Why Black? Why Red? Joan La Barbara canta Rolf Julius

Cercare di realizzare il progetto di un sognatore con una sottoscrizione su Kickstarter. È quello che si augura e/static, organizzazione non profit di Torino che vanta già una lunga storia nel mondo della promozione culturale. E che ora vorrebbe realizzare un video sul concerto che Joan La Barbara terrà a dicembre al Castello di Rivoli sui “Dots” del compianto Rolf Julius.

Rolf Julius - Piano Piece nr.3 - 2006 - courtesy rolf julius estate and e/static

e/static è un’organizzazione non profit impegnata da ben 13 anni nella promozione della ricerca artistica nel senso più ampio, con una particolare attenzione alle arti plastiche e figurative, alla sperimentazione musicale e alla performance. Al successo costante di questo progetto lavora un team di collaboratori ben affiatati e sparsi in tutto il mondo. Più precisamente, due dei quattro soci si trovano a Torino, mentre il terzo è a Dallas e il quarto a Melbourne.
e/static organizza eventi, mostre, spettacoli e concerti con artisti provenienti da ogni dove: dagli Stati Uniti al Giappone, dalla Germania alla Francia, ai Paesi Bassi, all’Australia e, ovviamente, all’Italia. E, forse, la più importante di queste collaborazioni è stata quella con Rolf Julius, un grande dell’arte visiva dell’ultimo quarto del XX secolo, che insieme a pochi altri, in un modo personalissimo, ha perseguito la realizzazione di un progetto veramente innovativo.
Con lui, infatti, il suono è diventato una componente essenziale dell’opera, alla pari del colore o di altri elementi, espandendo le possibilità espressive, e quelle percettive, come non era mai riuscito a nessuno prima di lui. Julius poi aveva un sogno, nato già all’inizio degli Anni Ottanta: credeva nella possibilità di trasformare in suoni le sue immagini, di trascrivere in note i suoi celebri dots (punti, o macchie) rossi e neri, ed era intimamente convinto che la massima espressione di questa modalità sarebbe stata possibile solo alla grande cantante americana Joan La Barbara, già nota per le sue collaborazioni sperimentali e la sua voce senza pari, che conobbe a New York proprio in quegli anni.

Joan La Barbara a L.A. nel 1984 – photo Debbie Richardson

Purtroppo, non gli fu mai possibile veder realizzato quel sogno per motivi di diversa natura: primo fra tutti un problema organizzativo, perché esperienze artistiche di tale portata non sono propriamente “di cassetta” e hanno difficoltà a trovare fondi validi per il loro sostentamento. Inoltre, per una rappresentazione del genere è importante trovare uno spazio adatto, in grado di accogliere le sue grandi partiture. Una realtà museale ad esempio, dove il pubblico sia messo in condizione di ascoltare mentre guarda, in piena libertà, senza l’obbligo tassativo di star seduto su una sedia, come in un auditorium “classico”.
Ci furono diversi tentativi di rappresentare quest’opera di fusione musicale-artistica, soprattutto in Europa, ma nessuna ebbe successo, e purtroppo Julius lasciò questo mondo all’inizio del 2011, proprio quando il suo sogno stava per realizzarsi. e/static, dopo la sua scomparsa, si è posta l’obiettivo di riuscire nell’impresa per dedicarla alla memoria di questo grande artista. Ora questo traguardo sta per essere raggiunto: il prossimo dicembre, in Italia, a Rivoli, nella più grande sala (i 350mq della sala 36 al terzo piano) del rinomato Museo d’arte contemporanea, che trova luogo nel Castello, verranno allestite alcune grandi opere di Rolf Julius, mentre Joan La Barbara (che si è resa disponibile con grande e sincero entusiasmo, in nome dell’amicizia che la legava a lui), per la prima volta in assoluto improvviserà sui dots creando suoni mai prima d’ora percepiti, che sembreranno scaturire da quelle immagini.

Rolf Julius – Dyke Line – 1979 – courtesy rolf julius estate and e/static

È un progetto molto ambizioso, che richiede un investimento notevole, specialmente in un momento storico nel quale le risorse per la cultura sono state tagliate in tutto il mondo, spesso addirittura scomparendo, o quasi, dai bilanci degli stati. Discorso che vale, purtroppo, ancora di più per l’Italia. Quindi l’idea di e/static è stata quella di far partire un’asta su Kickstarter (con scadenza il prossimo 24 novembre) per sostenere la realizzazione del sogno di Rolf Julius. La cifra da raggiungere è di 12.500 dollari e le possibilità di donazione sono infinite: da pochi euro fino a 250 (e oltre! Un collezionista americano ha versato ben 3.000 dollari!). Ogni partecipante, inoltre, avrà qualcosa in cambio per la sua offerta, come ringraziamenti ufficiali in copertina, dvd della registrazione dell’opera, alcune copie dei dvd autografate dalla stessa cantante e inviti alla performance di Joan La Barbara che avrà luogo il 15 dicembre 2012 al Castello di Rivoli.
È importante aiutare e sponsorizzare eventi di questa portata, soprattutto nel nostro bel Paese, dove le collaborazioni internazionali sono sempre più rare, per amore dell’arte e della sperimentazione, ma anche in ricordo e in omaggio a un artista che ha reso questo mondo un posto migliore. Realizzare questo suo sogno e, quindi, dare vita a suoni ancora mai ascoltati in uno spazio bellissimo, all’interno di un museo unico incorniciato dalle Alpi, dovrebbe non avere prezzo.

Joan La Barbara – 2009 – photo Mark Hahaney

Se si riuscirà a raggiungere la cifra necessaria alla realizzazione di questo progetto su Kickstarter, il team di e/static sarà in grado di girare un video in HD di Perché rosso? Perché nero? – Joan La Barbara canta Rolf Julius, per poi produrre, entro la primavera del 2013, anche il DVD. Che verrà spedito (senza alcuna spesa aggiuntiva) ai più accaniti sostenitori.

Martina Camilleri

www.estatic.it
www.kickstarter.com/projects/702987104/why-black-why-red-joan-la-barbara-sings-rolf-juliu?ref=home_location

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Martina Camilleri
Martina Camilleri (1984) ama scrivere e si occupa di comunicazione per l’arte, la musica e la letteratura contemporanea. Cresciuta sotto le cattive influenze di una dittatura mediatica, decide ben presto di partire per trovare rifugio artistico all’estero. Si forma in teatro, fotografia e arte visuale e lavora tra Francia, Norvegia, e Spagna. Una volta tornata in Italia si laurea in comunicazione e politica alla Sapienza di Roma, ma riparte grazie ad una borsa di studio vinta per un master in New Journalism a Berlino. Città che non ha ancora abbandonato.