Sarcofagi, statue, crateri. Colpaccio in Svizzera dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale: ecco immagini e video dei reperti recuperati

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La presentazione dell'operazione dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale a Ginevra 03

Tre lastre affrescate costituenti una tomba, una coppia di sarcofagi etruschi dipinti e riproducenti figure umane, un sarcofago romano, statue in marmo raffiguranti animali, crateri, oinochoe, elementi architettonici, teste in marmo, pavimenti e pareti di un tempio. Questo il “bottino” dell’ennesimo successo dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, squadra di eccellenza riconosciuta al livello mondiale – non a caso impegnata anche nell’operazione Caschi Blu della Cultura – che al termine di una complessa attività investigativa in ambito internazionale ha restituito al patrimonio culturale un gruppo di eccezionali reperti archeologici, di epoca compresa tra VII sec. a.C. e II sec.d.C., provenienti da scavi perpetrati in Etruria Meridionale, Sicilia, Puglia, Campania e Calabria.

Le tracce del traffico partivano dal Sud Italia e arrivavano in Svizzera, tramite una società che, per conto di due trafficanti sospettati, aveva la disponibilità di alcuni magazzini all’interno del Porto Franco di Ginevra. È qui che sono state rinvenute 45 casse contenenti reperti archeologici sprovvisti di documentazione giustificativa, lasciati in deposito da un mercante d’arte inglese. La banda coinvolta provvedeva al reperimento dei reperti da tombaroli e ricettatori, all’esportazione illecita, all’eventuale restauro e poi alla vendita, prevalentemente verso Inghilterra, Giappone e soprattutto USA. Il valore complessivo dei reperti rimpatriati da Ginevra si aggira sui 9 milioni di euro: li vedete nel video e nella fotogallery…

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