Villa Croce. La mostra per i trent’anni del museo genovese

Villa Croce, Genova – fino al 27 marzo 2016. Il pretesto sono i trent’anni di vita del Museo di Villa Croce, inaugurato nel 1985 come spazio espositivo destinato soprattutto a ospitare mostre d’arte contemporanea. Da qui il titolo – quasi un ideogramma – di VX30, dato alla collettiva “Chaotic Passion”.

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Maria Domenica Rapicavoli, A cielo aperto, 2014

Maria Domenica Rapicavoli, A cielo aperto, 2014

Una “passione caotica” ha messo insieme le opere della collezione permanente di Villa Croce, che inizia nel 1990, con l’acquisizione da parte del Comune di Genova della raccolta di Maria Cernuschi Ghiringhelli, con il suo nucleo storico legato all’astrattismo italiano, nel quale confluiscono poi successivi lasciti e donazioni.
Le curatrici della mostra, Anna Lovecchio e CHAN (associazione non profit), partono proprio dall’assunto di Walter Benjamin, che nel collezionismo “tutte le passioni sconfinano nel caos”. Intendono esaltare questo presunto disordine, addomesticandolo a una dialettica stimolante tra passato e presente.
Così affiancano a diciannove opere della collezione permanente diciotto lavori di artisti giovani, prodotti nell’ultimo decennio, e al contempo seguono trasversalmente due linee significative della contemporaneità, che individuano nell’astrazione e nella ricerca verbo-visiva.
Il risultato è un approccio “fresco” e fluido all’arte, una lettura che provoca sviluppi e relazioni, anticonvenzionale e comunque esemplare, che procede a salti e suggerisce nuove interpretazioni.
In grande sintesi, nelle sette sale si possono citare le composizioni astratte di Virginio Ghiringhelli e Mauro Reggiani, riverberate dai cinque grandi teli che scendono dal soffitto di Danilo Correale, tessuti con il motivo del tartan e i colori dei loghi dei clan finanziari più potenti del mondo. Il bell’Achrome di Piero Manzoni trova il suo “negativo” nel Fresh monochrome / black di Claire Fontaine, realizzato con la pittura sempre fresca anti-invasione, che rileva chi tocca l’opera d’arte.

Andrea Nacciarriti, R.I.P. (landscape), 2009

Andrea Nacciarriti, R.I.P. (landscape), 2009

Nella sala della ricerca sulla luce un’opera gialla di Antonio Calderara dialoga con le diapositive rituali di luci e colori di Meris Angioletti. Avvincente l’accostamento della sequenza senza senso della Macchina drogata di Vincenzo Agnetti con un’altra sequenza, quella dei numeri primi di Margherita Morgantin, riportati su decine di fogli di carta da plotter con 10.000 quadratini l’uno. E ancora, lo Spazio elastico di Gianni Colombo si amplia nella videoproiezione immersiva di Maria Domenica Rapicavoli, che “disegna” le rotte dei droni militari nei cieli.
Non mancano poi una raffinata Costellazione di Dadamaino, una smaterializzazione del testo nello spazio con immagini di frattali matematici di Pennacchio Argentato o un Uovo nero di Lucio Fontana, che interloquisce con i poetici Ritagli di tempo di Serena Vestrucci.
Conclude il percorso la serie di diapositive di Jacopo Miliani, che sottolinea teatralmente lo scollamento tra enunciazione e significato. È la risposta all’opera storica di Bruno Munari, il cui titolo sembra definire l’essenza stessa dell’arte contemporanea: Scrittura illeggibile di un popolo sconosciuto.

Linda Kaiser

Genova // fino al 27 marzo 2016
VX30 / Chaotic Passion
a cura di Anna Lovecchio e Chan
VILLA CROCE
Via Jacopo Ruffini 3
010 580069 / 585772
[email protected]
www.villacroce.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/50488/vx30-chaotic-passion/

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