony.net/

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Enrichetta Cardinale Ciccotti
Enrichetta Cardinale Ciccotti (Napoli 1986, vive a Barcellona). Storica dell’arte, generazione erasmus. Per evitare la tanta agoniata sindrome post-erasmus ha fatto una serie di giri, ma dall'estero non è più tornata. Dopo le ricerche per tesi a Monaco di Baviera si è trasferita a Barcellona per studiare exhibition design. In Spagna ha collaborato per la galleria masART, la fiera d’arte contemporanea SWAB e l’Istituto di Cultura Italiana. Si occupa di stampa internazionale, contenuti web e social media per eventi culturali e portali. Collabora per il Sónar Advanced Music and New Media Art Festival. Scrive per Artribune dal 2012.