Arriva nelle sale italiane Dunkirk, il nuovo film di Nolan che punta all’Oscar

Uscito nelle sale americane lo scorso 19 luglio e distribuito in tutto il mondo da Warner Bros., arriva finalmente in Italia il nuovo film di Cristopher Nolan. È un capolavoro e mira dritto verso qualche possibile candidatura ai prossimi premi Oscar. Forse il miglior Nolan di sempre!

Dunkirk di Cristopher Nolan
Dunkirk di Cristopher Nolan

La guerra di Cristopher Nolan (Westminster, Regno Unito, 1970) è girata in 70 millimetri e si intitola Dunkirk. È una vera corazzata storica, divisa in contemporanea in tre diverse situazioni. Tre luoghi diversi coinvolti in uno stesso focolaio: il cielo, la terra, il mare. Dunkirk è un kolossal. È un film brevissimo per le durate usuali del regista di Interstellar e Inception (“solo” 106 minuti), e ricostruisce uno dei grandi momenti drammatici della Seconda Guerra Mondiale. Con un cast prestigioso che include Tom Hardy (The Revenant, Mad Max: Fury Road, Inception), Mark Rylance (Bridge of Spies, Wolf Hall), Kenneth Branagh (My Week with Marilyn, Hamlet, Henry V) e Cillian Murphy (Inception, The Dark Knight Trilogy), così come l’esordiente Fionn Whitehead. Il resto del cast include Aneurin Barnard, Harry Styles, James D’Arcy, Jack Lowden, Barry Keoghan e Tom Glynn-Carney. Il film sarà presentato in anteprima nazionale il 28 agosto come pre-apertura della 74esima Mostra del Cinema di Venezia.

TRA REALTA’ E FINZIONE

400.000 uomini intrappolati e con un’unica via di fuga minata e a tratti impercorribile. Come ci si sente quando si è in pericolo? Quanta paura, adrenalina, ansia si produce? Le truppe britanniche sono circondate dalle forze nemiche, intrappolate sulla spiaggia con le spalle rivolte verso il mare. La salvezza è lì, dall’altra parte del mare! È il racconto ultimo e sentito che Cristopher Nolan fa della battaglia di Dunkerque, città portuale francese. Una battaglia che si svolse tra il 26 maggio e il 3 giugno 1940 nella prima fase della grande offensiva in Occidente sferrata dalle truppe tedesche durante il primo periodo della Seconda Guerra mondiale. Sulle coste della Manica il Corpo di spedizione britannico si trovò bloccato e impossibilitato a movimenti. Nolan restituisce un momento di grande sconforto e terrore in un grandissimo film di guerra.

NON IL SOLITO FILM DI GUERRA

Dunkirk non è però il classico film di guerra. È un film adrenalinico e ad alta tensione. I suoni, i rumori, la paura e lo stare in guardia prendono il posto delle parole. Tutto è affidato alle immagini, ai movimenti e ai corpi stremati dei soldati. Nolan realizza un film generazionale. Mostra come in un tempo ormai “lontano” un conflitto nasceva se mosso da un’ideologia sentita e comune – indipendentemente se questa fosse giusta o sbagliata –, ed era vissuto con unione nazionale e non con distanza o disparità. Dunkirk è quindi un film di guerra ma che offre anche una visione sulla società del tempo. Segno che per il regista la storia ha un significato fondamentale ed è la strada per comprendere il presente.

L’OPINIONE DELLA STAMPA INTERNAZIONALE

Dunkirk si posiziona come film evento dell’anno. Un caso che ha messo d’accordo la maggior parte della critica cinematografica internazionale. L’Entertainment Weekly scrive: “cinema ad alto budget viscerale che possiamo chiamare Arte. Inoltre, diciamolo con franchezza, è il miglior film uscito finora nel 2017”. “Dunkirk è un capolavoro impressionista”, incalza il The Hollywood Reporter. Mentre secondo Screen International, “dal punto di vista della sceneggiatura, che porta avanti tre linee temporali e stratifica la fiction sulla realtà dell’evacuazione alleata del giugno 1940, passando per le prodezze tecniche, questo film è intrattenimento davvero entusiasmante”. E non manca il commento della Associated Press: “Dunkirk è un capolavoro vero e proprio. Un film di sopravvivenza, incredibilmente immersivo e raccontato in 106 minuti realizzati in maniera elettrizzante”.

L’EMBARGO ITALIANO

L’uscita in sala di Dunkirk è diventata un vero caso, e in particolare modo in Italia. Il film ha avuto una prima mondiale a Londra il 13 luglio, e per l’occasione sono state organizzate diverse interviste, anche video, con corrispondenti e inviati di tutto il mondo, anche giornalisti italiani. Le interviste sono state sotto embargo per qualche giorno, fino all’uscita in sala negli Usa il 19 luglio. Da quel momento il web è stato sommerso di commenti e critiche positive riguardo l’ultimo film di Nolan, fatta eccezione per l’Italia. L’uscita di Dunkirk è prevista per il 31 agosto e la fine dell’embargo per il 21 agosto. La proiezione stampa del film è avvenuta nel Belpaese quasi un mese prima dall’arrivo del film in sala e questo “silenzio forzato” ha scosso diversi giornalisti e blogger. Perché non poter scrivere o parlare di un film che in tutto il mondo stanno già vedendo? Perché non poter commentare e informare su un titolo che si preannuncia un best seller cinematografico per la sua altissima qualità di regia, scrittura, formato, logistica, tensione? Solo questione di puro marketing strategico o di critica? Dunkirk non potrà che essere un successo. Un capolavoro che andrà oltre qualsiasi giudizio positivo o negativo. Sarà un po’ come la nota di Churchill all’indomani della messa in salvo dei soldati “prigionieri” tra terra, mare e cielo di Dunkerque: un messaggio di grande spessore artistico, umano e riflessivo, anche se temporaneo.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.