Rush: una corsa al cardiopalma. Anche verso l’Oscar

La Formula 1 è protagonista nel nuovo film diretto da Ron Howard. Al centro della pellicola, un perfetto film commerciale, confezionato con talento, c’è la storica rivalità tra James Hunt e Niki Lauda.

Ron Howard – Rush - conferenza stampa

In uscita anche in Italia il film di Ron Howard sulla Formula 1, che con ogni probabilità farà impazzire il box office. Ed è lui stesso in persona, uno dei più grandi produttori di Hollywood, regista premio Oscar con A Beautiful Mind e Frost/Nixon, quello che i più ricordano per l’interpretazione di Ricky Cunningham nella serie degli anni ’70 Happy Days, a presentare, cast al completo, all’Hotel De Roussie di Roma la sua ultima pellicola: Rush. Scritto con Peter Morgan, già sceneggiatore di Frost/Nixon, torna sul tema dell’antagonismo tra due personaggi eccezionali in cui però tutte le persone possono riconoscersi con facilità.
Il film si concentra sulla storica rivalità tra James Hunt e Niki Lauda, soffermandosi sull’incredibile stagione del 1976. Con un montaggio che merita un secondo Oscar agli editor Dan Hanley e Mike Hill, un colpo di scena dopo l’altro dove si alternano le vicende tra il campione in carica, il razionale Lauda e l’aspirante successore, l’istintivo playboy Hunt, tra incidenti quasi mortali, ustioni sfiguranti, rimonte, rombare di motori sotto sole, vento e pioggia, il film non permette nessuna distrazione. Rush conquista anche i non sportivi con le storie d’amore che coinvolgono i due protagonisti, due opposte concezioni di vita di cui non è difficile capire per chi parteggia l’autore.

Ron Howard – Rush - locandina
Ron Howard – Rush – locandina

Un’emozionante rivalità/amicizia raccontata sulle piste da corsa e carica di tutte le sfumature che un rapporto così viscerale può presentare. Se proprio un neo si deve trovare, questo sta nella definizione così netta tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato: qualità di cui questo cinema americano è la massima espressione. Per il resto gli attori sono incredibilmente verosimiglianti: Chris Hemswort (The Avengers, Thor) con quegli zigomi alti che schiacciano gli occhi rende spesso quell’espressione tarata che James Hunt riporta in molte foto dell’epoca. Daniel Brul (Inglorious Basterds, The Bourne Ultimatum, Good Bye Lenin) grazie a qualche piccolo accorgimento potrebbe addirittura essere scambiato con l’originale, ma anche Olivia Wilde alias Suzy Miller nella parte della modella che fece perdere la testa ad Hunt e Alexandra Maria Lara alias Marlene Lauda sono delle copie fedellissime degli originali! Rush cattura, coinvolge e commuove. E infine tocca anche il delicato argomento della sicurezza sulle piste contro la spettacolarizzazione a tutti i costi.
Un bel film commerciale, rifinito con successo nei minimi dettagli, per il migliore dei weekend cinematografici familiari. Must d’autunno.

Federica Polidoro

Ron Howard – Rush
USA-UK | 2013 | 122’

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.