La No Wave raccontata per filo e per segno

Quarta uscita per la neonata Crac Edizioni, “No Wave. Contorsionismi e sperimentazioni dal CBGB al Tenax” è un brillante saggio scritto dalla giovane autrice Livia Satriano. E mette insieme, in un’unica forma organica, decine di contributi e interviste attorno a uno dei fenomeni culturali e musicali più influenti della fine degli Anni Settanta.

Nancy Arlen dei Mars

Allora come oggi, a far da sfondo alla scena No Wave c’era una crisi economica e sociale. La fine degli Anni Settanta, con tutto ciò che potevano rappresentare per un territorio quale quello newyorkese, spalancava le porte a quell’ambiguità estetica, culturale e finanziaria degli Anni Ottanta. Non poco, se consideriamo la quantità di autori oggi riconosciuti, accanto ad altri meno noti ma fortemente radicati nella cultura underground, che di tutte quelle energie e contrasti ne seppero riverberare l’essenza in una quantità infinita di suoni e immagini.
Sfogliando il libro appaiono subito evidenti due caratteristiche: No Wave non è un saggio su un genere musicale, quanto un’indagine a tutto campo su un fenomeno culturale, sociale, sonoro e visivo le cui conseguenze e frutti possono essere ritrovati oggi in una moltitudine di produzioni e attitudini artistiche e autoriali, anche al di fuori del campo strettamente musicale. Il secondo aspetto è legato al carattere ipertestuale e innovativo del saggio, che incorpora nel layout decine di QR code che permettono al lettore una consultazione agile delle fonti sonore, consentendo una lettura e un ascolto più fluido del materiale di studio e consultazione.

Livia Satriano - No Wave- Contorsionismi e sperimentazioni dal CBGB al Tenax

L’instabilità e l’incertezza del periodo storico tratteggiato nel saggio dall’autrice e dalle molte testimonianze fa comprendere quanto la No Wave in America fosse profonda espressione di una presa di posizione politica e sociale molto netta, se non addirittura rivoluzionaria, che però – a differenza di altri movimenti – non si manifesta  attraverso la rigida applicazione di stilemi artistici; al contrario, l’intima natura della No Wave risiede proprio nella polifonia delle sue formulazioni ed esperienze, che mostrano piuttosto la caratteristica attitudinale come stile di vita e approccio sperimentale a ogni soluzione.
Minimalismo, punk, loft jazz: diversi generi e mondi si combinano come mai in precedenza, inaugurando scenari del tutto nuovi e inattesi, che coincidono fortemente con un comune sentire rispetto all’idea o non-idea del futuro. Ottima in questo senso la testimonianza del camaleontico Arto Lindsay, raccontata nella bella conversazione con Andrea Lissoni, che nel secondo capitolo fornisce ulteriori spunti alla puntuale mappatura delle band e dei protagonisti della scena musicale ricostruita dalla Satriano insieme a Roberto Canella.

I DNA (da sx: Ikue Mori, Arto Lindsay, Robin Crutchfield)

Il dato generazionale – estremamente importante per inquadrare il fenomeno e abilmente definito nella prefazione di Pierpaolo De Iulis “sogni egomaniaci per giovani nevrotici” – traspare nella serie di testimonianze raccolte dall’autrice: Gleen Branca, Nina Canal, Mark Cunningham, Lydia Lunch, tanto per citarne alcune.
Nel denso e conclusivo terzo capitolo viene inquadrato chiaramente il fenomeno nel suo sviluppo e declinazione italiana, una storia ancor meno conosciuta e che grazie ai vari contributi (come nell’intervista a Steve Piccolo) ha il merito di mettere a fuoco i contorni della No Wave nostrana, facendo di questo saggio uno strumento importante con chi d’ora in poi vorrà confrontarsi con il fiume carsico della No Wave.

Riccardo Conti

Livia Satriano – No Wave- Contorsionismi e sperimentazioni dal CBGB al Tenax
Crac Edizioni, 2012
Pagg. 220, € 15
ISBN 9788897389040
www.edizionicrac.blogspot.it

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Riccardo Conti
Riccardo Conti (Como, 1979) è critico d’arte e free lance editor per numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali occupandosi principalmente di cultura visiva e sperimentazione audio e video. Ha curato diverse mostre per gallerie e spazi privati ed è autore di alcuni format televisivi riguardanti arti visive e cultura contemporanea. Ha insegnato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, e tenuto seminari presso altre università ed istituzioni quali NABA, IULM, e KHIO di Oslo, attualmente insegna presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano ed è docente di Visual Culture e Video Culture presso IED moda Lab. Dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • VITTORIO59

    Periodo, per me, di grande nostalgia, in tutte le direzioni. Soprattutto amando musica e letteratura. Allora ero giovane, e tutto sembrava, essere eccitante, nuovo, trasgressivo. E per certi versi lo è ancora. Da lì arrivarono i Rip Rig & Panic, il Pop Group, molti che rappresentarono il piccolo sogno, l’ultimo della mia generazione forse: essere diversi, nuovi – colti, anche? -, in qualche modo si…. C’era voglia di conoscere, cercare, approfondire?…. Insomma il libro mi interessa!