“Leo da Vinci – Missione Monna Lisa”, al cinema il film d’animazione sul grande artista italiano

Arriva nelle sale il prossimo 11 gennaio il film d’animazione diretto da Sergio Manfio che vede come protagonista un adolescente Leonardo da Vinci, alle prese con le prime invenzioni, i primi amori – manco a dirlo, Monna Lisa – e un’avventurosa caccia al tesoro al largo della Toscana

Leo da Vinci - Missione Monna Lisa
Leo da Vinci - Missione Monna Lisa

Oltre a essere uno degli artisti e degli scienziati più geniali e noti di tutti i tempi – e anche il più quotato, visto che lo scorso novembre un’opera a lui attribuita è stata battuta all’asta da Christie’s per 450milioni di dollari –, Leonardo da Vinci è sicuramente uno dei personaggi che più alimenta l’immaginario collettivo e anche artistico, spesso protagonista di documentari, serie televisive e lungometraggi. Se l’estate scorsa vi abbiamo anticipato della prossima pellicola hollywoodiana che vedrà Leonardo DiCaprio vestire i panni del pittore italiano, e di Essere Leonardo da Vinci, film scritto e interpretato dal drammaturgo italiano Massimiliano Finazzer Flory, adesso è la volta di un film di animazione, dall’anima tutta italiana. Si tratta di Leo da Vinci – Missione Monna Lisa, opera firmata dal gruppo Alcuni e diretta da Sergio Manfio, al cinema dal prossimo 11 gennaio.

Leo da Vinci - Missione Monna Lisa
Leo da Vinci – Missione Monna Lisa

LE AVVENTURE DEL GIOVANE LEONARDO

32 mesi di lavorazione, 408 persone coinvolte nella produzione, oltre 2mila fogli A3 utilizzati per disegnare i personaggi del film, oltre 100mila fotogrammi totali per 82 minuti di animazione: sono questi i numeri di Leo da Vinci – Missione Monna Lisa, film prodotto da Alcuni, casa di produzione dei fratelli Manfio (Sergio è il regista e il co-sceneggiatore insieme a Francesco e Anna) e distribuito da Videa – CDE. Protagonista della pellicola è un adolescente Leonardo da Vinci, fin da giovanissimo una figura affascinante e geniale, alle prese con le prime invenzioni e un grande sogno: riuscire a volare. Nel film Leo sarà protagonista di una grande avventura, insieme all’amica Lisa, di cui lo scienziato è segretamente innamorato, Agnese e Niccolò, un ragazzo polacco con la passione per l’astronomia – personaggio evidentemente ispirato a Copernico. I quattro giovani amici saranno impegnati nella ricerca di un tesoro nascosto tra le acque della Toscana e dell’isola d’Elba, ostacolati però da un gruppo di pirati che, come loro, vogliono a tutti i costi trovare il leggendario tesoro. Ma i ragazzi, grazie alle geniali invenzioni di Leo, prima tra tutte lo scafandro, riusciranno a raggiungere il loro obiettivo prima dei loro nemici.

Leo da Vinci - Missione Monna Lisa
Leo da Vinci – Missione Monna Lisa

RITRATTO DI LEONARDO DA GIOVANE

Capelli neri e ribelli, occhi verdi, bracciali di cuoio e robusti stivaloni cinghiati. Così appare nel film Leo, una sorta di supereroe moderno catapultato a metà del Quattrocento. Ma il giovane da Vinci è anche un genio, un sognatore, un ragazzo che non vede limiti alla sua creatività e alla sua capacità di osservazione, ma soprattutto alla voglia di realizzare i propri sogni, anche quelli che sembrano impossibili. “Non esiste bambino al mondo che non sognerebbe di trascorrere una notte avventurosa in una casa sull’albero, o che non si immaginerebbe alla guida di una macchina fantastica, costruita con le proprie mani e capace di volare, di attraversare i mari”, spiega Sergio Manfio, raccontando come è nata l’idea del film. “Leo da Vinci rappresenta questo tipo di sogni, che nel film sono raffigurati in modo estremamente reale”. La creatività di Leonardo è quindi la vera protagonista del film, insieme alla capacità del giovane scienziato di tradurre in realtà sogni, progetti e intuizioni apparentemente irrealizzabili. Caratteristica, questa, in cui il regista vede una peculiarità – nel bene o nel male – tipicamente italiana: “il tema della creatività è importantissimo”, continua Manfio. “Creatività che noi italiani spesso dimentichiamo nel cassetto. D’altra parte Leo da Vinci, andando in Francia, non ha rappresentato forse l’antesignano della fuga dei cervelli dall’Italia? Ma questa è un’altra storia!”.

– Desirée Maida

www.leodavincifilm.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.
  • Massimo Ravecca

    Leonardo che con la sua arte produsse diversi “non finiti”, nella
    Gioconda potrebbe aver creato un “non volto” femminile. Un volto ideale
    madre di tutti i volti, a partire da quello dell’autore.
    Come lo specchio magico della matrigna di Biancaneve ci indica il più bello
    del reame, così il volto della Gioconda ci rimanda a quello di Leonardo
    da Vinci. Il volto femminile del dipinto conservato al Louvre è
    sovrapponibile all’Autoritratto di Leonardo conservato a Torino, una
    volta ribaltato specularmente. Ma ancora più inconsciamente per il
    professore Mario Alinei, richiama l’immagine del lutto, tramite la
    rappresentazione di una giovane donna morta con gli occhi aperti come se
    fosse viva, nascosta dalla bellezza ancora presente della persona
    raffigurata. Per ultimo, un possibile rimando subliminale al volto
    sindonico, come apparve nel negativo fotografato nel 1898 per la prima
    volta. Anch’esso somigliante con quello dell’Autoritratto di Leonardo da
    Vinci conservato a Torino. Dove la Sindone di Torino è l’Autoritratto o
    il ritratto di un Uomo vivo ritratto come morto. Questa sarebbero le
    ragioni profonde del fascino del dipinto e dell’iconoclastia cui è stato
    sottoposto nello scorso secolo. Cfr. ebook/kindle La Gioconda: uno
    specchio magico.