Invideo 2016. Ecco le presenze italiane al festival milanese

Dai Karmachina a Daniele Segre, da Alessandro Amaducci al film su Welby. Ecco gli autori italiani presentati a Milano in occasione di “Invideo”, la mostra internazionale dedicata al video e al cinema oltre.

Paolo Bandinu, No Country, 2015 - still da video
Paolo Bandinu, No Country, 2015 - still da video

Storica manifestazione nata nel 1990, Invideo – Mostra internazionale di video e cinema oltre ha da sempre offerto un’ampia panoramica sulle più significative ricerche nell’ambito dell’audiovisivo di tutto il mondo. Eppure, durante le quattro giornate di proiezioni – dal 17 al 20 novembre – è emerso anche un certo profilo dell’attuale scena nostrana, del quale vale la pena render conto.
La 26esima edizione della manifestazione milanese, diretta da Romano Fattorossi e Sandra Lischi, ha reso omaggio a due autori italiani molto diversi, il regista Daniele Segre e il videoartista e teorico Alessandro Amaducci, entrambi invitati a tenere una masterclass presso l’Istituto Europeo del Design e un focus nella sede principale di Invideo, lo Spazio Oberdan. Se Segre ha presentato i lavori dei suoi allievi della sede distaccata del Centro Sperimentale di Cinematografia Abruzzo (di cui è direttore didattico), ad Amaducci è stata dedicata una retrospettiva. La ricerca di Amaducci ruota attorno al tema dell’inconscio tecnologico, una riflessione sull’identità umana nell’epoca delle nuove tecnologie. Le sue opere combinano musica elettronica (composta dallo stesso artista), elaborazioni in computer grafica, immagini rubate dalla Rete e riprese dal vero di figure femminili, incarnazioni di una cultura digitale in bilico tra l’umano e il virtuale. Attraverso riferimenti di varia natura, i video di Amaducci condensano l’estetica del videoclip con suggestioni provenienti da molto lontano, come in uno dei video della sua Electric Self Anthology (in progress dal 2006), Pagan Inner (2010), che riattualizza l’iconografia della danza macabra.

KARMACHINA, Homage to Maya, 2016 - still da video
KARMACHINA, Homage to Maya, 2016 – still da video

TRA VIDEO E PERFORMANCE
A questi autori più storici ha fatto da contraltare la presentazione di un giovane studio di visual design nato a Milano nel 2013, i Karmachina (Vinicio Bordin, Paolo Ranieri e Rino Stefano Tagliafierro) autori di installazioni multimediali, videomapping e ambientazioni. Nella serata di sabato 19, i Karmachina hanno presentato la videoperformance Homage to Maya, sonorizzata dal music live set dei Ferweh (Emiliano Bagnato, Lorenzo Cosci e Daniel Palumbo). Omaggio al cinema sperimentale, la performance rielabora tre film di Maya Deren, mescolati in un montaggio che, sfruttando la ripetizione, la sovrapposizione e l’alternanza di frame, crea un ritmo di velocità crescente.
È seguita una selezione internazionale di video che ha visto molte presenze italiane – in aumento rispetto alle edizioni precedenti – da quelle più note, come Michele Bernardi, tra i più importanti animatori italiani, ai più giovani Paolo Bandinu, e Gaetano Maria Mastrocinque.

Giovanni Coda, Bullied to death, 2016 - still da video
Giovanni Coda, Bullied to death, 2016 – still da video

IN RICORDO DI WELBY
Uno spazio particolare è stato inoltre dedicato a Bullied to Death (2016) di Giovanni Coda, proiettata insieme a Deseos (2015) del colombiano Carlos Motta nell’occasione di un focus sul bullismo e l’identità sessuale. La chiusura della manifestazione, domenica 20 novembre, è invece stata affidata alla proiezione di Love is All. Piergiorgio Welby, autoritratto (2015), film di Francesco Andreotti e Livia Giunti a metà strada tra il documentario e l’animazione video. Il film, di cui è stata annunciata la proiezione in Parlamento il prossimo 20 dicembre, in occasione del decennale della morte di Welby, è costruito con le stesse parole del protagonista, i suoi dipinti e persino degli ironici video amatoriali di famiglia. Poetico ritratto di un uomo di cui ha parlato tutto il mondo, il film è una celebrazione della vita incredibilmente priva di banale retorica.

Paola Lagonigro

http://www.mostrainvideo.com/
http://oberdan.cinetecamilano.it/

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Paola Lagonigro
Paola Lagonigro si è laureata in Storia dell’Arte Contemporanea alla Sapienza di Roma con una tesi sui rapporti tra videoarte e pittura. Dopo anni di esperienza nell’ambito della didattica museale, prima al MAXXI e poi in altri musei romani, ha intrapreso un dottorato alla Sapienza approfondendo il suo argomento di tesi. Interessata allo studio dei nuovi media, si interroga sulle metamorfosi delle espressioni artistiche nell’era dell’elettronica, convinta che la cultura popolare non sia una forma minore di cultura.