It, va al cinema, nelle sale italiane, il riadattamento del libro-capolavoro di Stephen King

Al cinema dal 19 ottobre con Warner Bros. l’adattamento cinematografico di uno dei maggiori romanzi di Stephen King. La storia di un pagliaccio pericoloso e di un gruppo di bambini pronti a combattere le proprie paure più grandi.

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In un giorno di pioggia un bambino perde la sua barchetta di carta e per recuperarla viene risucchiato in un tombino, finendo nelle braccia del pagliaccio ballerino di nome Pennywise. Questo è l’incipit di una delle storie di paura più famose al mondo. A raccontarla è Stephen King in It. Il romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1986, è diventato da subito un classico della letteratura ed è ancora oggi considerato uno dei maggiori successi horror nati dalla penna del maestro di Shining. E da decenni terrorizza decine di generazioni arrivando nel 2017 sul grande schermo con la regia di Andy Muschietti. Sette giovani emarginati, ognuno escluso per un motivo diverso, ognuno bullizzato, fanno squadra e si definiscono “il club dei perdenti”. Tutti loro hanno visto materializzarsi davanti agli occhi angoscia e paure sotto forma di un antico predatore dal mutevole aspetto. I giovani vivono a Derry e da quando esiste la città è terreno di caccia per questa antica figura che “risorge” dalle fognature ogni 27 anni, in cerca degli abitanti più deboli: i bambini.

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DAL LIBRO AL FILM

A Derry i bambini spariscono nel nulla e i loro corpi non vengono ritrovati. A prenderli è il clown dell’orrore che si nutre della loro carne e che li attira a sé con false sembianze e illusioni. It si prende gioco dei bambini, li imbroglia e poi li terrorizza. Non è invincibile però… Stephen King ambienta il suo romanzo nel 1960 (la fase dei bambini) e nel 1990 (diventati adulti). Muschietti invece sposta il primo capitolo nel 1989, precisamente all’estate di quell’anno. Diverse sono le novità e i cambiamenti riguardo al libro, tutte scelte approvate in un secondo momento da King che si è detto molto soddisfatto del risultato e d’altronde come non esserlo! Il regista spiega il motivo principale delle sue modifiche It: “Negli anni 60 i bambini erano spaventati da cose diverse, come ad esempio dai mostri che vedevano nei film classici di quel periodo, e nella storia originale Pennywise prende la forma di alcuni di quei mostri. Le paure rivisitate in questo film sono diverse e profonde, e anche i fan del libro rimarranno sorpresi dai risvolti che vedranno”.

 

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LA PAURA

“I produttori hanno scelto una direzione leggermente diversa dal romanzo”, ammette Stephen King, “ma la cosa importante è che hanno mantenuto l’idea centrale e cioè che Pennywise si avvicina a questi ragazzini scoprendo cos’è che li spaventa e diventando quella cosa”. La paura è la grande metafora su cui viaggia e si sviluppano il romanzo e il film di Muschietti. I ragazzini di King e quelli del regista sono grandi per credere a Babbo Natale o al Coniglio Pasquale, ma non lo sono abbastanza per essere tranquilli e sereni al buio e magari in una cantina o soffitta. It il film crea una immagine indimenticabile, sicuramente di terrore tanto da saltare dalla poltroncina in più di una occasione. Un perfetto adattamento, anche se rivisitato, che fa presagire tuttavia un secondo capitolo. Il successo è garantito anche degli interpreti, tutti giovanissimi, ma non proprio alle prime “armi”: Jeremy Ray Taylor, Finn Wolfhard, Wyatt Oleff, Chosen Jacobs, Jack Dylan Grazer e Sophia Lillis. E un applauso a lui, al clown sadico e maligno interpretato da Bill Skarsgård.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.