Roma è (musica) contemporanea

Il 49esimo festival di Nuova Consonanza ribadisce un concetto spesso trascurato: Roma è una delle principali capitali europee della musica contemporanea. Più di Parigi, Londra o Amsterdam. Lo dicono i numeri, dal pubblico alle ore suonate.

Festival di Nuova Consonanza, Roma

In queste settimane il mondo internazionale della musica “colta”, soprattutto quello più giovane, guarda a Roma. Alcuni critici di testate importanti americane, tedesche, britanniche hanno preso in fitto miniappartamenti nella città dei “Cesaroni”. Roma infatti non è solo politica e  tentativi di far rivivere Cinecittà, è ormai riconosciuta come una delle capitali europei della musica contemporanea con ore di esecuzione, su base annua, pari a quelle di Berlino e superiori a quelle di Parigi, Londra e Amsterdam. Quasi ogni mese c’è un festival: molto attive Musica per Roma al Parco della Musica e il Romaeuropa Festival che opera principalmente al Teatro Palladium. La stessa Accademia di Santa Cecilia tiene un Emufest di live electronics e di elettroacustica nella neoclassica sala di via dei Greci.
Gran parte dei concerti dell’Orchestra Sinfonica di Roma sono dedicati alla riscoperta del Novecento italiano, la preparazione alla contemporaneità nel nostro Paese. In aggiunta, ad altre iniziative da parte di associazioni private, gran parte degli istituti di cultura stranieri (specialmente quelli di Francia, Germania, Paesi Bassi a cui si è ora aggiunto il Brasile) organizzano festival di musica contemporanea su esperienze dei loro Paesi, spesso sull’arco di una sera a settimana per nove-dieci mesi l’anno. È un fenomeno ben noto in Italia e all’estero: quando una decina di anni fa il Comune di Roma non finì il consueto finanziamento al festival più atteso (quello dell’associazione Nuova Consonanza) scattò una vera e propria catena di solidarietà e furono i maggiori istituti di cultura stranieri presenti a Roma a colmare il divario- indice eloquente del rilievo mondiale della manifestazione.

Festival di Nuova Consonanza, Roma

Il festival di Nuova Consonanza è giunto alla 49sima edizione e si estende sino al 15 dicembre. Ha un pubblico giovane e prezzi stracciati: l’ingresso alla “maratona iniziale” era 10 euro e con altri 4-20 euro si aveva anche una cena (il prezzo varia, ovviamente, a seconda del menu scelto).
CentoCage è il titolo dell’inaugurazione svoltasi di consueto a Villa Aurelia, sede dell’American Academy in Rome. È stato un omaggio a un grande pensatore che ha sostanzialmente stabilito la parità dei diritti tra suono e rumore: un ricordo attraverso i suoi lavori per i vari pianoforti (preparato, toy, gran coda) nel concerto Cage Age di Daniele Lombardi, e per le percussioni del primo periodo nel concerto serale Cage e altri rumori dell’Ars Ludi Laboratorio; ma anche un dono di compositori e artisti a quell’americano che amava affermare “quello che so l’ho imparato dai funghi“, con lavori eseguiti in prima esecuzione assoluta per lui.
Godibilissima Onde, una storia fantastica per attore, musica e burattini, testo e regia di Idalberto Fei con la musica del giovane Domenico Turi, un modo intelligente per avvicinare i bambini (la sala era gremita di famiglie con figli anche piccoli) alla musica contemporanea e alla live electronics . Di rilievo cinque composizioni in prima assoluta e una rivisitazione del lavoro Atlas Eclipticalis di Cage, una selezione Sound Art Project selezionati dalla EBU Ars Acustica Group, installazioni d’arte e video tra cui i lavori di Roberto Masotti.

Festival di Nuova Consonanza, Roma

Fra le novità in cui la musica di coniuga con il video, i Piccoli studi sul potere di Fabio Cifariello Ciardi: spesso il Potere parla non alla testa, ma soprattutto alla pancia, racconta il musicista. In che modo? Forse anche con la musicalità celata nell’eloquio. I Piccoli Studi sul Potere smascherano la possibile musica nascosta nei discorsi cruciali di cinque uomini che hanno fatto la storia: George W. Bush, Tony Blair, Barack Obama, l’Imperatore Akihito. utilizzando dunque alcuni dei più significativi discorsi pubblici tenuti dai cinque, Cifariello Ciardi li trascrive in spartiti per clarinetto, flauto, arpa, violino e violoncello (e utilizzando sia musica dal vivo sia supporti magnetici) ed evidenziando le loro studiate tecniche oratorie di persuasione. Infine, significativa la partecipazione degli artisti americani residenti dell’American Academy con i loro lavori: installazioni, performance, esposizioni di opere d’arte e novità musicali.
Tra gli altri appuntamenti da segnalare, il ricordo di Aldo Clementi, socio fondatore di Nuova Consonanza, scomparso l’anno scorso, con quattro concerti e un seminario intorno alla sua figura, e il workshop di composizione e il concerto-ritratto sul compositore francese Mark Andre, classe 1964, allievo di Gérard Grisey, Helmut Lachenmann e Wolfgang Rihm, fra i più interessanti musicisti della sua generazione, che quest’anno ha inaugurato il Festival Maerz Musik di Berlino insieme alla danzatrice Sasha Waltz.

Giuseppe Pennisi

www.nuovaconsonanza.it

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.