L’era dei sequel

Da poco uscito per la EMI Records, con un titolo a dir poco ermetico, “TAAB 2: Whatever Happened to Gerald Bostock?”, il sequel del famoso concept album dei Jethro Tull Thick as a Brick annuncia se stesso con un chiaro punto interrogativo.

Jethro Tull - Thick as a Brick

Ciò che, quarant’anni dopo, è accaduto a Gerald – il ragazzino prodigio immaginario e autore delle poesie e liriche dello straordinario disco del 1972 – sarà Ian Anderson in persona a dircelo, e questa volta da solo. Almeno apparentemente.
Sebbene infatti la maggior parte dei musicisti coinvolti nel progetto siano di fatto i componenti storici della celebre band inglese, eccezion fatta per Martin Barre, sostituito qui dal tedesco Florian Ophale, e di cui sicuramente ci mancherà l’uso angolare e asciutto della chitarra elettrica, la produzione risponde al nome di Jethro Tull’s Ian Anderson. Un viziaccio, quello della rivendicazione retroattiva, comune a più di un leader del passato e forse risultante, per così dire, di un impoverimento generazionale.
E qui, troviamo la vera faccia dell’interrogativo: potrà Thick as a Brick 2 eguagliare la bellezza, il suono e la forma dell’originale? A tutti i conoscitori e ai fan dei Jethro Tull non resta altro da fare che acquistare il disco e giudicare da sé, mentre ai più giovani e a chi fosse tentato o semplicemente curioso, consigliamo di comprare senza paura anche la “versione” del ’72, rigorosamente in vinile, per poter fare i debiti confronti e, comunque sia, riporre nel proprio Expedit Ikea una pietra miliare del rock progressivo di tutti i tempi.

Jethro Tull in concerto

L’album è diviso in due sezioni: Divergence e Convergence, per un totale di 17 tracce separate. Una struttura inattesa, che compenetra dialetticamente quella del passato, la quale constava di due lunghe tracce uniche scomponibili per temi, secondo la filosofia del concept album.
Per i fanatici dell’home entertainent, o per i fan irriducibili dei Jethro, è già stata annunciata la pubblicazione del dvd, che conterrebbe l’audio 5.1 dell’intero disco, il making of dello stesso più numerosi contenuti speciali, tra cui un’intervista con lo ieratico flautista, leader e songwriter.

Alessandro Massobrio

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #7

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Alessandro Massobrio
Alessandro Massobrio (Torino, 1974) è compositore di musica strumentale e performer, docente e sviluppatore web. Ha studiato musica, filosofia e bioacustica e collabora attivamente con il cinema sperimentale, il teatro e la videoarte. Ha partecipato a numerosi festival di media art europei tra cui Emaf, Offf, Netmage, Ixem, e pubblicato per Betulla, Simultan, Sinewaves e Silentes. La sua musica è stata presentata in contesti eterogenei come la Filarmonica di Ostrava, l’Auditorium di Detmold, la mostra d’arte Dolomiti Contemporanee, il Torino Film Festival. Ha lavorato come docente di filosofia nell’istruzione pubblica e tiene workshop di composizione sperimentale e field recording. È stato giornalista e caporedattore della rubrica decibel di Exibart (2005 - 2010) e dal 2011 è caporedattore musica di Artribune. Vive e lavora a Berlino.