Rare Exports: a Christmas Tale

E se Babbo Natale non fosse proprio l’anziano bonaccione che ci hanno sempre descritto? Un film trasforma la fiaba di Natale in un surreale e fantastico horror. Un’altra pellicola mai arrivata nelle nostre sale, scovata da Giulia Pezzoli per la rubrica L.I.P, Lost in Projection.

Quando un ricco uomo d’affari americano commissiona misteriosi scavi nel cuore del monte Korvatunturi (al confine tra Russia e Finlandia), una serie di misteriosi e inquietanti eventi iniziano a verificarsi nelle pianure e nelle abitazioni circostanti. Pietari (un bambino sami orfano di madre e con un difficile rapporto con il padre), incuriosito e impaurito, comincia così a indagare sul possibile ritrovamento della “tomba” di Babbo Natale e sulle sue drammatiche conseguenze. Tra catture di demoni e sparizioni di bambini, il giovanissimo protagonista mostrerà agli increduli adulti del luogo cosa siano magia e coraggio, portando nuova luce sull’economia ormai in declino del popolo sami.
E se Babbo Natale non fosse il bonario e grassoccio vecchietto sempre indaffarato a preparare regali per i bambini buoni? Se invece assomigliasse a Lucifero per fattezze e intenzioni? Con Rare Exports, Jalmari Helander mette in scena un’avventura horror dai risvolti fiabeschi, basandosi su miti e leggende nordiche. La storia, come il giovane protagonista verrà a scoprire dopo alcune ricerche, narra che il dolce nonnino in velluto rosso tanto caro alla Coca Cola è in realtà un demone che ogni anno rapisce e divora i bambini cattivi (e non premia quelli buoni). Dopo secoli di lotta, il popolo sami, stanco delle continue sparizioni dei figli, lo cattura, imprigionandolo sotto una montagna di neve e rocce (il monte Korvatunturi).

Fiaba noir inquietante ed efficace, Rare Exports è un prodotto anomalo della cinematografia contemporanea. Rimanendo in costante equilibrio tra horror e fantasy, il film sfrutta, contraddicendolo, l’immaginario popolare con credibile assurdità, mostrando inquadrature ben studiate e location d’eccezione. Ritmo e colpi di scena mantengono la tensione alta per tutta la durata del film, mentre la completa assenza dell’universo femminile sottolinea il punto di vista di Pietari che, cresciuto in un ambiente maschile e severo, evade la realtà con la sua viva immaginazione e la sua brillante curiosità. Finale forse fin troppo lieto per le premesse macabre della pellicola, ma perfettamente in linea con un racconto che ha come fondamenta la magia, il mito, la leggenda.

Giulia Pezzoli 

Finlandia e Norvegia, 2010 / fantasy-horror / 84’ / Regia: Jalmari Helander
www.rareexportsmovie.com 

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #6

 

 

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Giulia Pezzoli
Giulia Pezzoli (Bologna 1978) si occupa di arte contemporanea dal 2003. Ha lavorato per la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, per la 50esima Biennale d'Arte di Venezia, per il Centro d'Arte Contemporanea di Villa Manin e per il MAMbo di Bologna per cui tutt'ora lavora. Scrive d'arte e di cinema da diversi anni.
  • duffogrup

    Veramente il film è passato a dicembre 2011 con successo di pubblico al festival Scienceplusfiction di trieste.