Come ti seduco con l’antico. Una mostra a Ravenna

MAR, Ravenna – fino al 26 giugno 2016. Una mostra al Museo d’Arte della città di Ravenna svela il fascino esercitato dall’antichità sull’arte del XX secolo. Senza dimenticare le insospettabili Avanguardie. Perché le tradizioni sono vive solo quando le si tradisce…

L’ANTICO ININTERROTTO
È come un seme che si rigenera, di secolo in secolo. Nonostante i movimenti di rottura, nonostante le avanguardie e le neoavanguardie, l’antico è sempre presente e ritorna in forme e modi nuovi, ogni volta “contemporanei”. Del resto, il curatore Claudio Spadoni riporta che proprio l’ex futurista Carlo Carrà, in merito al movimento che intendeva scardinare tutte le precedenti tradizioni, scriveva: “Ci bastava l’illusione di fare del nuovo”. Superata quell’esperienza totalizzante, il pittore torna alla figura classica, e allo stesso modo de Chirico in quegli anni comincia a riprodurre quadri rinascimentali conservati nei grandi musei romani. Un filo rosso collega tutti i generi artistici tramite la figura umana, fondamento dell’arte classica, che, nelle infinite declinazioni, richiama senza lasciare spazio a dubbi la statuaria greca e romana, ma pure l’arte etrusca (indimenticabili i fortissimi influssi nelle opere di Massimo Campigli e nelle sculture in terracotta di Arturo Martini) e quella magnifica stagione del Rinascimento che il Novecento ha nobilitato, usato, sfruttato fino a farla diventare assolutamente pop e svuotata di ogni significato originario.

LE SEZIONI DELLA MOSTRA
Le sezioni tematiche della mostra creano approfondimenti che superano la scansione cronologica e le semplicistiche schematizzazioni a cui spesso si è abituati e guidano attraverso l’irresistibile potere seduttivo dell’Antichità, esponendo una accanto all’altra opere – tante, e di indiscutibile qualità – datate dai primi anni del secolo scorso all’era contemporanea: da Alberto Savinio a Lucio Fontana, da Sironi a Mitoraj fino a Bill Viola, solo per citare qualche artista fra tutti. Se i movimenti rappresentati per primi sono la Metafisica, il Surrealismo e il Novecento italiano, con il suo “ritorno all’ordine” (da leggere con attenzione le parole che gli dedica in catalogo Elena Pontiggia), la riflessione individua le citazioni che dell’Antico sono state fatte da parte della Transavanguardia, del Postmoderno, dell’Arte povera e della fotografia.

Lucio Fontana, Ritratto di ragazza, 1929-30, Milano, Galleria Tonelli - Verona, Studio la città, © Fondazione Lucio Fontana, Milano by SIAE 2015 per Lucio Fontana

Lucio Fontana, Ritratto di ragazza, 1929-30, Milano, Galleria Tonelli – Verona, Studio la città, © Fondazione Lucio Fontana, Milano by SIAE 2015 per Lucio Fontana

FINO AL CONTEMPORANEO
Ecco allora rivelarsi iconografie che ritornano senza soluzione di continuità, con interpretazioni ogni volta diversissime e che, come suggerisce Marco Tonelli in catalogo, avrebbero messo in crisi pure Aby Warburg e le sue “Pathosformeln”: perché le intenzioni e i significati con cui l’Antico viene ripreso sono, soprattutto negli ultimi decenni, spesso contraddittori, invasivi e non di rado kitsch o ludici.
L’idea di partenza sulla carta potrebbe sembrare scontata – tutti sanno che l’antico è un topos dell’arte, soprattutto italiana – tuttavia la completezza, la scelta raffinata degli esempi esposti, il dialogo che si instaura tra di loro, rendono non solo manifesto, ma immediatamente comprensibile, il tema della mostra e fanno percepire l’immensa portata del suo “protagonista” nel secolo che, stando alle convenzioni critiche e alle facili visioni, dovrebbe essersi tenuto in assoluto più lontano dall’antico.

Marta Santacatterina

Ravenna // fino al 26 giugno 2016
La seduzione dell’antico. Da Picasso a Duchamp, da De Chirico a Pistoletto
a cura di Claudio Spadoni
MAR
Via di Roma 13
0544 482477
[email protected]
www.mar.ra.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/50186/la-seduzione-dellantico-da-picasso-a-duchamp-da-de-chirico-a-pistoletto/

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Marta Santacatterina

Marta Santacatterina

Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte, collabora con varie testate dei settori arte e food, ricoprendo anche mansioni di caporedattrice. Scrive per “Artribune” fin dalla prima uscita della rivista, nel 2011. Lavora tanto, troppo, eppure trova sempre…

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