Palazzo Litta Cultura: ecco il nuovo logo e la programmazione autunnale

Presentato l’atteso progetto culturale frutto di una solida collaborazione pubblico-privato che apre le porte dell’imponente palazzo barocco, situato nel centro di Milano, con un’intensa programmazione multidisciplinare. Si parte il 4 ottobre con una mostra fotografica dedicata al Sol Levante.

Giada Ripa Yokohama, 2014 80x100cm Mounted on D bond with Wood frame Ed 15 + 1 AP
Giada Ripa Yokohama, 2014 80x100cm Mounted on D bond with Wood frame Ed 15 + 1 AP

Si aprirà nel segno del Giappone, con una mostra che vede la fotografa Giada Ripa sulle tracce di Felice Beato e di Mathilde Ruinart, moglie del primo Ambasciatore italiano nel paese dell’estremo Oriente, la programmazione di Palazzo Litta Cultura, il nuovo progetto multidisciplinare presentato a Milano. Frutto della cooperazione tra pubblico e privato – nello specifico tra il Segretariato Regionale del MiBACT e Mosca Partners (Artribune aveva già raccolto le loro prime dichiarazioni), società ben radicata nel tessuto sociale milanese e habitué del palazzo barocco, che ha avuto in concessione durante le ultime quattro edizioni della design week – la nuova realtà si inserisce in un fenomeno già in atto da diverso tempo in città, la nascita di distretti, geograficamente connotati, di produzione culturale, e si propone come punto di riferimento per le numerose forze creative già presenti in loco.

UNA PROGRAMMAZIONE “INDISCIPLINATA”

La programmazione, svelata soltanto nella sua parte iniziale, si preannuncia indisciplinata e aperta a tutti i settori artistici e dello spettacolo, dall’arte al cinema, passando per fotografia, musica, poesia, teatro e danza. Alla sua costruzione hanno partecipato diversi soggetti, ognuno portatore di un’esperienza importante in un settore specifico: esterni (organizzatore del Milano Film Festival) per il cinema, MIA Photo Fair Projects per la fotografia, Ponderosa Music&Arts (all’origine di eventi molto seguiti come Piano City e JAZZMI) per la musica e il Teatro Litta per quanto riguarda la parte teatrale. “Vogliamo costruire un progetto con un’identità propria all’interno dell’offerta culturale della città” ha dichiarato Valerio Castelli, uno dei due fondatori di Mosca Partners “Un luogo in cui vengano in contatto forme d’arte e di spettacolo diverse e dunque pubblici eterogenei si incontrino, ogni volta con un’esperienza interdisciplinare. È da queste occasioni di confronto che nascono le idee”. Dopo The Yokohama Project 1867 – 2017, che sarà visitabile per tutto il mese di ottobre, accompagnata da iniziative collaterali come il concerto inaugurale della compositrice e percussionista giapponese Midori Takada e una rassegna cinematografica incentrata sulle Visioni Giapponesi, si cambierà registro per passare a un omaggio a Pier Paolo Pasolini, all’inizio di novembre, e a un dicembre musicale con gli eventi legati a JAZZMI e la “prima diffusa” della Scala.

ALLESTIMENTI FLESSIBILI E MINIARCHITETTURE DI PAROLE

Gli allestimenti delle mostre di Palazzo Litta Cultura saranno a cura dell’archistar Michele De Lucchi, che con il suo studio ha creato un sistema modulare flessibile in grado di arginare quella che era la criticità principale della location: l’impossibilità di utilizzare le pareti, occupate da stucchi e affreschi di pregio. Svelato anche il logo della nuova realtà culturale, una miniarchitettura stilizzata basata sul lettering della parola “Litta” e firmata Studio Fragile.

– Giulia Marani

www.palazzolittacultura.org

 

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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.