Passa in Senato il DDL Spettacolo. Art Bonus per tutti e investimenti nelle zone terremotate

Passa in Senato il DDL Spettacolo che punta sull’estensione dell’Art Bonus a tutti i settori dello spettacolo, sulla stabilizzazione del tax credit musica e sullo stanziamento di fondi per promuovere attività culturali nei territori colpiti dal terremoto. Tutto bene? Non proprio. È scontro tra PD e M5S sugli emendamenti che coinvolgono sovrintendenti e direttori.

Dario Franceschini
Dario Franceschini

Via libera in Senato al DDL Spettacolo che mira ad estendere l’Art Bonus a tutti i settori dello spettacolo, incluse le orchestre, i teatri nazionali, i teatri di rilevante interesse culturale, i festival, i centri di produzione teatrale e di danza e prevede lo stanziamento di fondi per promuovere ed incoraggiare le attività culturali nei territori del Centro Italia colpiti dal sisma.

IL DDL IN NUMERI

Il DDL sul codice dello spettacolo è stato approvato dal Senato con 121 sì, 12 astenuti e 73 astenuti. Esso prevede l’incremento del Fondo Unico per lo Spettacolo con uno stanziamento di 9,5 milioni di euro per il 2018 e di altrettanti nel 2019 che diventeranno poi 22 milioni a partire dal 2020. Quattro milioni di euro sono stanziati per promuovere le attività culturali nei territori colpiti dal terremoto. La legge stabilizza inoltre il tax credit musica, il beneficio riconosciuto alle imprese produttrici di fonogrammi e videogrammi musicali e produttrici di spettacoli di musica dal vivo per la promozione di artisti emergenti, con una cifra che si aggira sui 4.5 milioni di euro a decorrere dal 2018. 

LE NOVITÀ DEL DDL

Il DDL prevede che per la prima volta il sostegno statale allo spettacolo dal vivo venga esteso alla musica popolare contemporanea, ai carnevali e alle rievocazioni storiche riconoscendo le pratiche artistiche amatoriali, le espressioni artistiche della canzone popolare d’autore, il teatro di figura, gli artisti di strada. Non solo, la novità riguarda anche la disciplina delle fondazioni lirico-sinfoniche, alle quali sarà dedicato un fondo specifico. Prevista, infine, la creazione di un Consiglio superiore dello spettacolo, una sorta di organo super partes che avrà il ruolo di indicare al Mibact lo “stato delle cose” sia da un punto di vista finanziario che artistico.

Il PLAUSO DI FRANCESCHINI

“Una riforma attesa da trent’anni, un testo equilibrato”, ha commentato il Ministro Dario Franceschini a margine del dibattito in aula “frutto del sapiente lavoro della Commissione Cultura, che rilancia e sviluppa tutto il settore dello spettacolo e sul quale mi aspetto un ampio consenso delle forze politiche per arrivare a una rapida approvazione e al successivo passaggio alla Camera che ne consenta l’entrata in vigore entro la legislatura”. Ma non mancano le polemiche. Viene soppressa, invece, la norma che prevedeva l’eliminazione di ogni ricorso ad animali negli spettacoli che aveva sollevato aspre critiche da parte dei lavoratori del settore circense a favore di un più morbido “superamento graduale” dell’utilizzo degli animali nei circhi che scontenta profondamente la fazione animalista del Senato.

È SCONTRO TRA PD E M5S

E anche se il DDL Spettacolo appare come un testo equilibrato non mancano le polemiche. È scontro tra il PD e il M5S su due emendamenti proposti dalla senatrice Montevecchi del Movimento 5 Stelle riguardanti le Fondazioni lirico sinfoniche che non sono passati in senato. Il primo riguarda la revisione delle modalità di nomina e dei requisiti del sovrintendente e del direttore artistico attraverso bandi pubblici anche internazionali e permettendo la consultazione pubblica del curriculum dei partecipanti. La seconda l’assenza di interessi di qualsiasi natura in conflitto con le funzioni svolte all’interno delle fondazioni stesse dal sovrintendente e dal direttore artistico, nonché da tutti i componenti degli organi di gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche. Votato, invece, all’unanimità il terzo emendamento sempre proposto dai 5 stelle che esclude, nei casi di responsabilità accertata per lo scorretto svolgimento delle funzioni relative alla gestione economico-finanziaria, al soprintendente la possibilità di essere nominato per lo stesso ruolo e ruoli affini, anche in altre fondazioni.

Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.