Simmetrie sonore di luce e buio

Avete presente la matrice alfanumerica luminosa di “Matrix”? Qualcosa del genere è in visione all’Hamburger Bahnhof di Berlino, fino al 9 aprile. Si tratta della mostra del compositore e visual artist giapponese Ryoji Ikeda. Ed è anche l’ultimo progetto della serie “Works of Music by Visual Artists”, ciclo di eventi e performance presentati dall’associazione Freunde Guter Musik Berlin in collaborazione con Nationalgalerie Berlin dal 1999 e, dal 2002, anche con Maerz Musik, il festival di musica contemporanea di Berliner Festspiele.

Ryoji Ikeda - DB - veduta della mostra presso l’Hamburger Bahnhof, Berlino 2012

db sta per decibel che, come è noto, non è l’unità di misura del suono, in quanto adimensionale, ma solo un modo di esprimere il livello di un fenomeno acustico. db è anche il titolo di un’opera sonora concepita nel 2000 dal compositore e artista visivo giapponese Ryoji Ikeda (Gifu, 1966; vive a Parigi) e in mostra all’Hamburger Bahnhof di Berlino. Un’installazione in cui ha cercato (riuscendoci) di dare una dimensione tangibile (perlomeno a livello visivo) alla materia impalpabile della musica.
Per la prima volta, grazie al suo intervento, le due sale perfettamente speculari di questa ex stazione ferroviaria, che si ergono rispettivamente sull’ala est e ovest del piano rialzato, si sono unite in un’unica composizione creativa. Da una parte una stanza tutta bianca e luminosissima, dall’altra una tutta buia, a sottolineare non solo la simmetria fisica ma anche concettuale del luogo, dove il tempo e lo spazio si sono fusi nell’uso combinato ed estremamente rarefatto del suono, della luce e di alcuni elementi visivi.

Ryoji Ikeda - DB - veduta della mostra presso l’Hamburger Bahnhof, Berlino 2012

Se il decibel è solito prendere come punto di riferimento il minimo valore udibile per compiere le sue misurazioni, Ikeda, con l’intento di riprodurne il percorso in questa sua prima mostra in Germania, ha realizzato un intreccio di ritmi e fruscii quasi impercettibili ma visualizzabili tramite una griglia luminosa di dati numerici.
Attivo fin dalla metà degli Anni Novanta, il compositore giapponese è stato uno dei primi musicisti e artisti multimediali a realizzare questo tipo di installazioni ambientali acustico-visive, basate su composizioni dove il materiale utilizzato è ridotto al minimo. Si tratta, di solito, di onde sinusoidali, vibrazioni sonore, punti luce, trattati con metodi matematici, che Ikeda trasforma in concerti e opere live tali da offrire al pubblico un’esperienza totalmente immersiva e intensa. Come in Datamatics (2006), un lavoro caratterizzato da un flusso di particelle puntiformi, modellato sul moto dei corpi celesti e avvolto da impulsi sonori intermittenti, dalla densità variabile.

Ryoji Ikeda - DB - veduta della mostra presso l’Hamburger Bahnhof, Berlino 2012

Qui, attraverso un mix di differenti media (immagini video in movimento, sculture, suoni), l’artista ha voluto esplorare il sostrato infinito e invisibile di dati che permeano il nostro mondo, dominato ormai dal virtuale. Ikeda è noto anche per i suoi progetti a lungo termine e in divenire. Dal 2000, in collaborazione con l’altro grande manipolatore di suoni e immagini Carsten Nicolai (Alva Noto), sta infatti lavorando a un’installazione dal titolo Cycle in cui esamina gli errori e le ripetizioni presenti nei campionamenti musicali del computer. Sempre con il fine ultimo di visualizzare il suono attraverso dei moduli audiovisivi.

Claudia Giraud

Berlino // fino al 9 aprile 2012
Ryoji Ikeda – DB
a cura di Ingrid Buschmann e Gabriele Knapstein
HAMBURGER BANHOF
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